Nei negozi dal 5 ottobre 2007, “Brave”
è tuttora in classifica, nonostante la bocca
storta dei discografici della Sony che per quest’ultimo CD
lamentano di spendere più di quanto la Lopez li faccia
guadagnare.
Una manciata di canzoni pop/r&b legate da un
ottimo filo conduttore: l’estrema orecchiabilità,
la freschezza e l’originalità dal punto di vista
della scelta dei suoni che però non scadono mai in eccessi
elettronici pacchiani.
Si
tratta di musica gradevole e leggera nel senso più positivo
di questo termine. Il ritmo è vario e le varie
tracce dell’album soddisfano le diverse esigenze di
chi accende lo stereo per scatenarsi ballando (“Do it
well” , “Hold it don’t drop
it”) e di chi è invece alla ricerca di intimo
romanticismo per rilassarsi (“Never gonna give up”
, “Wrong when you're gone”).
Come un po’ tutti i CD della Lopez, il primo
ascolto dell’album non entusiasma: non ci sono
testi impegnati, virtuosismi vocali o armonie impegnate che colpscono
al primo ascolto.
Si tratta semplicemente di un genere di musica piacevole, che va
fatta propria col tempo, ascoltandola e riascoltandola anche
solo come sottofondo, fino a quando ne veniamo conquistati.
Di impatto è invece il primo singolo tratto
dall’album: “Do it well”.
Il pezzo è reso forte da una scansione ritmica incalzate che
lo rende estremamente radiofonico e ballabile. Il video, che tratta lo
sfruttamento minorile, vanta addirittura la firma di David
LaChapelle.
Tracklist
1. Stay together
2. Forever
3. Hold it don't drop it
4. Do it well
5. Gotta be there
6. Never gonna give up
7. Mile in these shoes
8. The way it is
9. Be mine
10. I need love
11. Wrong when you're gone
12. Brave
13. Do it well (bonus track featuring Ludacris)
A volte succede che tra milioni di aspiranti star, abbia la meglio un talento
tecnicamente mediocre ma che riesce a stregare il pubblico
come nemmeno mille tecnicismi perfetti riuscirebbero a fare. La storia
della musica internazionale è ricca di esempi di questo
tipo.
Jennifer
Lopez è uno degli esempi più recenti.
Vocina flebile e da ascoltare preferibilmente su CD piuttosto che live,
eppure una delle realtà musicali di successo riconfermato
puntualmente negli anni, fin dal 1999 quando uscì "On
the 6" (ndr "Sul 6" che si riferisce al numero dell'autobus
preso nella vita reale da J.Lo, per raggiungere il corso di danza che
frequentava a New York, prima di raggiungere la celebrità),
disco di esordio della cantante portoricana che la portò
alla ribalta internazionale grazie ad un pezzo ballabile e
ruffianamente orecchiabile quale è "If you had my love".
E se il vocino non è tecnicamente nulla di che, non si
può obiettare sul magnetismo del suo timbro,
preludio di un carisma innegabile che Jennifer Lopez ha
dimostrato di avere fin dall'inizio della sua carriera.
Si aggiunge al carisma una scelta azzeccata dopo
l’altra per quanto riguarda le canzoni, sempre ben
curate e originali dal punto di vista stilistico e della ricerca del
suono.
Piace perchè è latina, così
“stylish”, sul filo del rasoio tra
l'essere elegante e l'essere simpaticamente "tamarra", piace
per la sua grinta e per la forza che esprime durante le sue
performance, spesso accompagnate da coreografie che vanno dallo stile
latino all'r&b più duro che fa da sfondo alle strade
del Bronx, il quartiere più malfamato di NY che diede i
primi natali alla Lopez.
Piace perchè è coraggiosa, e
forse proprio per questo sempre premiata per le sue scelte
professionali a volte azzardate, come ad esempio quella di pubblicare
recentemente per il pubblico internazionale un CD di ballate
interamente in spagnolo.
Alle orgini di questa scelta, c'è probabilmente la liason
sentimentale con il cantante Mark Anthony e voglia
di fuggire dagli stereotipi più scontati, dimostrando
al mondo che J.Lo non è soltanto un sottofondo da discoteca
e da corso di aerobica ma è cresciuta e ora può
trasmettere emozioni più profonde attraverso uno stile
più maturo.
E
nell’album in spagnolo, “Como ama una
mujer”, anche la voce della Lopez sembra essere maturata.
Pare che il nuovo compagno di J.Lo le abbia dato, oltre
all'amore, anche nuova linfa artistica. Da molti è
già considerata la "Madonna" latina, anche grazie alla sua
versatilità artistica che le permette di esprimersi a 360
gradi passando facilmente dalla musica al cinema alla danza.
Ultimamente, anche nel cinema J.Lo ha dimostrato di saper
andare oltre ai ruoli delle commedie leggere e brillanti che
ha interpretato fino ad ora ("Quel mostro di suocera",
"Un amore a cinque stelle", "The wedding planner", “Shall we
dance”), portando sugli schermi "Bordertown",
un film poco commmerciale ma fortemente voluto dalla Lopez per dar voce
alla denuncia sociale della situazione delle donne sul
confine messicano.
Il film è stato diretto dal regista Gregory Nava, lo stesso
del film di esordio da protagonista della Lopez,
“Selena”, distribuito nel 1997.
"Selena" è una biografia dell'omonima cantante texana
(interpretata in modo spontaneo e toccante da Jennifer Lopez) uccisa
dalla pazzia della dirigente del suo fan club.
Il film sembra quasi di un passaggio di testimone in quanto Selena (ndr
nome completo: Selena Quintanilla Perez) aveva tutte le carte in regola
e la strada preparata per diventare quello che la Lopez rappresenta
oggi, se la sua vita non si fosse spenta a soli 24 anni.
Oltre agli impegni artistici la Lopez vanta la firma su linee
di abbigliamento e di profumi, con buon successo di vendite.
Qualche anno fa, forse in preda ad un leggero delirio di onnipotenza,
l’artista aveva addirittura manifestato l’idea di
candidarsi alla Casa Bianca…
Per il 2008 J.Lo si prepara all’uscita del suo nuovo film “The
governess” e soprattutto alla sua produzione
più importante: la nascita del suo primo figlio.
Tutti i testi
di Jennifer Lopez.
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