della musica e il 23 al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Il tour promuove il disco "Songs from The Labyrinth", l'ultima pubblicazione di Sting, presso la casa discografica Deutsche Grammophon, specializzata in musica classica. Proprio così. Sting in questo disco mette da parte il suo passato pop/rock per intraprendere una strada completamente nuova. Il motivo: un omaggio al celebre liutista inglese John Dowland, vissuto nel diciassettesimo secolo e considerato il primo vero cantautore che la storia ricordi. L'amore di Sting per la musica di John Dowland nasce negli anni Ottanta, e da allora la sua musica è diventata una sorta di "piacevole ossessione" come afferma egli stesso. Sting prova quindi a riportare in vita le melodie di Dowland e per farlo viene accompagnato dal virtuoso liutista Edin Karamazov, nativo di Sarajevo. Non si tratta tuttavia di un semplice remake, poiché i 23 brani sono intermezzati da una serie di estratti di una storica lettera scritta da Dowland a Sir Robert Cecil, segretario di Stato, in cui egli afferma la sua lealtà al Regno e fornisce informazioni riguardo un possibile attacco spagnolo all'Inghilterra.
Questo inserimento, secondo Sting, ha lo scopo di immergere ancor più l'ascoltatore nel clima elisabettiano e nella vita di Dowland, anche se per il pubblico italiano la comprensione non sarà immediata, visto anche che l'inglese è quello seicentesco. "Songs from The Labyrinth" è in ogni suo aspetto un capolavoro, vista l'ottima esecuzione di Karamazov, ma soprattutto di Sting che, con la sua voce roca, interpreta alla grande le linee vocali pensate da Dowland, oltre a ricreare magnificamente la malinconia della sua musica. Tra i brani spiccano su tutti la più celebrata canzone di Dowland, "Flow my Tears" e "Come Again", canzone che parla dell'amore negato, presentata come singolo del disco. Il successo non è tardato ad arrivare, visto che l'album ha debuttato al numero uno nelle classifiche di tutto il mondo ed è stato acclamato come trionfo straordinario dalla rivista "The Guardian" e dal prestigioso quotidiano "Le Monde"
Sting, il cui vero nome è Gordon Matthew Sumner, è nato a Wallsend, in Inghilterra. La sua predisposizione alla musica è evidente sin dalla gioventù, durante la quale, oltre a lavorare come insegnante, suona con gruppi jazz locali come i Phoenix Jazzmen e i Last Exit. Il suo soprannome gli viene affibiato proprio in questo periodo, durante il quale era solito suonare con una maglietta a striscie nere e gialle, che ricordava i colori di un'ape (in inglese "sting" significa infatti pungiglione). Ma la vera carriera di Sting inizia nel 1977, a Londra, dove incontra il batterista Stewart Copeland e il chitarrista Henri Padovani, con i quali forma i Police, gruppo rock/pop con influenze reggae che inizia a suonare in piccoli pub ed esordisce con un 45 giri autoprodotto " Fall out / nothing achieving". Il loro debutto ufficiale avviene però nel 1978 con " Roxanne" . Il gruppo sforna poi svariati album come "Zeniatta mondatta" (1980) e "Synchronicity" (1983) che puntualmente finiscono in testa alle classifiche europee e d'oltreoceano, portando al gruppo ben sei Grammy Award, come nel caso del loro singolo più famoso, "Every Breath You Take". Nel 1985 Sting inizia la carriera da solista con "The Dream of the Blue Turtles" che vince ben tre dischi di platino. Seguono poi altri successi, come "The Soul Cages" (1991), dedicato al padre, e "Mercury Falling" (1996). Negli anni novanta Sting firma inoltre alcune parti di colonne sonore come quella de " I tre moschettieri" e di "Demolition man". L'ultimo album di Sting, "Sacred Love", risale al 2003 e dimostra ancora una volta la duttilità del cantautore inglese che qui duetta con la star dell'hip-hop Mary J. Blige. Nello stesso anno Sting viene introdotto nella Rock and Roll Hall of fame, insieme agli altri membri dei Police. Verso la fine del 2006 a sorpresa si riunisce la band dei Police con i quali Sting sta attualmente preparando un tour mondiale in occasione del trentennale del loro primo singolo, "Roxanne".
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