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Clap Your Hands Say Yeah

Ciò che attualmente stiamo vivendo è una fase importante nell'ambito musicale internazionale poiché le comunità virtuali di internet si stanno rivelando prepotentemente come nuovi talent scouts al posto di chi lo fa per mestiere.

La crisi del mercato discografico, con i suoi elevati costi d'acquisto e parallelamente il file sharing, sta recando gravi difficoltà alle major colpevoli di non aver saputo adeguarsi per tempo alle rapide novità tecnologiche e comunicative. Queste poi dimostrano cecità mettendo sotto contratto bands poco valide o che cavalcano la moda dell'ultimo momento, ma solo in pochi casi la scelta risulta vincente mentre per il resto è misero fallimento per la label e per il gruppo di turno.

Parallelamente tante formazioni hanno intuito le potenzialità della rete promuovendo la propria musica gratis su vari siti, spargendo così la voce della propria esistenza. Si viaggia velocemente e dovunque; poi, se si scrivono ottime canzoni e si ha qualche fan o amico abile nel saper promuoverle nei vari blog, la possibilità di successo, o quantomeno di attenzione, è garantita. L'ultima parte del 2005 ha dettato segnali precisi in tal senso con l'improvviso lancio degli Arctic Monkeys che, dall'anonimato della cantina, sono passati in breve tempo al top delle charts inglesi grazie ad un passaparola incredibile sul web. Altro nome che recentemente ha sfruttato al meglio questo mezzo sono gli statunitensi Clap Your Hands Say Yeah, attivi tra Philadelphia e Brooklin. Più attempata nell'età rispetto ai sopraccitati britannici, questa band ha fatto tutto da sola: produzione, promozione, distribuzione. Fino a poco tempo fa chi sceglieva questa via al massimo poteva crearsi un seguito di culto, ma non fama internazionale. Invece in questo caso l'aver spedito alcune copie in maniera mirata in ogni parte del globo e aver messo delle tracce in rete, ha permesso che si parlasse di loro su numerosi blog: ben presto le parole sono divenute acquisto dell'album e proposte di live.

Ma cosa hanno di così particolare i Clap Your Hands Say Yeah? In verità di loro non si deve spendere l'aggettivo "originale" quanto "brillante", grazie ad una proposta di indie rock che pesca dal pop wave dei Talking Heads (talvolta il timbro di voce ricorda quello di David Byrne) ed Xtc, dall'art rock dei Velvet Underground fino ad arrivare ai più attuali Arcade Fire. Di tutto un pòo, suonato con piacevole vivacità melodica e qualche stramberia armonica che non guasta, in più tanto divertimento che si trasmette da chi suona a chi ascolta. L' inglese Wichita ha firmato con il gruppo l'accordo di distribuzione del cd in Europa, così che anche dalle nostre parti potremo "battere le mani e dire Yeah!!".

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