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Tornano gli Amari con Scimmie d'amore

E' uscito il quinto album della band friulana, che segue la scia dei precedenti dischi, tra divertimento e riflessione

2Sette anni e cinque album. Questi sono i numeri per comprendere come i friulani Amari abbiano affrontato il nuovo millennio con la voglia di crescere, facendosi conoscere grazie a lavori sempre più maturi, di capitolo in capitolo.
Il secondo album “Apotheke” risale al 2001 ed uscì per la OndAnomala, etichetta collegata al Festival Arezzo Wave che gli Amari vinsero nel 2000.
Quel disco ricevette attenzione ma anche critiche, ad onor del vero, giustificate.
Infatti la loro formula melodica che generalmente sposa hip hop, pop italiano ed elettronica, all'epoca presentò alcuni buoni spunti ma ancora molto confusi e non bene amalgamati.
Ma non mancarono i live dove poter gestire al meglio la propria formula e la loro crescita è coincisa con quella della loro etichetta Riot Maker che ha ottenuto due anni orsono la distribuzione Sony, un premio alla bontà del catalogo, che nel frattempo si è arricchito di più convincenti opere del terzetto.

3Gli Amari hanno infatti colpito nel segno con il quarto disco del 2005 “Grand Master Mogol”, cd che finalmente ha espresso al meglio ciò che si intravedeva come buone potenzialità.
La scrittura dei testi si è rivelata arguta con numerosi elementi figurativi che fanno entrare l'ascoltatore dentro la canzone e di qui lo muovono con suoni presi dalla disco tardo '70, il pop italiano di Subsonica e Samuele Bersani, l'elettronica essenziale degli Hot Chip e Jeans Team.
D'improvviso quanto con merito, il gruppo è divenuto trendy ed i live proposti hanno sempre avuto più spettatori attenti quanto scatenati sulle loro note.
Anche i video hanno giocato con la semplicità di immagini che ben si sono impresse nella memoria di ulteriori casuali  avventori alla tv.
Si pensi al brano “Campo Minato” in cui il vocalist Pasta canta camminando rasente la strada di una non ben determinata città, oppure al video di “Conoscere gente sul treno” in cui la band udinese è seduta in un lussureggiante parco per un picnic e, vestita tutta uguale, si muove con gesta che vanno in “forward-rewind” ben sincronizzate con la musica.

1Ed eccoli ora tornare con “Scimmie d'amore”, un album che per nulla si discosta dal suo fortunato predecessore ma che anzi ne calca le gesta.
Il disco si apre, dopo una breve intro, con “Le gite fuori porta”: spassoso quanto “amaro” discorso su come, al momento di interrompere una relazione sentimentale,  non debbano essere create sovrastrutture quali cene al ristorante o una deleteria scampagnata fuori città.
“Manager nella nebbia” invece  racconta la grigia vita di una persona dedita al lavoro ed al finto divertimento per combattere i fantasmi della propria reale solitudine. Anche gli altri testi hanno tutte un significato profondo ma non descritto con parole drammatiche preferendo invece una scrittura brillante ed ironica, ben incastrata tra le rime ed i suoni.
“Scimmie d'amore” conferma gli Amari come una piacevole realtà italiana che sa regalare quasi un'ora di divertimento, non facendo però spegnere il pensiero.

Tutti i testi degli Amari.

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Commenti dal 1 al 1
(1)

evelyn martedì, 13 dicembre 2011

other

I am pretty loving and caring young Girl with full of respect and care,

n° 1
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