La band è formata da sei elementi, 5 ragazze e 1 ragazzo provenienti da mondi diversi come la moda, il cinema, l'arte, l'architettura e la grafica, ma accomunati tutti dalla passione per la musica elettronica, grazie alla quale nel 2003 iniziano a suonare insieme. La loro unione avviene in maniera inusuale: si conoscono tramite internet, nei Photolog, dei veri e propri network online che permettono la condivisione di foto e video, abbastanza popolari in Brasile. La loro idea è fin dall'inizio sperimentare qualcosa di nuovo. Cominciano quindi ad incontrarsi in uno scantinato per le prime prove, ancora inesperti e privi dell'abilità necessaria per suonare senza intoppi. Ma proprio la loro scarsa esperienza li porta a sperimentare suoni semplici, ma piacevoli a base di chitarra, tastiera e batteria.
Il nome della band significa "Siamo stufi di essere sexy" e fa riferimento alla dichiarazione rilasciata dalla cantante pop Beyoncè Knowless durante un'intervista, una frase che appare come un chiaro rifiuto degli stereotipi. Non a caso i CSS escono decisamente dalla categoria dei vari artisti carioca come Roberto Carlos Braga, Marisa Monte e Albert Morris, per dedicarsi ad un genere inusuale per il luogo, come il sound elettronico. A riprova di come la musica sia diventata un fenomeno sempre più globalizzante e indipendente dalle origini, i CSS hanno scelto la lingua inglese per la maggior parte delle loro canzoni, seguendo le orme di altri gruppi come i tedeschi Scorpions o gli armeni System of a Down.
Le canzoni dei CSS hanno testi spensierati e giocosi, lontani anni luce dalle parole poetiche e talvolta melanconiche di molti cantautori brasiliani. I temi sono svariati, e il più delle volte sono un vero e proprio tributo alla cultura pop che viene citata in svariate forme talvolta giocose e spensierate, talvolta provocatorie e irriverenti. In "Hollywood" viene ad esempio glorificato il mondo patinato delle star cinematografiche, "Art Bitch" è una celebrazione del mondo del soft-porno. Non mancano i riferimenti alle celebrità, come Jennifer Lopez che viene omaggiata con "I wanna be your J-Lo", rivisitazione in chiave rock di "Jenny from the block", la celebre canzone della cantante portoricana. Non poteva mancare neppure una dedica, seppur sarcastica a Paris Hilton, la star più glamour del momento, citata in "Meeting Paris Hilton", canzone che sembra voler dissacrare totalmente il romantico video "Stars are blind", sia per il ritmo incalzante, sia per il testo. In questa canzone viene infatti descritto un ipotetico incontro in una assolata spiaggia con la bella ereditiera, che viene chiamata "bitch", parolaccia made in Usa che ormai conosciamo un po' tutti e che viene ripetuta a raffica. Seguono poi altre frasi di sottile ironia in riferimento alla sua ereditaria ricchezza e al desiderio comune delle persone di essere come lei proprio per questo. Chissà come la prenderà Paris...
L'anima pop del gruppo trasuda perfino dalla copertina del loro primo e omonimo album, assomigliante ad un coloratissimo collage in stile dadaista. L'unica nota tipicamente brasiliana che permane nel gruppo è la solare e danzante sensualità che viene amplificata dall'energica cantante nippo-brasiliana Luisa Matsushita, soprannominata Lovefoxxx, che ad ogni esibizione non sembra riuscire a rimanere ferma un attimo, saltando, gesticolando e muovendo i lunghi capelli neri. Non è un caso che l'originalità e l'energia della band sia stata notata dalla Sub Pop, leggendaria casa discografica di gruppi come i Nirvana e i Green River, che quest'anno ha proposto loro un contratto. Arrivata la celebrità la band è apparsa nella rivista milanese Pig Mag, piccola bibbia della cultura underground, per poi intraprendere un grande tour che ha toccato America, Europa e Nuova Zelanda. Il cd live della data unica a Milano è già acquistabile on line su Debaser.it.
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