Gli anni ’90 avevano illuso per le sorti positive della musica indie rock italiano.
Csi, Afterhours, Marlene Kuntz, Ustmamò, 99 Posse e numerosi altri nomi avevano guadagnato grande attenzione del pubblico ma anche dei media e delle case discografiche.
Poi il sogno è divenuto realtà e la speranza che anche chi suonava nel nostro paese potesse avere eguale attenzione e merito, come i ben più blasonati colleghi stranieri, è andata scemando.
Problemi e gelosie interne alle band e al circuito hanno di sicuro contato nel crollo del castello di carta, insieme ad alcune etichette che hanno cessato di esistere anche per mala gestione economica.
Di quella fertile e visibile esperienza sono rimaste in piedi solo poche realtà che, nonostante tutti gli ostacoli, sono riuscite ad andare avanti con la loro musica tenendo stretto a sé tutto quel pubblico conquistato all’epoca così come le nuove generazioni che li hanno conosciuti solo per i loro dischi più recenti.
Due nomi su tutti sono quelli degli Afterhours e dei Marlene Kuntz che rinverdiscono la “fede” nei loro confronti sempre con nuovi ed intriganti progetti.
I Marlene di Cristiano Godano sono indubbiamente amati sia per il loro sound saturo, graffiante e nervoso e per i poetici testi in cui l’amore viene raccontato nelle sue varie sfaccettature con versi mai banali e che comunque arrivano diretti ai cuori e alle menti di ognuno.
Forza lirica e potenza sonora trova ora una sua dimensione più quieta in “S-Low”, spettacolo eseguito in vari teatri della penisola ed ora immortalato su cd, un resoconto intimo di serate ed emozioni dove anche le canzoni più furiose abbassano il volume senza però staccare la spina per gli effetti.
Qui non ci sono versioni acustiche di brani “sostenuti” del loro repertorio bensì una rivisitazione su toni meno distorti ma che mantengono intatti tensione e romanticismo.
Si susseguono le varie e storiche “Lieve” “Fuoco su di te”, “La canzone che scrivo per te” (molto meglio senza Skin), “L’Inganno” ed anche quella “Nuotando nell’aria” che, pubblicata nell’esordio Catartica del 1994, è ancora una canzone tra le più applaudite ed amate dai loro affezionati di diversa età.
Si può pensare a “S-low” come ad un disco riservato solo ai loro fan ma invero è una speciale raccolta che potrà farsi apprezzare, anche nelle sue evoluzioni strumentali, da chi magari a casa non ha nemmeno un loro disco.

MARLENE KUNTZ
"S-low"
(Emi-Virgin)
2006
Tutti i testi dei Marlene Kuntz
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bulogna
li ho visti a "Story tellers" direttamente all'università di bologna. che dire. sconvolta.
e l'energia era la stessa, forse di più, di quando suonano in maniera "normale". Era come essere sospesi.