Tutto è iniziato l’11 febbraio 2007, al Grammy Awards, quando ad aprire la serata delle premiazioni è stato il grido: “Siamo i Police e siamo tornati”.
La folla incredula ed estasiata ha visto così il leggendario terzetto britannico riunito per eseguire la leggendaria hit “Roxanne”, in occasione dei trent’anni trascorsi dalla pubblicazione del loro primo singolo, “Fall out”.
Il giorno successivo hanno annunciato il tour mondiale in occasione della fresca uscita della doppia raccolta di 28 brani, contenente successi come “Fall out”, “Invisibile sun”, “Tea in the Sahara” e “Synchronicity”.
Oltre alla raccolta uscirà ben presto, edito dalla Rizzoli, un libro fotografico di Lynn Goldsmith, che ha immortalato i momenti epici del gruppo fra il 1978 e il 1983.
Una parte dell’incasso ricavato dal tour mondiale sarà devoluta in beneficenza a Water Aid, organizzazione che si occupa delle condizioni sanitarie dei paesi meno fortunati, promuovendo una migliore cultura igienica e migliorando l’accesso alle risorse idriche sicure.
Il tour iniziato il 28 maggio a Vancouver, in Canada, si appresta ormai a passare per l’Italia.
Il 2 ottobre i Police si esibiranno infatti allo Stadio delle Alpi di Torino, dove circa 70000 persone potranno rivivere i pezzi di maggior successo nella carriera del terzetto inglese.
Una carriera iniziata nel lontano 1977, quando il batterista Stewart Copeland ingaggia il cantante-bassista Sting e il chitarrista Henry Padovani per dare vita ai Police, nome ideato proprio da Copeland e ispirato satiricamente al lavoro del padre, un agente dell’FBI.
Più tardi Padovani verrà rimpiazzato da Andy Summers degli Animals.
L’elemento di spicco all’interno del gruppo è comunque Sting, ex professore di inglese, che inizia la sua attività di compositore, realizzando testi di grande poesia e consapevolezza letteraria. Ne sono un esempio quelli presenti negli album “Ghost in the machine” e “Synchronicity”, ispirati agli scritti del filosofo Arthur Koestler e C. G. Jung.
I primi successi musicali sono “Outlandos d'Amour”, disco dalle sonorità punk e “Reggatta De Blanc” che mischia la musica caraibica con il rock britannico.
Nel 1980 i Police partono per il primo tour mondiale e nello stesso anno esce “Zenyatta Mondatta”, che diviene famoso grazie ai singoli “Don't Stand So Close to Me” e “De Do Do Do, De Da Da Da”.
L’anno seguente esce “Ghost In The Machine”, registrato a Monserrat, nei Carabi e caratterizzato da un suono funky, ma allo stesso tempo da un’atmosfera cupa rispetto ai precedenti lavori.
Nel 1983 esce “Synchronicity”, album dalle sonorità pop che precede lo scioglimento del gruppo, al cui interno è ormai evidente il sempre più forte dualismo tra Copeland e Sting, causa di non poche tensioni e disarmonie.
Dopo il concerto del 1984 a Melbourne, ogni membro della band comincia la propria carriera solista.
Da quell’anno in poi il gruppo si riunisce soltanto in occasioni sporadiche, come il matrimonio di Sting nel 1992 o la loro introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2003, dove eseguono dal vivo pezzi storici come “Roxanne”, “Message In A Bottle” e “Every Breath You Take”.
Oggi i Police sembrano aver messo da parte le divergenze, seppur lievi, che li hanno separati e stanno facendo il più bel regalo a tutti i nostalgici che negli anni ‘80 hanno ascoltato il loro suono caldo e originale.
Dopo il 1984 non era mai successo che il terzetto britannico si fosse riunito per un vero e proprio tour mondiale e questo rende la data torinese un vero e proprio evento.
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