impegno con i Subsonica, che lo assorbe molto e lo ha visto seguire un tour di oltre 200 date, non è che uno dei suoi mille impegni. Scrittore per Baldini&Castoldi, apprezzato dj e ora regista, le sue incursioni nel mondo dell'arte non si fermano più. Del resto, Davide/Boosta crede che "Finché c'è l'onestà intellettuale una persona può provare a fare quello che vuole in ogni campo, senza limitarsi". Dove lo ha portato la sua voglia di sperimentare? Boosta inizia a confrontarsi con il mondo della musica in tenera età, studiando pianoforte. La sua irriverente biografia descrive un dodicenne precoce che pretende di dare un'interpretazione personale ai preludi di Bach. Questo è solo l'inizio, ma nel 1996 fonda assieme a Samuel il gruppo che lo lancia: i Subsonica. Non si uniforma allo stereotipo di tastierista, ma va oltre. Prima si fa creare un'apposita consolle che diventa la sua protesi di scena, poi decide di portare avanti in parallelo all'esperienza del gruppo progetti solisti. La sua prima volta come dj è del 1999, complice la conoscenza del più conosciuto Claudio Coccoluto.
Ora Boosta è dj resident del locale La noche escabrosa, anche se attualmente è in tour per l'Italia. Tra una serata ai Magazzini Generali e una all'Hiroshima mon amour, si è fermato a Perugia, ospite di un incontro in cui si è parlato di scrittura e di viaggi con Luis Sepúlveda. "Pur essendo ancora giovane – spiega Davide - ho sperimentato molto e mi ritengo fortunato. Ho cominciato con la musica e ho visto il mio sogno realizzarsi, cosa che non è da tutti". A proposito di viaggio e di storie da condividere, Boosta ha raccontato l'esperienza del tour con i Subsonica da cui è nato l'album live appena pubblicato. "Quando hai un tour serrato con oltre 200 date ti trovi a vivere in una realtà limitata. Anche se tocchi ogni sera una città diversa sei a contatto 24 ore su 24 con le stesse persone: non ti stanno sempre tutti simpatici, anzi. Saltano i riferimenti spazio temporali e non esiste più Natale o Capodanno, ma solo il calendario delle date. Da questa esperienza ho imparato la tolleranza, ho capito che è importante ascoltare gli altri, cosa
che da piccolo non facevo mai. Se ascolti gli altri ti viene voglia di sperimentare e di raccontare storie. Ogni storia è un piccolo viaggio". Davide ha parlato anche dei suoi libri, Dianablu e Un'ora e mezza. "Il tema di Un'ora e mezza riguarda il tempo e le coincidenze – ha detto - Persone che non avrebbero mai l'occasione di incontrarsi si trovano casualmente nello stesso posto allo stesso momento e le loro vite cambieranno in un'ora e mezza. Mi interessa molto l'incontro delle persone e lo scambio che ne deriva, soprattutto tra due estranei. Per questo amo molto la realtà della notte. Di notte scompaiono gli orologi e il tempo si dilata, hai più voglia di raccontarti e di ascoltare gli altri".
Ora, dopo libri e musica, il suo progetto più ambizioso è un film documentario in cui si mescoleranno più voci. Artisti visivi, musicisti, attori e quant'altro, tutti insieme per raccontare il nuovo volto della sua amata Torino. "Avremo la fortuna di raccontare gli ultimi anni di questa città e di come ha cambiato il suo volto in meglio. La vita della città è stata per anni misurata in base all'esistenza della Fiat e si lavorava solo in fabbrica. Dopo il crollo, c'è stata una presa di coscienza e Torino ha capito che l'unica strada per salvarsi era eccellere nella cultura. Il nostro sarà un viaggio divertito in questo meltin pot di arte, musica e scrittura che è la Torino di oggi".
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