Ci sono cover che riescono a far dimenticare l'originale, per cui la canzone diventa di colui che l'ha interpretata e non più di chi l'ha scritta: un paio di esempi classici sono Cocaine di Eric Clapton (in realtà è di J. J. Cale) e It's Oh So Quiet, che è addirittura il pezzo più famoso di Bjork (anche se è di Betty Hutton, e il titolo originale è "Blow A Fuse").
A metà strada tra la cover e il plagio, anche uno dei brani più famosi dei Beach Boys, Surfin' USA, di cui Brian Wilson riconobbe il debito con Sweet Little Sixteen di Chuck Berry.
A volte la cover è un omaggio ad un artista che si ama (come le numerose cover incise dai Beatles nei primi anni), a volte una pura operazione commerciale, di cui costituisce un classico esempio la cover fotocopia con cui Robbie Williams ha omaggiato il brano più popolare di Manu Chao, Bongo Bong; ma tra i precedenti si segnalano Britney Spears con I love rock 'n' roll e Satisfaction, Will Young con Light My Fire e i Five con We Will Rock You.
A volte, una cover può rivelarsi un clamoroso autogol.
Prova ne sono le due azzardatissime versioni di due brani classici della storia del rock: Don't Cry dei Guns and Roses e Nothing Else Matters dei Metallica.
La prima è stata rifatta da Simone, al secolo Simone Tomassini, che nel suo album "Sesso, gioia rock n' roll" ha ripreso piuttosto fedelmente la musica (vabbè, il chitarrista non è Slash), ma ha ottenuto risultati piuttosto tragicomici italianizzando il testo, che diventa "non piangere mai, baby, qui c'è il paradiso baby". Niente di paragonabile, comunque, all'agghiacciante tributo di Masini alla ballata dei Metallica: il romantico concetto di un amore che non ha bisogno di nulla, per cui nient'altro importa, viene prosaicamente convertito in una sequenza di frasi apparentemente prive di senso compiuto, vagamente minacciose ed episodicamente chiuse da un convinto "e chi se ne frega".
Un esempio davvero brillante di umorismo involontario.
Ma per le cover ci passano tutti: gli stessi Guns and Roses hanno realizzato un album intero (il non indimenticabile Spaghetti Incident) e vantano tre cover tra i loro pezzi più famosi in assoluto, e tutte reggono il confronto con l'originale: Knockin' On Heaven's Door di Bob Dylan, Live And Let Die di Paul McCartney e Since I Don't Have You degli Skyliners.
Anche i Nirvana hanno alcune suonato alcune cover di successo, tra cui, nell'indimenticabile Unplugged in New York, due brani che hanno superato la notorietà dell'originale: The Man Who Sold The World di David Bowie e Where Did You Sleep Last Night di Leadbelly.
A loro volta coverizzati, non hanno gradito molto la versione pianoforte e voce di Smells Like Teen Spirit incisa da Tori Amos (un incredulo Cobain disse che era perfetta per fare colazione con i Cornflakes).
Un'altra cover molto chiacchierata e, diciamolo, effettivamente assurda, è stata la versione dance di "Geordie" di De Andrè realizzata da Gabry Ponte, che fa il paio con "Voglio vederti danzare" di Battiato anch'essa massacrata nella sua versione discotecara.
Se a volte, una transazione da un genere all'altro può essere interessante (mitica in questo senso l'interpretazione dei Ramones di What A Wonderful World), spesso si rivela una pessima idea: è il caso del grande mezzosoprano lirico Cathy Berberian, la quale, lasciando di stucco pubblico e critica, rivisitò alcune canzoni dei Beatles in chiave lirica e barocca, registrando dal vivo a Montemarte l'album “Beatles arias”.
Peggio ancora, e davvero inquietante, l'improbabile versione gregoriana di Losing My Religion dei Rem.
Partendo invece dalla canzone e non dall'artista, notiamo che i Beatles vantano 4 pezzi tra le canzoni più coverizzate di sempre: Yesterday, Something, Come Together (se amate l'hard rock, provate ad ascoltare la pesantissima versione dei Gotthard) ed Eleanor Rigby.
Altri titoli che vantano ben oltre 100 rifacimenti ufficiali sono Rock Around The Clock, How Deep Is Your Love, White Christmas, Fever, We Will Rock You, No Woman No Cry.
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ampliare, ragazzi!
vale la pena di saperne di più, sopratutto per quei pezzi "storici" del rock, ed allora la cosa diverrebbe davvero interessante e tutto sommato una bella novità.
consiglio di sentire i Krokus, ad esempio.
Orribile
Orribile la versione dei finley di seven nation army, dei white stripes...certo che sanno come si rovina una canzone...
grandi cover
la versione di umbrella dei vanilla sky è mettamente superiore a quella di rhianna per esempio.....cosi come word up dei korn
ce ne sono altre
aggiungerei tra quelle orribili anche pastime paradise di rod stewart, copiata e rovinata da coolio e trasofrmata in gangste paradise, la cover di britney spears di i love rock n roll di joan jett, e "every breath you take" dei police, rifatta da puff daddy.
Articolo un po' pessimista
Chi ha scritto questo articolo la vede un po' in modo ristretto: esistono comunque cover "decontestualizzate" rispetto all'originale che fanno spesso gridare al miracolo.
Wonderwall degli Oasis rifatta da Ryan Adams, tutto l'album dei Pink Floyd "The Wall" rifatto in chiave bluegrass dai "Luther Wright and the wrongs", l'album di cover "Pop Artificielle" ad opera di Lassigue Benthaus, nome d'arte del grande Uwe Schmidt, lo stesso che ha coverizzato in chiave salsa tutti i più famosi pezzi dei Kraftwerk, sotto lo pseudonimo "Senor Coconut"....
Una gran cover è spesso sinonimo di un grande artista, se un artista non sa far bene una cover, forse poi così grande non è.