Ci sono pezzi che sono di partenza condannati a durare un mese, una stagione, qualche anno.
Altre canzoni invece sono destinate a restare come pezzi intramontabili, opera del genio creativo di chi riesce, una volta o più nella sua carriera, a tradurre in musica sentimenti ed emozioni universali e senza tempo.
Poi ci sono le canzoni che non hanno avuto il successo che si sarebbero meritate.
Canzoni che, pur contenute in album di successo di gruppi famosissimi, oppure addirittura nei loro “Best Of”, non arrivano mai alla grande notorietà e rimangono ingiustamente sconosciute ai più.
Uno degli esempi più significativi è la splendida ballata dei Beatles “Here, there and everywhere”: essendo contenuta in uno degli album più famosi della musica moderna ed essendo stata indicata dal suo autore Paul McCartney come la sua migliore composizione (“immediatamente prima di Yesterday”), avrebbe le carte in regola per essere un brano famosissimo; invece, la sua notorietà è davvero poco proporzionata ai suoi meriti musicali.
Stesso discorso per uno degli album più famosi di tutti i tempi, Nevermind dei Nirvana, recentemente tornato alla ribalta anche per via delle interviste all’ex-bambino della foto in copertina, oggi diciassettenne.
Per il grande pubblico, Nevermind è l’album di Smells Like Teen Spirit, Polly o Come As You Are, ma ci sono tante altre gemme da scoprire al suo interno, come Drain You o Lounge Act, che rimangono tuttora poco conosciute.
Anche i Doors, dei quali è da poco stato celebrato (anche con remix e nuove pubblicazioni) il 40ennale del debutto, hanno ancora tante canzoni da “scoprire”.
Nei loro Greatest Hits non ci sono solo le celeberrime Light My Fire, Love Her Madly, The End e Roadhouse Blues, ma anche brani altrettanti notevoli eppure meno noti, come l’affascinante Spanish Caravan.
Lo stesso discorso si applica anche ai Queen: i loro Greatest Hits ospitano pezzi che passano quotidianamente in tv, alla radio, e persino negli stadi, come We Are The Champions e We Will Rock You, a differenza di brani altrettanto splendidi come Good Old-fashioned Lover Boy o Play The Game.
L’elenco si potrebbe naturalmente allungare all’infinito, ma le “ingiustizie” della musica non si fermano qui.
Se proviamo a elencare quei gruppi che da decenni vengono osannati dalla critica ma non riescono mai ad arrivare al pieno successo, riuscendo ad affermarsi tutt’al più presso un pubblico affezionato ma esiguo, oppure solo episodicamente, vedremo che potremo ottenere un elenco altrettanto lungo.
I Fastball, ad esempio, per anni sono stati considerati dalla critica il gruppo più sottovalutato del mondo, hanno raggiunto un breve quanto vasto successo con il singolo The Way, per poi tornare ad essere amati di nuovo soltanto dalla critica e dai loro fans storici.
Più o meno lo stesso destino è toccato ai Cake, più volte presenti nella top ten americana (addirittura numero 1 con Never There), eppure mai considerati delle vere e proprie star (soprattutto in Europa), nonostante brani gradevolissimi come Perhaps Perhaps Perhaps o Short Skirt /Long Jacket.
I Fool’s Garden hanno prodotto un secondo disco molto più interessante del primo, ma che non ha avuto il successo che avrebbe meritato perchè non sono riusciti a scrollarsi di dosso l’etichetta di meteora estiva acquisita con Lemon Tree, che invece imperversa ancora, anche negli spot, a oltre 10 anni di distanza dall’uscita.
I Nada Surf sono osannati dalla critica da ormai 15 anni, hanno visto loro brani come colonna sonora di spot e film importanti, eppure il loro massimo successo di classifica è la 73esima posizione con la grandiosa Inside Of Love.
Non molto diversa la storia di Badly Drawn Boy, che già diversi anni fa vedeva la sua About A Boy dare il titolo ad un film con Hugh Grant, eppure solo nel 2006 ha raggiunto un contratto con la EMI e, di conseguenza, un’adeguata presenza radiofonici.
Gli scozzesi Travis, ora tornati con l’ottima ballad Closer, non sono solo quelli di Sing, ma una band forse anche migliore (lo ha suggerito lo stesso Chris Martin), dei Coldplay, con i quali condividono genere e atmosfere.
Soltanto, non hanno mai potuto beneficiare della stessa esposizione mediatica, forse anche a causa del mancato fidanzamento del loro cantante con una star del calibro di Gwyneth Paltrow.
Ancora più amati dalla critica e dai loro fedelissimi, ma ignorati dal grande pubblico, due tra gli autori più raffinati dei nostri giorni, il canadese Rufus Wainwright (di questi tempi, qualche volta in radio con la maestosa Going To A Town) e lo scandinavo Sondre Lerche, a dimostrazione che la musica, quando non riesce ad essere per tutti, può ancora sperare di essere per sempre.
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Sondre mitico!
Sondre è mitico. un cantautore magico.
Ascoltatelo vale la pena