e di avere ancora l'energia per un nuovo tour nel nostro paese. Le date sono il 2 luglio a San Severino Marche, il 3 luglio a Roma, il 6 luglio a Savona, il 7 luglio Sogliano al Rubicone (Fo), l'8 luglio a Tortolì (Nu), il 10 luglio a Codroipo (Ud), il 12 luglio ad Asti, il 13 luglio a Pistoia e il 14 luglio a Roseto degli Abruzzi (Te). Il tour farà da supporto al suo nuovo album, "Twelve", contenente 12 cover di canzoni che hanno influenzato maggiormente la cantante durante la sua carriera.
Si va dai pezzi di altri tempi come " White Rabbit" dei Jefferson Airplane e "Within You Without You" dei Beatles, a quelli più recenti come "Smell Like Teen Spirit" dei Nirvana, passando per canzoni senza tempo come "Gimme Shelter" dei Rolling Stone e "Helpless" di Neil Young. Non poteva mancare un omaggio a due dei padri spirituali della Smith: Jim Morisson e Bob Dylan, ai quali la cantante dedica rispettivamente "Soul Kitchen" e "Changing the Guard". Viene forse spontaneo disapprovare un album interamante composto da cover come questo, che può apparire come un'uscita obbligata dal contratto discografico e un pretesto per riempire il vuoto creativo. In verità il disco è puramente voluto dalla Smith, che ha voluto qui rivisitare le dodici canzoni più significative della sua vita. Patti lavorava a questo progetto dal 1978, con un'indecisione che l'ha portata a cambiare scaletta un numero infinito di volte, prima di arrivare alla forma attuale. L'ultimo disco della Smith è quindi una sorta di piccola antologia personale del rock, raccontata dalla sua voce inossidabile.
Patti Smith entra nel mondo della musica a ventotto anni quando inizia ad esibirsi in alcuni readings di poesia e suoni con il chitarrista Lenny Kaye. Seguono poi diversi singoli per etichette indipendenti, riuniti poi in un unico album prodotto da John Cale, " Horses" del 1975, un disco che lancia la Smith nella storia, grazie alla voce intensa e appassionata, al suo rock elettrico, ma anche ai versi poetici sullo stile di Morisson e Dylan. Seguono poi "Radio Ethiopia", "Easter" e "Wave" che consacrano Patti Smith a regina del rock intellettuale e innovativo, grazie anche a hits come "Because the Night" e "Broken flag". Nel 1979 a sorpresa la cantante si ritira dalla scena musicale per sposare il chitarrista Fred Smith degli MC5 e vivere dieci anni una tranquilla vita familiare.
Il 1988 è l'anno del ritorno con " Dream of Life", un disco poco considerato dalla critica, a cui seguono altri anni di silenzio. Gli anni Novanta sono un periodo tragico e cupo per la cantante che perde il fidato pianista Richard Sohl e l'amico Robert Mapplethorpe, il fratello Tod, ma soprattutto il marito. Anziché chiudersi nella sua sofferenza, Patti Smith torna a fare musica per provare a guarire da quel dolore. Nel 1996 viene così completato "Gone", l'album che aveva da qualche anno progettato col marito e che risulta un miscuglio tra il lutto del momento e il suo rock battagliero ed energico. Negli anni successivi continua con una produzione regolare di canzoni con cui vuole esorcizzare il proprio dolore e spesso anche quello del mondo intero, scegliendo temi impegnati come la guerra del Vietnam e l'invasione cinese del Tibet. Il suo disco inedito più recente è "Trampin" del 2004, altro lavoro passionale e diretto che ha colpito soprattutto per il brano " Radio Baghdad", struggente canzone che parla di una madre irachena che canta la ninna nanna al figlio durante i bombardamenti. Patti Smith non è soltanto una cantante, ma anche una poetessa di tutto rispetto e il suo stile si può accostare a quello dei grandi della Beat Generation come Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Le sue più importanti raccolte sono "Il mare dei coralli", "Il sogno di Rimbaud" e "Presagi di innocenza"
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grande patty!
una dea!