Il duo guidato dalla fascinosa statunitense VV Mosshart
ed il londinese Jamie “Hotel” Hince
(attuale compagno di Kate Moss) nei
primi del 2000 ha fatto parte di quelle band con il suffisso
The (The Strokes, The
Hives, The White Stripes
e molti altri ancora) che riprendevano l'approccio più
scarno del rock'n'roll.
Chitarra, batteria elettronica, voce principale di VV, controcanto e
coro di Hotel hanno generato un sound altamente sensuale e
sporco in cui rientrano appieno anche movenze sexy ed
intense, evidenziate dai loro video in cui i due cantano sfiorando le
proprie bocche l'un l'altro davanti al microfono.
Il loro
esordio “Keep On Your Mean Side”
(2003) cavalcò l'onda del recupero garage '70 catturando
naturalmente le attenzioni di fans e media.
Invitati in numerosi festival e con un lungo tour internazionale
seguente, i Kills tornarono
nel 2005 con il secondo “No wow”
(2005), in cui la scrittura si fece più minimalista grazie a
canzoni dall'incedere molto più ripetitivo nelle sue
strutture armoniche.
Una grezza melodia rimase ma nello stesso tempo si cercò di
giocare con una propria vena più sperimentale
in quel momento influenzata dalle creazioni ossessive di storici gruppi
quali Suicide e Cabaret Voltaire, personali ascolti di quel periodo.
Dopo l'ennesima serie di concerti, la band si gettò
spontaneamente sulla composizione di nuovi brani
dall'approccio folk ed acustico. La band le ritenne buone ma
non come degno seguito per il terzo album.
Ed allora ecco prendersi una giusta pausa dopo la quale VV e
Hotel sono pronti per ripartire ispirandosi alla
visione di un film quale “Pizza Pizza
Daddio”, documentario sixties con
protagonisti giovani studenti di varie scuole d'America in cui si
evidenziano tutte le difficoltà sociali.
In quella pellicola spesso i ragazzi intonavano canti dal mood
malinconico e scuro, note che hanno aiutato Hotel nella stesura dei
nuovi pezzi.
Una
volta che i primi embrioni di canzoni erano formati, il musicista
inglese ha ben pensato di rendere più sostenuta e
“centrale” la sua batteria elettronica,
convocando un esperto in tal senso come Alex Hempton,
il produttore dell'artista hip hop Spank Rock.
Con tutte queste basi pronte è stata l'ora di VV che con il
suo cantato alla prima Pj
Harvey ha definitivamente completato il terzo
ritorno composto da dodici tracce.
Nella prima parte del lavoro rivivono le dinamiche del primo
album dal mood blues rock garage, ma qui non sempre
a fuoco ed accattivante, mentre le ultime canzoni del cd si aprono a scelte
più ricercate ed ardue che convincono.
La struttura è sempre quella: chitarra dal riff monocorde e
teso con qualche plettrata “elettrica”,
cantato di VV malsanamente erotico, batteria elettronica.
Ma se il titolo profetizza una esplosione, la sensazione finale non
è così deflagrante poiché, nonostante
i buoni intenti, la formula scelta tende a ripetere un po'
troppo stancamente se stessa non lasciando un reale ed
incisivo segno che faccia gridare al capolavoro.
Tutti i testi dei The Kills.
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