Può capitare, nel mentre di una vacanza, di avere inaspettatamente la possibilità di assistere gratuitamente al concerto di un cantante che si ammira e che ci ha fatto più volte cantare sulle sue note.
A Palinuro, in provincia di Salerno, ha avuto luogo dal 29 agosto al 1 settembre il Palinuro Griffe: Coast Music Festival, un’iniziativa gratuita, giunta alla terza edizione, per promuovere il turismo nel Cilento.
Si sono esibiti Luca Carboni (29/08), Alex Britti (30/08), Almamegretta & Raiz (31/08), Raf (01/09) .
Avendo avuto sempre grande simpatia e ammirazione artistica per Alex Britti ho scelto di assistere al suo concerto.
Alle 21.30 è iniziata la presentazione dello spettacolo e l’apertura del concerto da parte di un artista emergente che ha incantato il pubblico interpretando quattro sue canzoni: si tratta di Guido Maria Grillo, venticinquenne nativo di Sapri, con un grande bagaglio di esperienza nonostante la giovane età.
Oltre ad aver aperto concerti di autori prestigiosi con il suo gruppo, i Madeira, da solista è stato vincitore assoluto dei concorsi nazionali Bologna Music Festival e Musica Controcorrente - Premio Canzone d'Autore.
Il sound della sua musica è molto particolare, a tratti mi ricorda il virtuosismo del vocalist dei Muse, Matthew Bellamy, a tratti ascolto assonanze con Jeff Buckley: il suo stile è ricco di sfumature e variazioni di tono ed energia.
Un artista da scoprire e da approfondire, che ha molto da dire e da trasmettere.
Intorno alle 22.00 ha termine la sua esibizione per lasciare spazio ad Alex Britti, il protagonista della serata.
Il pubblico attende trepidante il suo ingresso.
Dopo qualche minuto le luci si accendono e l’artista con in mano la chitarra occupa la sua postazione ed esordisce con le note di Gelido, Da piccolo, Una su 1.000.000, Prendere o lasciare.
Saluta il pubblico, inizia a parlare, anche se “preferisce suonare e cantare”, cambia la chitarra e inizia ad introdurre le canzoni che di lì a poco andrà interpretando: Jazz, Come chiedi scusa, La vita sognata. Il concerto continua e Alex coinvolge con la sua bravura di cantante e soprattutto di chitarrista, ammutolendo il pubblico con un assolo che tutti vorrebbero durasse in eterno.
Gli animi si risvegliano dall’incanto con la coinvolgente 7000 caffé.
Lo spettacolo prosegue con molti dei suoi successi, da Oggi sono io a Polvere di marmo, fin quando un problema tecnico non spinge Alex ad assentarsi dal palco nel bel mezzo di Dendedendendenden.
La band corre in supporto: prima il batterista, poi il percussionista intrattengono gli astanti in un bellissimo gioco ritmico.
Il problema viene risolto, Britti finisce la canzone interrotta a metà e parla della sua grande ammirazione e gratitudine per un amico a cui deve ispirazione e solidarietà: Edoardo Bennato.
Interpreta in suo onore L’isola che non c’è e regala al pubblico un inedito, non ancora proposto alle case discografiche e di chiara ispirazione bennatiana: il titolo è Favole e parla delle bugie che tante volte ci circondano e vogliono essere passate per verità assolute.
E infine attacca con la famosissima Solo una volta (o tutta la vita) che manda il pubblico in completo delirio.
Lo spettacolo giunge al termine, Alex presenta la sua band e poi conclude con Lo zingaro felice e l’allegrissima ed estiva La vasca.
Due ore di brio, allegria e musica allo stato puro: Alex Britti è un cantante e un musicista notevole e valido, ascoltare la sua musica dal vivo è estremamente coinvolgente anche per chi non conosce o non apprezza del tutto le sue canzoni.
Le sue dita che, veloci, scivolano sulle corde della chitarra, producendo un virtuosismo di suoni energico e vitale, rivelano un’impagabile conoscenza del linguaggio musicale che unisce universalmente l’essenza degli esseri umani.
Il cantautore romano, prima di sfondare presso il grande pubblico nel 1998, ha fatto una gavetta durata qualche anno che l’ha portato ben presto ad essere un musicista richiesto a livello internazionale da importanti e famosi bluesmen quali Buddy Miles e Billy Preston.
Nel 1990 ha seguito la bluesband olandese dei Rosa King in un lungo tour europeo che l’ha condotto nel 1994 e nel 1995 sul palco della manifestazione del Primo Maggio di Roma.
Se vi capita di poter assistere ad un suo concerto, non lasciatevi sfuggire l’occasione: ne vale davvero la pena!
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