Nel suo caso però le cose sono andate in maniera diversa, poiché l'esordio del 2000 "
?! " aveva suscitato qualche interesse ma nulla più, mentre il già citato "
Verità Supposte " del 2003 ha siglato il vero e proprio "botto", regalando una celebrità inaspettata. Il merito è stato soprattutto del singolo "
Sono fuori dal tunnel ", un tormentone cantato anche da mamme, nonni e bambini nonché usato per vari trasmissioni televisive, alcune di dubbio gusto, e infine scaricato come suoneria di numerosi cellulari.
La canzone si è rivelata croce e delizia del buon Capa che, se da un lato ha visto spesso non interpretato correttamente il testo snaturato della critica nei confronti del divertimento forzato, dall'altra ha significato la possibilità di arrivare nelle case di quasi tutta Italia convincendo un pubblico veramente eterogeneo per classe sociale e gusti musicali.
Tanti concerti affollatissimi in ogni angolo della nazione ed apparizioni televisive hanno sovresposto l'artista che, dopo tutta questa "ubriacatura", ha voluto ritirarsi per un anno nel suo garage di Molfetta per tornare a contatto con la realtà e trovare nuova ispirazione che potesse essere all'altezza, a livello di suoni e testi, del suo ingombrante predecessore.
" Habemus Capa " si è rivelato dunque come "il suo più difficile nella carriera d'artista" anche perché la critica è sempre pronta a celebrare lo sconosciuto e a demolire rapidamente chi ha ottenuto un minimo di successo. A tal proposito il musicista pugliese inscena, ad inizio disco, un suo funerale, un commiato dal vecchio Caparezza e da tutti coloro che improvvisamente si sono mostrati come suoi amici nel momento opportuno.
Da qui in poi parte come una saetta con rime e concetti ficcanti quanto intelligenti nella loro costruzione verbale. Il cd rivela prima di tutto come il suo compositore sia decisamente oltre la media rispetto a chi fa hip hop o più genericamente musica in Italia. Le canzoni hanno una loro fantasia in cui, oltre alle classiche strofe e ritornello, si aggiungono molti passaggi stravaganti, un approccio che nella forma prende spunto dal suo maestro dichiarato Frank Zappa.
Le parole poi giocano con ironia e critica al vetriolo scagliandosi contro gli attuali politici, il mondo patinato di manager e starlette, il potere persuasivo dei media, e chi più ne ha più ne metta. Con molto piacere si può affermare: " Habemus Capa ".
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