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Il cd dei Last Shadow Puppets

E' uscito "The age of understatement", l'album d'esordio del progetto parallelo creato da Alex Turner, il cantante e chitarrista degli Arctic Monkeys e il suo amico Miles Jane dei The Rascals

last shadow 1Quale è il gruppo inglese tra i più in voga al momento in patria ma anche oltreconfine?
Se tra le risposte si è pensato come principali gli Arctic Monkeys, l'intuizione è giusta poiché il quartetto di Sheffield, con soli due album ed un'età media che si aggira sui 22 anni, ha dato ampia dimostrazione di saper scrivere ottimi brani dall'impatto chitarristico potente, dalle melodie fulminanti ed il tutto arricchito da un'agile tecnica sugli strumenti come dimostrato ampiamente anche dal vivo.
Sono ancora pochi anni di attività per loro e comunque molto intensi con già vari tour in giro per il mondo.
Ipoteticamente, dopo tutto questo correre da una parte all'altra del mondo senza stop, viene da pensare che al termine ci si voglia riposare, magari strimpellando qualcosa di nuovo con i propri compagni nelle proprie case.

last shadow 2Chissà forse l'idea di Alex Turner, il cantante e chitarrista degli Arctic, era proprio questa qui, ossia buttare giù qualche canzone con il suo amico Miles Jane dei The Rascals e registrare qualcosa privatamente giusto per vedere cosa poteva venire fuori.
Ma forse la realtà è andata oltre ogni aspettativa, oppure magari era già tutto calcolato.
In verità non è dato sapere come sono nati realmente i Last Shadow Puppets, ma di certo quello che ne è venuto fuori è uno splendido disco ricco di sorprese molto lontano dall'“elettrico” approccio della band d'origine.

Con “The age of understatement” il duo infatti percorre in lungo e largo il pop dei sixties che spazia da Scott Walker ai Beach Boys più psichedelici, Lee Hazelwood (colui che scrisse “Some velvet morning” tempo fa ripresa anche dai Primal Scream), fino ad arrivare ad ambientazioni cinematografiche quasi da “Spaghetti Western” affini al maestro Ennio Morricone.
last shadow 3Il gruppo dimostra come, seppur giovanissimo, abbia ben assimilato la lezione di quegli anni proponendola però non con una forma nostalgica ma con una verve del tutto contemporanea e che ha anche l'enorme merito di far avvicinare anche nuove generazioni ad un periodo storico musicale di quaranta anni fa che ha molto da rivelare.

Il disco inoltre ha un impianto orchestrale e la sezione archi è quella della London Metropolitan Orchestra diretta da Owen Pallett, artista canadese già collaboratore degli Arcade Fire e che incide i propri dischi dietro la sigla Final Fantasy.
Questo suono corposo dà enorme enfasi alle canzoni, registrate in uno studio francese nei pressi di Nantes, un luogo che, a detta degli stessi musicisti, ha regalato i giusti input sia a livello di relax che di ispirazione.

Tutti i testi dei Last Shadow Puppets.

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Commenti dal 1 al 1
(1)

mary venerdì, 2 maggio 2008

bello

ottimo questo album

n° 1
indiano venerdì, 2 maggio 2008

Re: bello

nn è vero!

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