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Professione blogger. Web e informazione

Blog, giornalismo e censura in giro per il mondo


Con l'avvento e la diffusione di Internet, telefonini multimediali e fotocamere, si può dire che i "nuovi giornalisti" sono gli utenti. I termini Reporter diffuso o Citizen journalism indicano i casi in cui una qualsiasi persona che assiste ad un evento importante, può immortalare e veicolare la notizia prima che lo facciano i tradizionali mezzi d'informazione. Esempi concreti sono le prime immagini degli attentati alle torri gemelle del 2001 è lo tsunami del 2004. In questo caso chi girò dei video della catastrofe naturale, non li inviò alle agenzie di stampa, bensì ai propri amici blogger, ottenendo in breve una capillare diffusione delle immagini. Il fenomeno dei blogger giornalisti non sempre è ben visto dalle autorità e da chi vorrebbe l'informazione a solo appannaggio di alcune "caste elette". In alcuni paesi, anche tra quelli cosiddetti democratici e portatori di libertà, ci sono casi gravi di intimidazioni e censura.

Alcuni dei casi più eclatanti:

- Il ventiquatrenne Josh Wolf è da sei mesi rinchiuso nel penitenziario federale di Dublin (California). Il blogger e giornalista indipendente è stato incarcerato per essersi rifiutato di consegnare dei suoi file video non ancora pubblicati. Secondo Reporter san frontierès altri giornalisti americani in questo momento rischiano l'incarcerazione per gli stessi motivi, nonostante che 33 Stati riconoscano il segreto professionale. Wolf è stato autore di un documentario su una manifestazione contro il G8 a San Francisco nel 2005, Il giovane si è rifiutato di consegnare i suoi archivi video alla giustizia federale, che li aveva richiesti nell'ambito di un'inchiesta sui danneggiamenti ad un'auto della polizia durante gli avvenimenti. Il blogger e giornalista indipendente era stato per questo condannato per "oltraggio alla corte" e incarcerato. 

- Sconcerto anche per Abdelkareem Nabil Soliman, egiziano di soli 22 anni, arrestato nel suo paese a novembre dello scorso anno. Reato: aver espresso le proprie opinioni su politica, cultura e società. Sul suo blog. Il 15 febbraio manifesteranno per lui, in contemporanea, Roma, New York, Parigi, Londra, Bucarest, Ottawa, Washington, e la lista della mobilitazione continua ancora. Verrà chiesta la sua liberazione alle autorità egiziane. Che lo hanno già arrestato un paio di volte, e che sono finite, proprio qualche settimana prima della seconda carcerazione di Abdelkareem, nel mirino dei 12 paesi che censura la libertà di parola sul web. Abdelkareem, o Karim Amer, come si firmava sul web, era un aspirante avvocato con l'intenzione di specializzarsi nella difesa dei diritti umani. Un esercizio pericoloso nel suo paese, governato dallo stesso presidente, senza soluzione di continuità, da più di un quarto di secolo.

- Enzo Baldoni era un blogger appassionato e dissacrante. Dopo aver scritto per Diario, Specchio della Stampa, Venerdì di Repubblica e altri periodici, si dedicò ad Internet e al racconto delle guerre in forma di blog. I suoi blog hanno spaziato da Timor Est alla Colombia, da Cuba all'Iraq. Sempre accompagnato dal suo fido Mac e dall'esperienza di comunicatore. L'ultimo suo progetto, Bloghdad fu realizzato poco prima di morire a Najaf nel 2004. Preso in ostaggio da un'organizzazione fondamentalista musulmana, fu ucciso e mai ritrovato. Proprio sul suo blog scrisse in maniera quasi profetica riguardo la sua morte: " Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in "Mesopotamia", e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato. "

Solo nei primi 2 mesi del 2007 sono stati arrestati 60 blogger. La maggior parte di questi sono cinesi (ben 50), mentre i restanti sono utenti di paesi mediorentali.

Anche se i casi non riguardano blogger, vale la pena ricordare:

- Ramón Velázquez Toranso, giornalista dell'agenzia indipendente Libertad, è stato arrestato e ora risulta detenuto nella prigione provinciale di Las Tunas a Cuba. Il giornalista ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere di poter incontrare la famiglia. Toranso lavora per una agenzia il cui direttore e fondatore, José Luis García Paneque, sta scontando una pena di 24 anni di prigione comminatagli nel periodo definito "la primavera nera della stampa cubana" (marzo 2003). Salgono così a venticinque gli operatori dei media attualmente in carcere.

- Anna Politkovskaya è stata una giornalista russa, nota e temuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente Vladimir Putin. Nei suoi articoli per Novaya Gazeta, quotidiano russo di ispirazione liberale, la Politkovskaja condannava apertamente l'Esercito e il Governo russo per lo scarso rispetto dei diritti civili e dello stato di diritto, sia in Russia che in Cecenia. Il 7 ottobre 2006, la giornalista è stata assassinata mentre stava rincasando. La sua morte, da molti considerata un omicidio su commissione, ha prodotto una notevole mobilitazione in Russia e nel mondo, affinché venga fatta luce sull'accaduto.

- Daniel Pearl, giornalista del Wall Street Journal, cinque anni fa, il 23 gennaio del 2002, fu rapito da un gruppo di terroristi in Pakistan. Il 21 febbraio 2002 i terroristi resero pubblico un video in cui si mostravano gli ultimi istanti di vita di Daniel Pearl. Il giornalista fu decapitato. "Sono ebreo". Con queste parole Daniel Pearl veniva costretto a congedarsi dalla vita, dalla famiglia, dalla moglie e dal futuro figlio. Dopo aver ascoltato queste parole, "sono ebreo, mio padre è ebreo, mia madre è ebrea", gli islamisti pakistani lo uccisero.

- Livko Kristevic, trent'anni appena, ucciso da un colpo a tradimento durante la guerra in Bosnia. Faceva l'operatore per l'agenzia Wtn. Queste le sue ultime parole: "Faccio l'operatore come facessi il soldato. E' la mia guerra. E so che l'occhio della telecamera puo' essere piu' importante di un cannone. Il cannone puo' uccidere dieci nemici, la telecamera puo' far vincere la guerra

C'è un muro trasparente ad Arlington, Virginia. Sta in cima a Freedom Park e domina Washington. E' alto sette metri. E non finisce mai: ogni anno, ai primi di maggio, aggiungono un pezzo. Ogni pannello ha un nome, un luogo, una data. E' nel giardino del Newseum, il museo della stampa. E' il muro del Journalists Memorial, il monumento ai giornalisti caduti. Presto questo luogo di memoria dovrà forse essere allargato, per far spazio ai tanti che fanno sentire la propria voce tramite il web. Quei tanti che non usano i blog solo per mostrare le proprie foto in posa, (in attesa di consensi), ma quelli che manifestano il proprio pensiero ed effettuano le proprie "inchieste" giornalistiche nel modo più libero e personale. Senza imposizioni e censure, e con il piacevole rischio di dire cose che infastidiranno qualcuno, ossia la verità.

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Commenti dal 1 al 2
(2)

sarina1982 lunedì, 26 febbraio 2007

:)

finalmente un articolo interessante!! grazie!!

n° 2
bear giovedì, 22 febbraio 2007

complimenti

questo è un signor articolo!
non dimentichiamoci mai che la nostra libertà di espressione ha la responsabilità di dare voce a milioni di persone costrette al silenzio!

n° 1
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