La
ancora giovane Miss Kittin
è una delle reginette dei club elettronici dapprima francesi
e poi internazionali.
L'esordio del 2001 la portò alle luci della ribalta anche
perché al suo fianco c'era l'abile manipolatore di suoni
digitali The Hacker, che diede sostanza minimal groove alla
fanciullesca voce dell'artista facendola segnalare come uno
dei più interessanti nomi della deep house transalpina.
Forse fin troppe aspettative avevano lasciato l'amaro in bocca quando
la “ragazza” tornò sulle scene con
“I Com”, album edito solo a suo nome e che
sembrò impoverito nell'ispirazione. In verità
quel disco aveva degnissimi episodi che solo in un secondo tempo sono
stati rivalutati.
Tra l'altro non sono state poche le volte in cui la Miss si
è esibita nel nostro paese alternando set convincenti ad
altri più deboli che non sempre hanno soddisfatto le attese
del pubblico.
Probabilmente qualche incrinatura nella mente della cantante c'era
poiché in questo nuovo ritorno si evidenzia nuova
vitalità ed una dichiarazione di intenti.
Quale? Lo dice il nome dell'etichetta, Nobody's Bizzness,
da lei fondata e per la quale esce questo suo nuovo episodio.
Gli affari sono di lei stessa e di nessun altro, chiaro no?
Evidentemente
nel suo precedente contratto deve aver incontrato pressioni e veti
affinché lei percorresse alcune strade rispetto ad altre
magari scelte da lei . E chissà, magari c'è stato
anche qualche aspetto economico tradito che ha portato alla saturazione
del rapporto con i suoi discografici, una soluzione alla crisi ottenuta
con la creazione e la messa in proprio del personale discorso artistico
e promozionale.
“Bat Box” si avvale, nella
grafica e nei video, del riuscito quanto furbo rapporto con Rob Reger,
l'ideatore del personaggio Emily The Strange, fanciulla dark affiancata
dal suo fido gattino nero che spopola nel modo della moda teenagers e
non solo.
Lui ha curato la copertina con tanti pipistrelli caratterizzati dal suo
inconfondibile tratto che ben si amalgama con le tessiture sonore del
disco.
Le canzoni infatti hanno melodia ma anche pulsazioni scure
che spesso divengono quasi minimal techno in episodi quali
“Pollution of mind”, che fa molto locale
underground mittleuropeo.
La materia pop però non è assente ed ogni
singola canzone è un gustoso intrattenimento che
sa far muovere il corpo con la Kittin che azzecca sempre i giusti
arrangiamenti vocali più che mai accattivanti.
Un ottimo affare!
Tutti
i testi di Miss Kittin.
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