Appena iniziato il nuovo anno, il web può partire
con le
speculazioni filosofiche su quali saranno le applicazioni
della nuova era del web che rivoluzioneranno o determineranno
il suo essere 2.0. Chi di voi non usa (almeno) youtube, flickr,
facebook, my space?
Questi nomi sono l’evidente manifesto di come il
web 2.0 sia sinonimo, per la maggior parte degli utenti, di
Social Network.
Ne
sorgono a migliaia, oltre ovviamente a Giovani.it,
che fornisce la possibilità di creare il proprio spazio con
blog e gallery: ognuno ha una propria utenza, nella maggior parte dei
casi strettamente legata alla zona geografica dove si risiede.
La maggior parte di questi network sociali si integra alla perfezione
con un altro fenomeno tipico di questi tempi: il blog
personale.
Il punto di contatto tra questi due “fenomeni del
web” sta proprio nella possibilità di
usare i social network come aggregatori per i blog, che al
pratico non vuol dire altro che farsi conoscere, creare una
rete di contatti nel settore, partecipare ai contest ecc.
Un esempio lampante è la rapida ascesa di programmi di
messaggistica istantanea di massa (o micro – blogging, che
dir si voglia) come Twitter. La filosofia di partenza del Twitter era
quella di aggiornare una comunità di sconosciuti o
semi tali sul proprio status: non più di 140
caratteri per descrivere cosa si sta facendo in quel momento.
Tralasciando per ora la tipica inclinazione vojeristica di ognuno di
noi, che fa sì che per le prime ore si rimanga
rapiti e incuriositi “dagli affari degli altri”, ci
si concentra subito sull’utilità reale del
Twitter: segnalare un nuovo post nel proprio blog.
Ecco che il log delle visite sale improvvisamente, i commenti agli
articoli si susseguono. Per la maggior parte dei blog personali
l’effetto è a breve termine, mezz’ora e
torna il deserto. Fino al prossimo post.
La volontà di rendere la propria vita (o
parte di essa, magari accuratamente selezionata) di dominio
pubblico attraverso l’utilizzo dei blog, risponde a
un preciso bisogno emotivo soddisfabile con questa forma di
autodeterminazione sociale.
Ci
siamo chiesti se l’esporsi in modo molteplice su diversi
Social Network, creando profili diversi e in diverse
community, possa portare una crisi
d’identità “virtuale”.
Mantenere vivi più profili contemporaneamente (pensiamo che
un utente medio attivo su internet ha almeno un proprio blog, un
profilo badoo, my space o facebook, un album su flickr e flauntr in
condivisione con il resto del mondo) deve necessariamente cedere il
passo a una scarsa coerenza?
Per ora la risposta sembra essere una: tutte le reti sociali
che abbiamo nominato, tendono ad integrarsi fra di loro
con applicazioni in comune, link, ecc.
Integrazione è proprio la parola d’ordine
con cui si stanno facendo strada i social network: un esempio
banale potrebbe essere il notare come la rapida ascesa di
flauntr ( editor di foto per organizzare slide show personali) sia
dovuta proprio al fatto che sia utilizzabile in tutto e per tutto su
servizi affermati come myspace, picasa e simili.
Sembra quasi impossibile mentire, proprio in virtù di questa
relazione di fondo che impone coerenza a ogni
utente di social network. Ciò che si evidenzia
piuttosto sono i molteplici aspetti di una persona, che portano a
credere di conoscere qualcuno solo perché si legge il suo
blog e si guardano i suoi svariati profili con foto.
In quest’ottica una delle applicazioni che si
faranno sicuramente strada nel 2008 (una potenziale killer
application del web 2.0 per il 2008) è spock.
Spock è un vero e proprio people search engine, indicizza
tutti i profili creati sui vari social netwok mettendo ordine
nelle decine di profili creati dagli utenti.
Essendo
in forte espansione proprio in questo momento, potrebbe fare la
differenza sul modo di intendere i motori di ricerca, fino a
diventare il diretto concorrente di google nel
campo della ricerca delle persone.
Una rete così fitta, che con i suoi rami si interseca e si
dirama dentro il mondo del web 2.0, sembra essere
l’evidente dimostrazione della teoria dei sei gradi
di separazione, ovvero l’ipotesi secondo cui
qualunque persona può essere collegata a qualunque altra
attraverso una catena di conoscenze con non più di 5
intermediari.
Se mai ci possa essere un momento storico (essendo la teoria nata nel
1929) nel quale chiunque possa sentirsi parte integrante dei
sei gradi di separazione, è sicuramente identificabile in
questi anni di dominio delle reti sociali.
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Solo la gente sola ha bisogno di esporre se stesso in una pagina elettronica, alla ricerca dell'attenzione di altri con i quali non riesce a a rapportarsi tranquillamente nella via reale
io stesso ammetto di...
Io stesso ammetto di passare troppo tempo sulla community di Giovani...a "scuriosare" tra i vari blog...ed il più delle volte, continuo nel farlo pur senza trovare nulla di interessante.
Lo faccio tanto per fare. E questo, in tutto e per tutto, ha lo stesso effetto di una droga.
La web preistorica!!
SalvE!!! Ehm... io mi sento un po' "aliena" a questA discussione!! Confesso di avere internet da poco (a casa non se n'è mai sentito il bisogno impellente!!), in poco tempo però mi sono subito fatta le ossa. Ho visto blog ovunque di ogni tipo e colore, profili badoo e myspace vari!! Aiuto ragazzi... non so voi ma mi piace la mia privacy!! =) sono molto riservata ma mi piace condividere i miei pensieri con i miei amici!! E infatti io stessa oltre ad avere il contatto di msn ho pure lo space (sempre di msn!). Una cosa molto blanda lo ammetto, ma in fondo, non è così bello suscitare mistero nel prossimo?? ;D Sfruttiamo la rete ma con moderazione! (Troppo retorica? ;P)
my opinion
vorrei solo scrivere una frase dei gemelli:"cosa c fai davanti a quello schermo fuori cè un inferno e tu rimani fermo te ne pentinarai nn perdere tempo usa il tuo talento al centoxcento"
cio x dire che perdiamo troppo tempo dietro a queste cose elettroniche....nn dico che nn sono utili o altro ma usarli un po meno nn farebbe poi cosi tanto male.....
la giusta misura
bè, condividere degli interessi in web come nella vita "reale", è una cosa buona secondo me,...come sempre bisogna avere il senso della misura però,...oggi il fatto di mettere totalmente in piazza la propria vita è comune tra attricette e gente famosa che si attacca a tutto, e fa attaccare i giornalisti a tutto, pur di far parlare di sè..non bisogna cadere nell'inganno che "si è solo se si appare" o che "si è solo se gli altri sanno ogni cosa di te"...è fondamentale mantenere una sfera privata, alla fine ci si "viola" da soli se si mette tutto in "pubblica piazza", che sia dal web o in altro modo....insomma, se non diventa una patologia ma un modo di stare insieme, allora non è male il blog ecc..