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Condanna definitiva per Torrent Spy

Epilogo col botto nella vicenda che vedeva di fronte il sito di file-sharing e l'associazione hollywoodiana


E' una di quelle condanne che di solito si definisce epocale. E nel settore ha tutti crismi per divenire un caso che farà giurisprudenza. Di che parliamo? Della condanna ai danni di TorrentSpy da parte del giudice federale di Los Angeles per violazione del diritto d'autore nei confronti di vari studi cinematografici (sei tra i grandi studi di produzione hollywoodiani) rappresentati dalla MPAA.
La vicenda legale, che ha visto Motion Picture Association of America esporre denuncia contro TorrentSpy, risale al febbraio 2006, anno in cui l'MPAA ha accusato il tracker BitTorrent di offrire accesso illegale a materiale protetto da copyright e giunge a conclusione in questi giorni con un epilogo fragoroso. SpyTorrent dovrà corrispondere la somma di ben 111 milioni di dollari. Questa l'irremovibile sentenza del giudice distrettuale Florence-Marie Cooper.
Eppure inizialmente le cose avevano tutte le parvenze per mettersi al meglio per TorrentSpy che alla causa intentata dalla MPAA aveva risposto facendone partire a sua volta una per invasione della privacy, cospirazione e pratiche di business non legittime. Evidentemente il passo falso del sito P2P è stato però nel tentare di celare le proprie tracce: infatti nel momento in cui la MPAA aveva fatto richiesta degli indirizzi IP degli utenti del sito, TorrentSpy aveva risposto che non era possibile per loro averli, però poi da una conversazione su un forum tra i moderatori è risultato evidente che i suddetti indirizzi fossero invece reperibili. Un simile atteggiamento ha chiaramente insospettito il giudice, il quale non ha risparmiato la condotta poco pulita della difesa.
La multa comminata non è altro che il risultato finale applicando la somma massima di 30000 dollari prevista dalla legge sulla violazione del copyright per le 3699 infrazioni riconosciutegli.
Dan Glickman, CEO della MPAA, attraverso un comunicato stampa, usa toni netti: "Questa condanna monetaria manda un messaggio molto forte riguardo l'illegalità di questi siti. La sconfitta di TorrentSpy è una vittoria per gli studios e dimostra che i siti pirata sono condannati alla chiusura e non permetteremo che continuino ad operare senza batterci per il diritto d'autore". E in aggiunta:  "hanno compiuto numerosi e sistematici sforzi per distruggere ciò che era evidente e hanno dato falsa testimonianza sotto giuramento nel tentativo di nascondere l'evidenza di tale distruzione, nonostante una interruzione del processo così brusca sia appropriata solamente in "circostanze straordinarie", [...] le circostanza del caso sono sufficientemente straordinarie da meritare tale tipo di sanzione".
Dura la reazione invece di Torrent che tramite un suo porta-voce, ha criticato la mancanza nel sistema giuridico americano, di nuove normative che avrebbero permesso al giudice,di trattare la vicenda con più profondità. I proprietari di TorrentSpy, Justin Bunnell e Wes Park, hanno dichiarato bancarotta. Il sito TorrentSpy, esplicitando una certo pessimismo riguardo la sentenza, aveva già chiuso il 24 marzo e sulla homepage si può leggere un esplicito messaggio: "Il clima che si respira negli Stati Uniti sulle questioni relative al copyright, la privacy delle ricerche effettuate sul nostro sito e i link ai file torrent è decisamente teso".
Siamo sicuramente di fronte alla più classica delle punizioni esemplari e a una delle più grosse ammende finora inflitte per la violazione del diritto d'autore. Sarà ora interessante capire come gli organi di controllo agiranno nei confronti degli altri siti di file-sharing.

Tags: torrent
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