Il Fascismo diffuso...
Tanto per non dimenticarci di essere in un mondo di cazzari..
I camerati sono fascisti… gli irlandesi e i palestinesi sono camerati…
Khomeini, Ahmedinejad e tutto l’Iran sono nazi… Saddam era fascista… ma pure
Olmert, Bush e Sharon (questo forse ancora per poco)… ed è fascista pure il
partito Hezbollah (anzi gli Hezbollah sono proprio nazionalsocialisti)…
Putin è fascista… la Cina è fascista… il Dalai Lama è fascista… e lo è anche
Padre Pio… ed insieme a lui i pulcini… Israele è fascista ma anche Settembre
Nero, che infatti è nero!
Anche gli Egiziani erano fascisti in quanto schiavisti… ma c’erano gli
schiavi nell’antico Egitto? Comunque gli Egiziani erano necessariamente
fascisti, perché frustavano gli Ebrei e li cacciavano dall’Egitto… però un
po ’ fascisti lo erano pure gli Ebrei, perché sionisti e magari
fisioterapisti… si sa che i fisioterapisti sono fascisti… a letto poi…
Le Brigate Rosse erano fasciste… ed anche le Brigate Nere e la X Mas… ma
questa forse un po’ meno…
La X mas Card è fascista… I Togni circensi sono fascisti, perché ingabbiano
gli animali e si sono tramandati le fruste degli Egiziani (fascisti pure
loro)… la Coop è fascista, la Standa di più, mentre la Upim è franchista e
quindi fascista reazionaria… ma sempre fascista… la Esselunga è
nazionalsocialista tanto che si chiamava SS Lunga. Cappuccetto Rosso è
fascista (ma anche il Lupo)… ed anche la crostata di mele… basta che sia
rifugiata nel bosco… jungeriano e fascista pure questo. Mc Donald è un po’
meno fascista dinanzi a Burger King, che è nazista… l’Ikea è fascista, così
come la Tetrapack… contestualmente è nazista anche Tyler Durden. De Gregori
è camerata ma non lo sa di essere…di certo s ono fascisti, invece, Battiato,
Nek e Max Pezzali… forse anche Renato Zero… Battisti invece era nazifascista
ordinovista. Thunderstruck e gli AC/DC ovvio sono ipernazisti… scontato dire
di Back in Black, che è il programma del nuovo PNF… L’autogrill di
Cantagallo in fondo in fondo un po’ fascista lo è stato… e i Galli erano
fascisti, ma anche ovviamente i Romani…
Gli indiani sono fascisti e i pakistani falangisti… la Lazio è fascista, ma
lo è anche la Roma… il Verona è nazista… i livornesi sono fascisti, in
quanto stalinisti… ed essendo Stalin fondamentalmente fascista…
La TAV è fascista… il movimento antiTAV è fascista… Hitler era fascista
nazista… Mussolini forse non era veramente fascista, ma solo perché il
Fascismo lo inventarono i Faraoni egiziani che schiavizzavano gli Ebrei,
sionisti e quindi fascisti… ma anche gli Ebrei antisionisti sono fascisti… e
la Mussolini?
D’Annunzio forse era fascista, e non sono cer to neppure di Gentile
(Giovanni, perché Claudio Gentile era sicuramente fascista, anche se
juventino)… i bidelli però erano fascisti e un po’ anche i partigiani…
Sara Tommasi è nazista anche se ha fatto “L’Isola dei Famosi”… perché il più
nazista è “La Pupa & Il Secchione”… e quanto è nazista Scamarcio, mamma
mia!!
Credo che Usa e Urss si fossero alleate contro il Fascismo non perché
capitalisti e comunisti (entrambi materialisti) ma perché volevano essere
fascisti pure loro…
“Tengo la camisa negra” è fascista falangista perchè ha la camicia nera… ma
la camicia in Spagna non era azzurra?… Il cubano “Patria O Muerte” è
evidentemente fascista… e quindi sono fascisti il “Che” e Fidel… Berlusconi
è fascista ed ha probabilmente giocato nel Boca (nazistissimo)… Bertinotti è
fascista, anche se fa l’antifascista… d’altronde se “Gratta il Pepito e
viene fuori il Peppone” come diceva Don Camillo… fascista pure lui in qua nto
prete e in quanto creato dal fascista Guareschi… ma prete e quindi fascista
è pure Don Vitaliano, e un po’ fascista è Caruso in quanto latifondista…
Gesù è fascista, ma anche Odino… e perché no Ponzio Pilato ed Erode?
Fascisti erano i bimbi uccisi sotto Erode (pochi per la verità), ma pure la
loro e la mia maestra erano fasciste, i miei compagni di classe erano
fascisti (camerati di classe), le suore, gli imam, la polizia, i carabinieri
e il Kgb erano fascisti… la Corea del Nord è leghista perché del Nord e
quindi un po’ fascista… però pensandoci la Corea del Sud è fascista… Lupin è
fascista… l’ispettore Zenigata è fascista… e se il fascista per l’opinione
pubblica fosse come Lupin per Zenigata?… Oddio, e se i comunisti fossero
fascisti, così tutto diverrebbe in realtà comunista?! All’armi, all’armi,
all’armi siam fascisti… e si ricomincia da capo: I compagni sono comunisti…
gli irlandesi e i palestinesi sono zecche... Khome ini, Ahmedinejad e tutto
l’Iran sono compagni… “C’era una volta un fascista, seduto sul sofà, che
diceva al comunista “Raccontami una storia”; il comunista incominciò: “C’era
una volta un fascista, seduto sul sofà, che diceva al comunista…”…
MA CHI è IL VERO FASCISTA????
http://messengerianicamerati.spaces.live.com/
(TRATTO da "OTTO" - Primavera 2007) E Tratto pure dal blog di quel fascista di Edo.. A SUA VOLTA TRATTO DAL BLOG DEL CAMERATISSIMO FANTE.....
Calcio e nazifascismo: Weisz un grande allenatore ebreo in italia, ucciso e rimosso dalla memoria collettiva ·
dal Corriere dello Sport
Aveva vinto tre scudetti, uno con l’Inter e due di fila col Bologna, aveva lanciato Peppino Meazza a 17 anni, ma poi era finito nel buio. Nel vuoto. Nel silenzio. In un suo libro, Enzo Biagi ha scritto: «Mi sembra si chiamasse Weisz, era molto bravo ma anche ebreo e chi sa come è finito ». In un altro libro, di straordinario interesse e di grande rigore storico, Matteo Marani, collega del “Guerino”, finalmente dà una risposta. Arpad Weisz morì ad Auschwitz il 31 gennaio del ‘44. Meno di due anni prima, sua moglie Elena e i suoi figli, Roberto e Clara, di 18 e 12 anni, finirono nella camera a gas. «La cosa che mi colpisce ancora adesso, a lavoro finito, è capire come mai un personaggio tanto importante nello sport più amato del paese sia scomparso nel vuoto. Cancellato».
Già, perchè Arpad Weisz non fu uno qualsiasi. Come calciatore, niente di straordinario, anche se nell’Olimpica ungherese del ‘24, fece coppia con Hirzer, primo straniero della Juve. Ma costretto a chiudere la carriera da un infortunio, passa sulla panchina dell’Inter, lancia Peppino Meazza e vince lo scudetto del ‘30. Scrive anche un manuale, “Il giuoco del calcio”, con tanto di prefazione di Vittorio Pozzo. Importa in Italia il sistema di Chapman, lancia l’idea dei ritiri e col Bologna di Schiavio, Monzeglio, Ceresoli e Biavati, che tremare il mondo fa, vince due scudetti consecutivi. Ma intanto le leggi e l’odio antisemiti non risparmiano nemmeno lui. Non può più allenare, a suo figlio è vietata la scuola, il Bologna nell’ ottobre del ‘38 lo licenzia, dopo un 2-0 alla Lazio, naturalmente non per motivi tecnici. Weisz fugge a Parigi con la famiglia, sperando di trovare lavoro, disperato tre mesi dopo, va in Olanda, a Dordrecht. Torna così ad allenare, anche se si tratta di una squadretta di dilettanti. Ma nemmeno in Olanda riesce a sfuggire alle persecuzioni antisemite. Nel settembre del ‘41, le leggi naziste stabiliscono che gli ebrei non possono frequentare la scuola, andare allo stadio, entrare in bar e ristoranti pubblici. Weisz viene aiutato di nascosto dal suo presidente. Infreddolito, con un cappotto liso, quando può va a spiare la sua squadra, nascondendosi dietro la recinzione del campetto. Sono gli ultimi giorni di speranza e di libertà. Le SS arrestano la sua famiglia il 7 agosto del ‘42 e la prelevano dal campo di Westerbork, lo stesso dal quale passerà Anna Frank, il 2 ottobre. Weisz viene invece dirottato su Cosel, campo di lavoro dell’ Alta Slesia, più tardi è deportato a Auschwitz. Resiste alla fame e al freddo 16 mesi, lo trovano morto la mattina del 31 gennaio del ‘44.
Questa ricostruzione rigorosa, supportata da documenti e da testimonianze, è costata a Matteo Marani tre anni di lavoro e di ricerche.
«Sono diventato un detective della memoria. Era incredibile, ma era come se una mano invisibile avesse via via sottratto alla vista gli elementi utili a ricostruire la vita dei Weisz» . Nel libro, ( “Dallo scudetto ad Auschwitz”, editore Aliberti) scritto con passione ma anche con rigore storico, si coglie quest’ansia di sapere, di verità, che spinge Marani a una ricerca scrupolosa, difficilissima, quasi ossessiva. Rintraccia archivi polverosi e dimenticati, si rivolge alle ambasciate di Olanda, Ungheria e Francia, ad alcuni centri di documentazione ebraica, viaggia molto, a volte a vuoto, inseguendo quasi un’ombra, un fantasma. Un viaggio faticoso e doloroso, ma forse al tempo stesso affascinante, alla fine del quale Marani scoprirà beffardamente di abitare a 300 metri dalla vecchia casa bolognese di Weisz.
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L’allenatore in campo (di concentramento)
Arpad WeiszLa prima volta che avevo letto il suo nome, tenevo in mano Bologna, storia e baldoria di Gianfranco Civolani e Lamberto Righi.
La seconda volta volta che avevo letto il suo nome, ero davanti al computer e sullo schermo si srotolava la recensione di Rudi Ghedini ad Angeli e diavoli rossoblù – Il Bologna nei racconti dei suoi campioni di Francesco Caremani e Fabrizio Càlzia.
La terza volta volta che avevo letto il suo nome, stavo sfogliando l’edizione inglese di Calcio e fascismo – La creazione della serie A italiana di Andrew Lawless.
Per tre volte avevo letto il nome di Arpad Weisz, negli anni scorsi, ma ero sempre passato oltre.
La quarta volta, ed è storia di oggi, no. Come avrei potuto? E’ uscito da pochi giorni un libro interamente dedicato a Weisz (Dallo scudetto ad Auschwitz di Matteo Marani) e su tutti i quotidiani, in occasione della “giornata della memoria”, sono fioccati articoli commossi e toccanti (in particolare quello di Gianni Mura). E così ho scoperto un incredibile caso di rimozione collettiva, tanto più clamoroso qui a Bologna, dove il ricordo della “squadra che tremare il mondo fa” dovrebbe essere materia di studio fin dalla prima elementare. Perché Arpad Weisz, di quella formidabile squadra, fu qualcosa di più del semplice allenatore.
Weisz era un mago della panchina, ma finì la sua vita dimenticato. Era ebreo e questa fu la sua colpa. Le ideologie del “ventennio” lo obbligarono presto a cambiare la W del suo cognome in una V, in ossequio all’Italia autarchica che non tollerava tutto ciò che aveva un vaga aria di diversità. Ma in fondo un cognome alterato doveva sembrare un problema sormontabile per uno come lui, tempra d’acciaio fin da quando allenava l’Ambrosiana Inter, dove fece esordire un ragazzino destinato a fare storia (Giuseppe Meazza) e dove vinse lo scudetto nel 1930.
Nel ‘35 Weitz fu chiamato dal Bologna, che trasformò velocemente in una delle squadre più forti di tutti i tempi. Nel ’36 vinse il suo primo scudetto alla guida dei rossobù, bissato l’anno successivo con una formazione rinforzata dall’arrivo degli uruguaiani e dalla promessa Fiorini (terzino dalle dichiarate simpatie fasciste, fucilato nel ’44 dai partigiani).
Fu Weisz, da vero innovatore qual era, a trasformare Amedeo “doppio passo” Biavati nella più forte ala destra italiana. Non solo: fu il primo a scegliere la via del preparatore atletico, facendo arrivare dal River Plate l’argentino Pascucci. Il suo Bologna fece davvero tremare il mondo: dopo i due scudetti consecutivi portò a casa anche il Torneo dell’Esposizione di Parigi del ’37, equivalente dell’odierna Champions League, schiantando in finale i “maestri d’Albione” del Chelsea.
Era un uomo tranquillo, Arpad Weisz. Uno che riusciva a mantenere l’armonia nello spogliatoio pur dovendo gestire stelle come Schiavio, Andreolo, Fedullo, Sansone e Reguzzoni. Invece di alzare la voce, se uno aveva sbagliato, lo invitava a cena a casa sua (dalle parti di via Saragozza) per discutere davanti a un piatto di tortellini in brodo.
Dallo scudetto ad AuschwitzUn uomo colto e sensibile, insomma. Che una sera di fine ottobre del 1938, nonostante il suo Bologna primeggiasse in campionato, chiese al presidente Dall’Ara di potersene andare. Le leggi razziali erano alle porte, e l’Italia non era più un luogo sicuro per gli ebrei. Il Bologna, che non fece niente per difenderlo, lo sostituì prontamente con un allenatore di provata razza ariana, l’austriaco Felsner.
Weisz fuggì a Parigi insieme alla moglie e alle figlie, passò dall’Olanda (dove sperava di trovare rifugio nell’Ajax, la squadra del ghetto) e infine tornò a Budapest. Nella sua Ungheria fu catturato dai nazisti e deportato ad Auschwitz. Non un saluto, non un articolo sui giornali, non un pensiero nella città che lui aveva portato alla gloria sportiva. Bologna dimenticò in fretta Arpad Weitz, vittima della follia nazista. Solo qualche citazione, per lui, nei libri sportivi degli ultimi cinquant’anni. Ma oggi molti di noi hanno imparato a ricordarlo. E stavolta è la volta buona.
cineclub fratelli marx
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ilGiornale
Weisz, dallo scudetto ad Auschwitz la tragedia di un eroe degli anni ’30
di Filippo Grassia – sabato 27 gennaio 2007, 07:00
Clicca per ingrandire Una storia esemplare. L’ha scritta Matteo Marani, 36enne giornalista del “Guerin Sportivo”, raccontando le vicende affascinanti, tremende e ahinoi esiziali di un allenatore magiaro, Arpad Weisz, che pagò con la vita il fatto di essere ebreo. Lui, la moglie Elena, i figli Roberto e Clara: tutti ammazzati ad Auschwitz. Vale la pena di raccontarla, questa struggente vicenda, nel Giorno della Memoria che cade oggi e, a quasi 62 anni dalla morte di Hitler, fa da scudo alle paradossali rappresaglie mediatiche di coloro che mettono in discussione perfino l’Olocausto. Nella sua straordinaria opera di ricerca, Marani ha frugato gli archivi più polverosi e secretati d’Italia, Francia, Olanda e Ungheria, ha incontrato decine e decine di persone che potevano aver conosciuto il suo eroe, ha controllato di persona ogni sassolino lasciato da Weisz dopo la fuga dall’Italia.
Era il 26 ottobre 1938 quando il protagonista di questo libro (“Dallo scudetto ad Auschwitz”, Aliberti Editore, 14 euro) si dimise da tecnico del Bologna che aveva portato a dominare il calcio in Italia, con due scudetti consecutivi, impresa fino ad allora riuscita solo alla Juventus, e all’estero: memorabile il trionfo sui maestri inglesi del Chelsea nella finale del Trofeo dell’Esposizione, svoltosi a Parigi nel 1937, che vale la Champions League di oggi. In precedenza Weisz aveva portato allo scudetto anche l’Ambrosiana ritoccando il WM in chiave difensiva con un modulo che, negli Anni Cinquanta e Sessanta, fece la fortuna di Viani, Rocco e delle loro squadre.
A lui, Arpad Weisz, ebreo purosangue, e ai suoi famigliari, non fu più permesso di vivere in Italia dalle leggi razziali promulgate da Mussolini. Il 10 gennaio 1939, insieme ad altri profughi, si rifugiò in Francia passando dal valico di Bardonecchia. Da Parigi si spostò in Olanda, nella cittadina di Dordrecht, dove per quasi due anni fece l’allenatore prima di essere deportato in un lager senza ritorno. Scrive Marani: «Lì, nella saletta della memoria, aperta generalmente ai parenti delle vittime, un impiegato mi ha mostrato gli elenchi dei deportati ad Auschwitz, fino a ritrovare l’esatto numero di treno dentro al quale furono sospinti i quattro componenti della famiglia Weisz». Sì, una storia esemplare, maturata nel quartiere Saragozza di Bologna, il quartiere di Marani, al tempo delle leggi marziali. Ma la Shoah non è cosa di ieri, è sempre dietro l’angolo.
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Mario Salvi: oggi 32 anni dall’uccisione del 21enne di Autonomia operaia ·
Il 7 aprile del 1976, 32 anni fa, lo studente antifascista Mario Salvi veniva ucciso a Roma da un colpo di pistola alla nuca sparato dalla guardia carceraria Domenico Velluto. Mario aveva 21 anni, apparteva alla sinistra extraparlamentare vicina al movimento dell’Autonomia operaia, attiva nella borgata romana di Primavalle.
Nel momento in cui veniva uccisso, Mario stava manifestando contro il Ministero di Grazia e Giustizia e contro la decisione del tribunale di Salerno di condannare a 9 anni di reclusione Giovanni Marini, l’anarchico accusato di aver reagito ad un’aggressione fascista, disarmando il missino Carlo Falvella ed uccidendolo con il suo stesso coltello.
In solidarietà a Marini, Mario si trovava lì quel giorno insieme a migliaia di altri manifestanti. Le dinamiche di quei momenti vogliono che il colpo mortale alla nuca raggiungesse Mario Salvi quando si trovava di spalle. In seguito al lancio di alcune molotov contro il “Palazzaccio” da parte di alcuni ragazzi della sinistra extraparlamentare dell’Atuonomia operaia, tra cui Salvi, l’agente di custodia in borghese Velluto incominciava ad inseguirli. Sembrerebbe, però, che il colpo mortale abbia raggiunto Mario Salvi una volta terminata la fuga, vale a dire mentre stava camminando in via degli Specchi, ormai lontano dal luogo del lancio delle bottiglie.
Il 15 aprile, Velluto veniva arrestato per omicidio preterintenzionale, reato per il quale è prevista una pena che va di 10 ai 18 anni di reclusione. A fare scattare l’arresto è il sostituto procuratore Gianfranco Viglietta, che conduceva le indagini. La decisione stupisce perché mai era capitato che un agente venisse arrestato per aver sparato a morte nel corso di una manifestazione, evento non raro in quegli annni. Ed infatti, ad agosto, l’agente veniva scarcerato per motivi di salute e per aver manifestato “sincero pentimento”. Nel luglio del ‘77, la Corte d’Assise lo assolveva definitivamente “per aver fatto uso legittimo delle armi”. Giovanni Marini, invece, è rimasto in carcere per tutti i 9 anni ed è morto per infarto nel dicembre del 2001, all’età di 59 anni.
7 aprile 2008
Oggi pomeriggio, alle ore 17, in piazza Mario Salvi, proprio a Primavalle, si terrà una commemorazione per ricordare quella vicenda. L’obiettivo è quello di non dimenticare ieri per creare una società migliore oggi. Una riflessione necessaria alla luce delle tendenze di questi ultimi anni in cui si sta pericolosamente assistendo alla progressiva legittimazione di movimenti di estrema destra, antidemocratici e razzisti, come Forza Nuova e la Destra di Storace che, anche grazie alla tanto decantata logica dell’equidistanza, adesso si trovano a poter condurre una campagna elettrole alla luce del sole e senza che alcuno più si scandalizzi.
amisnet
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Sessantesimo anniversario della uccisione di Eugenio Curiel ·
Eugenio Curiel
nasce a Trieste nel 1912 da una famiglia di religione ebraica.
Intraprende studi scientifici che lo portano a conseguire, nel 1933, la laurea in fisica a pieni voti a Padova. Fu in questi anni che maturò il proprio orientamento antifascista e, avvicinatosi al marxismo, si iscrisse al Partito Comunista.
Agì all’interno dei Guf (gruppi Universitari fascisti) per cercare di trasmettere una visione ostile al regime. Dopo l’emanazione delle leggi razziali del 1938, venne emarginato e discriminato. Passò allora all’attività clandestina viaggiando molto anche all’estero (soprattutto in Francia) venendo arrestato molte volte dalla polizia svizzera per la sua attività antifascista e comunista che lo portò a collaborare con socialisti e azionisti nella lotta al regime di Mussolini.
Dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943 venne definitivamente liberato dal governo Badoglio e iniziò una nuova fase della sua vita di comunista e di antifascista: entra a far parte della Resistenza, dirigente di primo piano del Pci, redattore de “l’Unità” clandestina e del periodico “La nostra lotta”.
Costituì il “Fronte della gioventù”, uno strumento unitario di tutti i giovani antifascisti per una formazione morale e culturale democratica contro l’oppressione nazifascista.
Curiel pose la propria dirittura morale e la propria professionalità di docente (fino alla sospensione nel 1938 a seguito delle leggi razziali, essendo ebreo) a disposizione della lotta per la democrazia e la libertà: un chiaro esempio di unione tra cultura e morale messe a servizio dell’azione e della democrazia.
Due mesi prima della liberazione venne ucciso dai fascisti a Milano, a seguito della denuncia di un delatore che lo aveva sorpreso nel capoluogo lombardo.
di Luca Molinari
Eugenio Curiel e il Fronte della Gioventù
Nel sessantesimo anniversario della uccisione di Eugenio Curiel Convegno domenica 6 marzo 2005 – ore 14,30 Presso la Sala Congressi della Provincia di Milano – Via Corridoni, 16.
Eugenio Curiel e il Fronte della Gioventù
A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Milano
Provincia di Milano
Eugenio Curiel
e il Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale e la libertà
Nel sessantesimo anniversario della uccisione di Eugenio Curiel
Convegno domenica 6 marzo 2005 – ore 14,30
Presso la Sala Congressi della Provincia di Milano – Via Corridoni, 16.
Relazioni di:
Tino Casali
Rappresentanti Università e Comune Di Padova
Quinto Bonazzola
Primo De Lazzari
Gillo Pontecorvo
Aldo Tortorella
Il programma prevede inoltre:
“Memoria per il Futuro”, concerto diretto dal Maestro Giorgio Ubaldi, dedicato alla figura e all’opera di Eugenio Curiel.
Esecuzione di canti partigiani a cura di Simonetta Interlandi, accompagnata alla fisarmonica da Giuseppe De Masi.
ANPI Porta Magenta Sezione E. Curiel
Comitato Permanente Antifascista Contro il Terrorismo Per la Difesa dell’Ordine Repubblicano
ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA- ANED – ANEI
DS-la Margherita-PRC-PRI-SDI-PdCI
CGIL-CISL-UIL-ACLI
Centro Puecher – Familiari Vittime Piazza Fontana
Coordinamento sezioni ANPI Milano Sud e provincia
www.anpi.it/milano/curiel_060305.htm
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Trent'anni fa il giudice Vittorio Occorsio veniva ucciso dal neofascista Pierluigi Concutelli. ·
Una via per il giudice Occorsio, vittima del terrorismo
Trent’anni fa, il 10 luglio 1976, il giudice Vittorio Occorsio veniva ucciso dal neofascista Pierluigi Concutelli. La decisione della Commissione Cultura del Comune di dedicargli una via
Roma, 20 febbraio 2007 – Trent’anni fa, il 10 luglio 1976, il giudice Vittorio Occorsio veniva ucciso dal neofascista Pierluigi Concutelli. Il primo magistrato a cadere sotto il fuoco terroristico.
“Per non dimenticare”, la Commissione Cultura del Comune di Roma ha trasmesso alla Commissione Toponomastica la decisione di intitolare una via della città alla sua memoria, accogliendo la richiesta del presidente della Corte Suprema di Cassazione, Michele Lugaro.
La zona potrebbe essere proprio lo slargo antistante il Palazzo di Giustizia, attualmente denominato “Piazza dei Tribunali”.Quel tribunale dove il sostituto procuratore Vittorio Occorsio si recava abitualmente per esercitare la sua professione. E dove trovò la morte il 10 luglio 1976.
Il magistrato, in quegli anni si occupava di processi legati al fenomeno del terrorismo, che proprio allora cominciava a dare i primi preoccupanti segni.
Nato a Roma il 9 aprile 1929, Vittorio Occorsio, già pretore di Terni, nel 1964 viene trasferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, dove rimarrà fino alla prematura fine della sua vita e della sua carriera.
“Vogliamo dedicare una via per non dimenticare Vittorio Occorsio, un uomo importante per la storia d’Italia e della magistratura” – spiega l’on. Pino Galeota, presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma – che come giudice e cittadino ha contributo con indiscutibile impegno civile alla lotta al terrorismo. Un uomo stroncato a soli 47 anni. Un magistrato di grande valore che si è occupato di ‘piazza Fontana’, del ‘piano Solo’, della ’ P2’ , finito nel mirino del terrorismo nero, vittima di un efferato crimine. Impegnato a combattere la violenza, l’odio e i crimini degli ‘anni di piombo’. I giovani non devono dimenticare un uomo che si è impegnato per la democrazia civile e la difesa dello Stato, già insignito di Medaglia d’oro alla memoria. Per questo, oggi, vogliamo dedicare a Vittorio Occorsio una via: per non dimenticare”.
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Alceste Campanile 32 anni dopo: c'è l'assassino ma la giustizia è assente ·
Alceste Campanile 32 anni dopo:
c’è l’assassino ma la giustizia è assente
Paolo Bellini, pentito, è credibile e quindi è l’assassino di Campanile. Ma le attenuanti “prevalgono” sulle aggravanti e il reato è prescritto. Gli anni Settanta ancora incombono sulla storia del nostro Paese
REGGIO EMILIA (30 OTT. 2007) – Si è concluso oggi pomeriggio intorno alle 18 il processo a carico del pentito Paolo Bellini che si è autoaccusato dell’omicidio di Alceste Campanile, avvenuto il 12 giugno 1975 a Montecchio.
Il tribunale ha ritenuto le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e pur riconoscendo che il pentito è “attendibile” e quindi colpevole dell’assassinio di cui si accusa, il reato è però prescritto.
I familiari di Alceste Campanile hanno lasciato il tribunale senza rilasciare dichiarazioni. Il procuratore capo Materia ha invece annunciato che ricorrerà in appello, anche se per capire i contorni della sentenza sarà necessario attenderne le motivazioni. Paolo Bellini è già stato condannato per altri omicidi e per l’attentato al bar Pendolino.
Bellini, che aveva chiesto il rito abbreviato, era comparso verso le 11.30 davanti al giudice Riccardo Neruzzi. Il processo si è svolto rigorosamente a porte chiuse. L’ex primula nera ha confessato ben 11 omicidi. A Brescia però è stato prosciolto per l’uccisione di due muratori cutresi perché i giudici non lo hanno ritenuto attendibile. Il procuratore reggiano Italo Materia pensa invece che sia attendibile nel momento in cui racconta di aver assassinato Alceste Campanile. E’ stata chiesta l’archiviazione per le quattro persone, fra cui un reggiano, che Bellini ha tirato in ballo come corresponsabili del delitto.
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Il fratello di Alceste: “Resta solo amarezza”
Domenico Campanile: “Ci aspettavamo una condanna a 30 anni, però dopo 32 anni l’assassino di Alceste ha un nome”
REGGIO EMILIA (31 OTT. 2007) – Delitto Campanile: il giorno dopo il proscioglimento di Paolo Bellini, parla il fratello di Alceste, Domenico. ‘Ci aspettavamo una condanna severa – dice – ma la cosa più importante è che finalmente c’è un colpevole’.
‘Dopo 32 anni l’omicidio di mio fratello Alceste ha un colpevole riconosciuto da una sentenza del Tribunale di Reggio Emilia. È questo il fatto più importante’. Sono le prime parole di una sobria lettera che il professor Domenico Campanile ha scritto e diffuso nella serata di oggi, ventiquattr’ore dopo la sentenza emessa nel processo per l’assassinio del fratello Alceste, 22enne militante di Lotta Continua ucciso con due colpi di pistola il 12 giugno del 1975 nelle campagne di Montecchio. ‘Durante l’udienza di ieri – scrive il prof. Campanile – nessuno ha posto in dubbio la colpevolezza di Paolo Bellini, né che si sia trattato di un omicidio organizzato e preparato con cura. Dopo 32 anni difficili e dolorosi è stata accertata una matrice precisa e definitiva: l’omicidio è maturato negli ambienti dell’estrema destra’.
Nel ricostruire i passaggi della sentenza, Domenico Campanile non nasconde tra le righe la delusione: ‘Certo ci si aspettava un condanna severa – 30 anni, così come richiesto dal procuratore Materia – ma al pluriomicida Bellini sono state riconosciute le attenuanti generiche e solo la lettura delle motivazioni potrà spiegare perché. A quel punto l’effetto giuridico non consentiva soluzioni intermedie: le attenuanti, visti gli anni trascorsi, hanno fatto scattare la prescrizione. Per Bellini non si può procedere: è colpevole, ma non dovrà scontare alcuna condanna per l’omicidio commesso’.
La lettera dell’unico fratello di Alceste, che crediamo interpreti anche il pensiero della mamma, la signora Lucrezia, si conclude lasciando timidamente spazio ad un sentimento personale: ‘Tutto questo lascia una profonda amarezza, ma non cambia molto nella sostanza; Bellini rimarrà comunque in carcere per le condanne già ricevute. Resta che un punto importante sia stato segnato, un punto che ricostruisce una verità fondamentale sui responsabili di questa vicenda così lunga e tormentata’.
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CHI ERA ALCESTE CAMPANILE?
Ripubblichiamo uno stralcio del quotidiano Lotta Continua del 14 giugno 1975, in cui si dà la notizia della morte di Alceste. In queste settimane (a partire dalla Triennale di Milano) si ricordano gli Anni Settanta. E’ un modo questo per rivivere il clima di quei giorni.
(altri materiali si possono leggere sul sito dedicato ad Alceste Campanile)
Da Lotta Continua del 14/06/1975
REGGIO EMILIA, 13 – Alceste Campanile, un compagno di Lotta Continua di 22 anni, notissimo in tutta Reggio per la sua militanza nel Movimento degli studenti e nelle Mobilitazioni antifasciste, è stato assassinato questa notte con due colpi di pistola sparati a bruciapelo alla nuca e al cuore. Il suo corpo con un braccio ritorto sulla schiena è stato rinvenuto questa notte, all’1,30, in una pozza di sangue, sul ciglio della strada provinciale tra Montecchio e Sant’llario. Si tratta con tutta evidenza di una esecuzione sommaria ad opera dei fascisti. Alceste era da tempo oggetto di minacce da parte dei fascisti. Aveva già subito due aggressioni – con relativa denuncia per « rissa » ad opera della questura; in una, nei giorni successivi alla strage di Brescia, mentre allontanava alcuni squadristi dal comizio antifascista, aveva riportato numerose ferite al viso. Aveva subito altre denunce per occupazioni di scuole.
Alceste era stato una avanguardia conosciuta del liceo scientifico ‘Spallanzani’, e per iniziative di antifascismo militante. L’ultima in ordine di tempo, quando all’Iti il segretario del Fronte della Gioventù era stato cacciato dalla scuola e l’assemblea ne aveva decretato l’espulsione, ratificata poi dal preside. Numerosi altri indizi, d’altronde, riportano ai fascisti. A Reggio Emilia l’organizzazione del MSI non è particolarmente forte, tanto è vero che, grazie alla ferma mobilitazione popolare, non è stato tenuto alcun comizio fascista durante la campagna elettorale. Ma ha solide basi, invece, una organizzazione fascista clandestina, denominata XV Legione Europa, che fa capo al missino Roberto Leoni, già responsabile del Fronte della Gioventù. Questa organizzazione è in contatto diretto con una analoga organizzazione di Parma, la XIV Legione Europa, tra i cui organizzatori troviamo altri noti fascisti, tra cui Mazzitelli, Parisetto e Ballabeni, l’ultimo dei quali è testimone a discarico nel processo contro gli assassini di Mario Lupo. Entrambe queste organizzazioni hanno partecipato, nei giorni 22 e 23 dicembre del ‘74, ad una riunione nel ristorante II Cunettone, sulle rive del lago di Garda, promossa dall’analoga organizzazione Legione Europa che opera a Milano e che è capeggiata dai noti fascisti Radice e Caggiano.
In una corrispondenza tra il gruppo milanese ed i gruppi di Parma e Reggio, pubblicata da un settimanale democratico di Parma, si parla di azioni clamorose da tenere, in concomitanza con la fine del processo Lupo ed alla vigilia delle elezioni. Nella stessa corrispondenza si fa riferimento all’invio di armi da Parma a Milano e all’invio di « elementi addestrati » da Milano e Parma. Ora negli ultimi tempi, in compagnia dei fascisti locali, sono stati visti a Reggio Emilia alcuni elementi sicuramente provenienti da altre città. L’assassinio di Alceste Campanile è sicuramente opera di elementi addestrati e ben organizzati, che hanno agito con fredda predeterminazione: basta pensare che il secondo colpo, quello al cuore, è stato sparato quando Alceste era già caduto a terra, e, secondo il medico, era già sicuramente morto, come « colpo di grazia ».
L’ultima giornata della sua vita Alceste l’aveva passate a Bologna per dare un esame all’università (Discipline Arte, Musica e Spettacolo) – dove era iscritto. Era tornato poi a Reggio, aveva cenato in famiglia, ed era uscito di casa verso le 10 per andare a ballare a Montecchio, in un locale dove era conosciuto. Aveva chiesto un passaggio al fratello, ma non avendolo ottenuto, si era probabilmente deciso ad andare in autostop.
Qui ha trovato i suoi assissini ad aspettarlo; forse ha ottenuto da loro un passaggio, forse è stato sequestrato con le armi, o forse ha trovato, tra i suoi assassini, qualcuno di cui si è fidato che Io ha invitato a salire in macchina. Secondo una versione che deve ancora trovare conferma, Alceste sarebbe stato visto cenare in un ristorante sopra Montecchio in compagnia di un’altra persona. Un cameriere, a cui è stato mostrato il cadavere di Alceste, lo avrebbe riconosciuto. Una cameriera, legata al padrone del locale, notoriamente fascista, non lo avrebbe invece riconosciuto; ma le è stata mostrata una foto di Alceste di 5 anni fa. Dal ristorante Alceste e il suo accompagnatore sarebbero usciti verso mezzanotte. Al dancing invece non è stato visto.
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2005/12/15 Milano: da Piazza Fontana all'assassinio di Pinelli ·
DALLA BOMBA ALLA BANCA NAZIONALE DELL’AGRICOLTURA ALL’ASSASSINIO DI PINELLI
12/15 DICEMBRE 1969 DALLA BOMBA ALLA BANCA NAZIONALE DELL’AGRICOLTURA ALL’ASSASSINIO DI PINELLI
LA DICIOTTESIMA VITTIMA DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA – STORIA DI UN’INFAMIA
CARLO LUCARELLI RACCONTA I GIORNI DELLE BOMBE FASCISTE E DELLA CACCIA ALL’ANARCHICO SCANDITI DALLE IMMAGINI DEL FILM DI CORRADO STAJANO “LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA”.
INTERVENTI DI MAURO DECORTES, SAVERIO FERRARI, PIERO SCARAMUCCI
ORGANIZZANO:
CIRCOLO ANARCHICO PONTE DELLA GHISOLFA
OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE
GIOVEDÌ 15 DICEMBRE ORE 21 AL LEONCAVALLO VIA WATTEAU 7 MILANO
Sul sito del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa potrete scaricare il flyer e il dossier ( in formato pdf ) su Piazza Fontana.
Circolo Ghisolfa
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2006/02/22 Roma: anniversario assassinio di Valerio Verbano ·
dalle ore 10 via Monte Bianco >>> MOBILITAZIONE SOTTO LA LAPIDE
dalle ore 10,30 Piazza Capri >>> MURALES PER VALERIO
dalle ore 11 >>> INTERVENTI NELLE SCUOLE E NELLE PIAZZE
dalle ore 17 Via Monte Bianco >>> MANIFESTAZIONE NEL QUARTIERE
dalle ore 21 CSA La Torre >>> CENA SOCIALE E VIDEO PROIEZIONI
I compagni e le compagne di Valerio
Fonte: CSOA La Torre
APPROFONDIMENTI:
L’omicidio di Valerio Verbano
Intervista alla Madre
Un ricordo su Valerio
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Assassinato un ragazzo, un compagno, a Focene-Ostia ·
Raccolta info/comunicati da Indymedia
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Da Indymedia
Comunicato di acrobax sui fatti di focene
by gli amici e le amiche di acrobax Monday, Aug. 28, 2006 at 8:24 PM
Per ora questo è solamente il comunicato che abbiamo inviato alla stampa relativo ai fatti. A breve usciranno altri comunicati con le nostre valutazioni e info sugli appuntamenti
Comunicato stampa
Alle cinque di mattina del 27 agosto scorso, all’uscita di una iniziativa raggae sulla spiaggia di Focene, una ragazza e due ragazzi sono stati aggrediti a freddo da due individui.
Chi ha ucciso Renato è sceso dalla macchina con il coltello in mano ed ha mirato direttamente al petto, ferendo anche le altre due persone.
Renato, a seguito delle ferite riportate, viene portato cosciente all’ospedale Grassi di Ostia; dopo un’attesa inspiegabile e inaccettabile di circa due ore viene operato e muore alle 12.00.
Non si è trattato di una rissa tra balordi all’uscita di una delle discoteche del litorale romano, ma di uno dei tanti episodi che si iscrive dentro un clima sociale, politico e culturale di intolleranza determinato dalle destre in Italia. Infatti, la serata di Sabato era organizzata da un’associazione di compagni legata a Rifondazione
Comunista che gestisce il chiosco Buena Onda, dove si concludeva una rassegna di musica reggae. Nel laboratorio della destra radicale romana, dove da tempo confluiscono diverse
anime della destra fascista estrema e istituzionale, queste pratiche vengono legittimate, protette e alimentate.
Non sappiamo ancora se questi delinquenti abbiano legami organici con questa destra radicale, ma sicuramente queste pratiche ci ricordano da vicino le tante aggressioni a spazi sociali e alle persone che li attraversano che si sono ripetute nella città di Roma come in molte altre città d’Italia negli ultimi mesi.
Gli amici e le amiche di Acrobax
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Da Indymedia
Sull’assassinio di Renato (testo + intervista audio)
by Agenzia di Radio Onda d’Urto Monday, Aug. 28, 2006 at 7:49 PM
ROMA 17.24 – 28 Agosto
E’ stato assassinato nella notte tra sabato e domenica Renato Biagetti compagno romano frequentatore del centro sociale Acrobax di Roma mentre era con altri amici su uno dei litorali in provincia di Ostia. Renato è stato ucciso da due giovani che, a bordo di un’auto si sono avvicinati al gruppetto di Renato, composto da due ragazzi e una ragazza che chiacchieravano sulla spiaggia, dopo essere usciti da una discoteca. I due aggressori sono scesi dall’auto insultando e urlando: ‘’E’ finita la festa!, allora andate via, non siete di qui e non dovete restare’’. Uno dei due è sceso con un coltello ed ha raggiunto tre volte Renato, una al cuore e le altre al polmone, mentre il secondo ragazzo e’ stato lievemente ferito. Renato e’ stato trasportato d’urgenza all’ospedale del litorale romano ed e’ deceduto un’ora dopo un intervento delicatissimo. I compagni di Roma pur escludendo un’azione fascista premeditata, parlano di aggressione maturata in ambienti della destra razzista. Sentiamo danilo del centro sociale Acrobax
Intervista a Danilo dell’Acrobax
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di seguito, in attesa di maggiori notizie, la notizia e i commenti da indymedia e un articolo dal Giornale
Su questo una considerazione:
il termine “zecche” e’ uno di quelli usato dai fascisti per definire i compagni
ucciso dopo festa reggae un romano ventiseienne
by da repubblica Monday, Aug. 28, 2006 at 7:41 AM
articolo
Accoltellato a morte a Focene, sul litorale
Ricercati due ragazzi italiani fuggiti in auto
Ucciso dopo festa reggae
un romano ventiseienne
“E’ tardi, andatevene a casa”. Poi la rissa e i colpi mortali
ROMA – Una rissa alle cinque del mattino, fuori dalla discoteca. Spunta un coltello, un ragazzo prende tre colpi all’impazzata, al cuore, ai polmoni. La disperata corsa all’ospedale non serve. E così un ventiseienne romano è morto dopo alcune ore di agonia. Si chiamava Renato Biagetti, era laureato in ingegneria e lavorava nel mondo dello spettacolo come tecnico del suono.
Incomprensibili i motivi della lite, scoppiata fuori da un locale a Focene, sul litorale romano, dopo una festa di musica reggae. Nella rissa sono rimasti feriti due amici della vittima, un ragazzo e una ragazza.
I tre, incensurati e di Roma, sarebbero stati avvicinati da un’auto con a bordo due ragazzi che non avevano partecipato alla festa. E’ nato un diverbio. “E’ tardi, tornatevene a casa”. Poi i due hanno tirato fuori i coltelli con i quali hanno colpito a morte il ventiseienne, di striscio l’amico: un pugno anche alla ragazza che stava cercando di calmare gli animi. Subito dopo la macchina, con a bordo i due, si è allontanata.
Le indagini sono coordinate dai carabinieri, che stanno preparando un identikit. Sono romani, entrambi più alti della media.
(27 agosto 2006)
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Da Il Giornale
Rissa dopo la festa in spiaggia: un morto – di Alessia Marani –
Il fattaccio all’alba di ieri, dopo una nottata di musica rasta. I testimoni: «Volevano che ce ne andassimo». Caccia agli assassini
Alessia Marani
«Voi da qui ve ne dovete andare, fuori da Focene». Un raid punitivo, un’incursione dimostrativa: due minuti di pura follia dopo una nottata di festa reggae e «alternativa» sulla spiaggia. Un giovane studente di Ingegneria, Renato Biagetti, 26 anni, di Roma, accoltellato al cuore e morto a mezzogiorno di ieri sotto i ferri, dopo un disperato intervento all’ospedale di Ostia. I suoi amici, Paolo e Laura, feriti, se la sono cavata, ma sono sotto shock. Come scioccata si è risvegliata ieri mattina la piccola località balneare da una manciata d’anni recuperata all’abusivismo sul litorale nord di Fiumicino, d’inverno una sorta d’enclave per extracomunitari e indiani Sikh.
Renato e gli altri sono stati aggrediti da una coppia di balordi scesa armata di coltelli da un’auto in corsa sul viale di Focene, la strada principale parallela al mare. Mancano pochi minuti alle cinque. Renato, Paolo e Laura lasciano la spiaggia del «Buena Onda», locale frequentato soprattutto da rasta e surfisti. Sabato era in programma l’ultima serata di musica e cocktail della stagione. Si incamminano verso la strada. La ragazza allunga il passo per raggiungere la macchina, gli altri due sono vicino al muretto che costeggia la via. C’è poca luce, l’illuminazione in quel punto, all’altezza di via del Consorzio Focense, è scarsa. Ci sono due testimoni, altri ragazzi che erano al Buena Onda e che si accorgono di quei due che urlano come ossessi dai finestrini: «Via da Focene. Ancora non l’avete capito che ve ne dovete andare. State ancora qua? Fuori le zecche». E che come furie, estraggono le lame, larghe circa 4 centimetri. Uno dei giovani prova a intervenire. Tenta di bloccare la portiera del guidatore, ma l’altro scende. I due con tutta probabilità, sono sotto l’effetto dell’alcol e della droga. Irrefrenabili.
Renato scappa ma viene raggiunto e colpito con tre fendenti, uno, quello mortale, gli squarcia il petto, gli altri i polmoni. Paolo viene inseguito nel vialetto che porta al mare, anche Laura è ferita lievemente. Gli aggressori si dileguano. A terra restano i ragazzi, sangue tutt’intorno. Accorre l’ambulanza, arrivano i carabinieri. Renato appare subito grave ma è cosciente. In ospedale, prima di essere operato, riuscirà pure a parlare qualche minuto con gli inquirenti. A Paolo i medici gli cuciono quattro punti di sutura sulla schiena. L’omicida e il suo compare avrebbero le ore contate. I carabinieri della compagnia di Ostia stanno anche preparando un identikit dei due raccogliendo le diverse testimonianze. Si cercano due sui venti, venticinque anni, abbastanza alti, fuggiti su un’auto grigia, magari collegati al mondo della politica e con precedenti per rissa e violenze.
Renato, un ragazzotto robusto ma mansueto, da tutti descritto come un giovane «tranquillo» e «senza grilli per la testa», aveva la passione per piatti e mixer. Era un tecnico del suono e frequentava l’Università di San Paolo, Roma 3. Viveva a Grotta Perfetta con la famiglia, nessun guaio con la legge in precedenza. Come Paolo e Laura, del resto. «Qui a Focene – raccontano sul posto – cose del genere non erano mai successe prima. Intolleranza? Semplici assassini».
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dal tg3 regionale
by x Monday, Aug. 28, 2006 at 9:54 AM mail:
Il televideo dava la notizia dell’accoltellato senza alcun indizio, a parte un “diverbio”.
Il TG3 nazionale delle 19 di domenica, idem.
Il TG3 regionale del Lazio, che inizia 5 minuti dopo la fine di quello nazionale, aveva già pronto il servizio realizzato nella zona dove il ragazzo è stato ucciso e la giornalista lanciava in ultimo alcune indiscrezioni secondo cui “forse gli hanno detto di tornarsene a casa perchè a loro quella musica (la reggae) non andava proprio a genio e forse la discussione è degenerata perchè di idee politiche diverse”. Perchè questa differenza sostanziale nel dare informazioni?
Hanno picchiato un ragazzo e una ragazza, hanno ucciso un terzo ragazzo a coltellate dopo che gli avevano detto di tornarsene a casa alla fine di una festa reggae.I due assassini sono di Roma, stando all’accento.
Non so se il ragazzo fosse o meno un compagno, ma non mi interessa. Se tutto ciò sarà confermato, la matrice è chiaramente fascistoide.
Speriamo che il ragazzo e la ragazza finiti in ospedale si riprendano presto e che possano chiarire quanto accaduto.
Da parte mia, esprimo cordoglio e solidarietà alla famiglia e agli amici del ragazzo.
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rabbia
by compagno romano Monday, Aug. 28, 2006 at 10:04 AM mail:
il ragazzo ucciso era un compagno
come d’altronde l’altro aggredito e la ragazza…
non si sa ancora bene se erano coatti della zona “focene”
strafatti di cocaina che volevano ammazzare qualcuno,
oppure se è stato un agguato organizzato..
Tutto si è svolto in un vicolo isolato dove cèra solo il locale quindi quella macchina stava li proprio per ammazare qualcuno…
bisognerà solo capire se è stata una bravata di due coatti o no…
fatto sta che rimane un compagno ucciso e tanta rabbia.
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secondo me
by libero pensatore Monday, Aug. 28, 2006 at 10:28 AM mail:
Secondo me si tratta di un evidentissimo agguato fascista.
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sicuramente fascistoide
by fedor Monday, Aug. 28, 2006 at 10:32 AM mail:
la sopraffazione,la violenza su chi ritenuto piu’debole fisicamente,e sicuramente figlia della cultura fascista,da abitante della periferi estrema,ci aggiungo anche l’uso della cocaina che qua sul litorale è molto diffuso.e gli effetti sul comportamento sono devastanti.
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Tanta rabbia e tristezza
by Nina Monday, Aug. 28, 2006 at 10:45 AM mail:
Tanta, troppa tristezza e poi immensa rabbia per quello che è successo a Renato.
Si può andare via così?
Vili, vigliacchi, schifosi!!! PAGHERETE…
E’ difficile rassegnarsi di fronte a questi fatti.
Tutte le parole potrebbero essere banali, ma esprimo veramente tanta solidarietà per la sofferenza di parenti, amici e acrobati/e che dopo pochi mesi sono di nuovo immersi nel dolore, ancora una volta improvvisamente e ingiustamente!
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D’accordo con libero pensatore!
by 1 Monday, Aug. 28, 2006 at 11:13 AM mail:
Chiaro lo stampo fascista dell’accaduto,tra l’altro i due non erano stati neanche alla festa e non risulta che ci siano stati diverbi in precedenza quelli erano li per piantar grane e sapevano che ad una festa reggae non potevano esserci altro che compagni!
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Senza Parole
by Casuals* Monday, Aug. 28, 2006 at 11:24 AM mail:
ho terminato ieri la lettura del libro cuori neri di Luca Telese…..penso che molti lo conoscono.
Apprendo oggi la notizia della morte del compagno di acrobax che forse di vista conosco anche.
piena solidarietà ai compagni acrobati.
E’ troppo facile appioppare una matrice fascista all’omicidio, ma è fin troppo difficile pensare ad altro, la stampa probabilmente non ce la racconterà mai giusta ma il problema è di altra natura…..
“questi” ovvero i fascisti i coatti fascisteggianti (quindi non tutti) “casualmente” ronzano sempre intorno ai concerti
alle nostre iniziative e sempre armati di lama….è normale che il morto prima o poi ci scappa.
SONO FINITI GLI ANNI DI PIOMBO MA SIAMO NEL MEZZO DEGLI ANNI DI MERDA!
CRESCE LA RABBIA…....CRESCE E NON DA PACE.
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chiarezza
by chiarezza Monday, Aug. 28, 2006 at 12:02 PM mail:
ma si hanno notizie più dettagliate??anche secondo me l’omicido con molta probabilità è fascista,soprattutto dopo le ipotesi del tg3 di stamattina.
è da gennaio che cercano il morto,dopo mille agguati(senza rielencarli),e adesso ce l’hanno.
adesso però sono cazzi loro.
i bimbi 18enni che tanto si divertono a fare i fascisti seguaci chi degli ultras chi di casa pound,la sera restino a casa che è meglio
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solidarietà e tristezza
by chicco77 Monday, Aug. 28, 2006 at 12:14 PM mail:
oltre ad esprimere tutta la mia solidarietà alla famiglia e a chi lo conosceva, non posso non esprimere tutta la tristezza e la rabbia per quello che per certi versi sembra un evento preannunciato. per chi si muove da roma per andare a fare quattro salti sul mare erano evidenti sin dall’inizio della stagione scritte sui muri di chiaro stampo fascista che invitavano ad andare via dalla loro zona, a non rompere i coglioni e bla bla bla con tutte le loro cazzate…
spero che si conoscano al più presto i nomi di questi due infami…
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Roma - sono fascisti gli assassini di stanotte alla magliana ·
piu’ che la cosa in se’ sono interessanti alcune considerazioni dal newswire di indymedia
http://italy.indymedia.org/news/2005/11/915755_comment.php#917669
No, non sono extracomunitari come qualche fogliaccio di destra aveva cercato di accreditare, sono due pezzi di merda nazisti della cosiddetta “Legio Aurelia” che solo due sabati fa erano in testa a un corteuccio di merda contro gli extracomunitari del Bravetta Residence !
E senza dubbio allo stesso giro appartengono gli altri tre che erano con loro.
Roma, 17:32
UOMO UCCISO A ROMA: ARRESTATI 2 FRATELLI
Sono a Regina Coeli con l’accusa di concorso in omicidio volontario 2 fratelli ritenuti responsabili dell’omicidio di Giuseppe Silvestri, il 42enne romano assassinato la scorsa notte alla Magliana probabilmente per ragioni di parcheggio. I due fretalli si chiamano Andrea e Luciano Calisti, rispettivamente di 26 e 33 anni. Un terzo componente del gruppo che ha aggredito Silvestri e’ stato gia’ identificato e la sua cattura sembra essere questione di ore. La squadra mobile romana sta cercando di individuare anche altri 2 giovani che pero’ avrebbero giocato un ruolo marginale nella vicenda.La ricostruzione di quanto accaduto ieri notte alla Magliana sembra per grandi linee confermata. Giuseppe Silvestri, 42 anni, si era recato intorno alle 22 al ristorante “Re per una notte” assieme alla moglie (40 anni), ai due figli (8 e 11 anni) e ad alcuni parenti. Probabilmente per un parcheggio contestato, l’uomo ha avuto con un ragazzo una lite che sembrava essersi conclusa. Invece, dopo un paio d’ore, il giovane e’ tornato con un gruppo di amici che avrebbero scatenato una rissa con i parenti di Silvestri. Nel corso della furibonda lite, il 42enne e’ stato investito in retromarcia da una macchina guidata da un componente del gruppo avversario. Poi qualcuno ha impugnato una pistola e gli ha sparato 3 colpi alle spalle. Silvestri sarebbe morto subito dopo. A questo punto gli aggressori si sono dati alla fuga con le loro auto, due Golf, i cui numeri di targa sono stati pero’ annotati da alcuni testimoni che hanno informato la polizia. Le vetture sono state ritrovate poco distante con i vetri rotti: su una sono state anche rinvenute macchie di sangue. Per la polizia, risalire dalla targhe ai proprietari delle Golf e’ stato un gioco da ragazzi.
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Mosca: nazi assassinano 16enne ·
Ieri (marzo 16) intorno alle 6.40 pm cdella stazione di Kitai-Gorod un gruppo di approssimativamente 15 neonazisti armato con coltelli ha attaccato 7 persone che stavano andando ad un concerto hardcore / punk della oi band NICHEGO KHOROSHEGO al Art Garbage club. Come risultato dell’attacco un ragazzo di soli 16 anni della regione di Mosca città di Noginsk è morto a causa delle ferite subite dovute a pugnalate multiple. C’era molto nazi che han preso parte all’assalto, circa 10-15 persone che attaccarono gli antifascisti. Sembra che l’attacco sia stato progettato in anticipo con coinvolgimento di alcuni hooligans dello FC Spartak.
Quasi due anni fa a Mosca un ragazzo di 19 anni, Alexander Ruykhin, è stato assassinato da una banda di nazi nello stesso modo.
Solidarietà coi compagni antifascisti russi
Da Indy lombardia
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Finalmente spariscono i comunisti da questo paese,
questo è il dato migliore di queste elezioni: fuori dal parlamento i comunisti, Mastella, Pecoraro e forse anche Casini, tutto in un solo colpo.
A parte l'umorismo, credo che sia un passo avanti per il nostro paese. Basti pensare che per ogni legge del cavolo che doveva essere votata dovevano parlare 50 rappresentanti di partito, adesso 3 al massimo 5. Inoltre gli italiani hanno dimostrato di essere intelligenti, serviva un voto chiaro, un governo stabile e duraturo e questo ci sarà. Credo che se ci sarebbe stato un altro pareggio la situazione (già drammatica) del nostro paese sarebbe peggiorata ancora. A me personalmente non interessava la vittoria di berlusconi ma speravo che uno schieramento di destra estrema prendesse campo (in questo caso la Lega, per la Destra sarà le prossime elezioni quando Berlusca lascerà il potere...), l'importante era che uno dei due vincesse e che sparissero questi partitini del cavolo che con due voti impediscono l'approvazione delle leggi e delle riforme (comunisti, Mastella e UDC). Effettivamente le cose sono andate così e sono felice. Speriamo che questo paese si riprenda economicamente perchè la situazione è grave, lasciata da anni di cattivi governi Comunisti e Democristiani.....
RISPONDO ALL'ULTIMA ZECCA COMUNISTA CHE RIMANE IMPERTERRITA AD INQUINARE IL BLOG DI GIOVANI.IT CON LE SUE INFORMAZIONI FALSE PRESE DAI SITI INDYMEDIA...
credere a siti faziosi come indymedia e come dire a berlusconi che non è mafioso.. per altro si può anche metter fuori legge questo branco di malati che inventano notizie puramente inventate...c'è un sito che raccoglie le firme per tutto questo...http://www.firmiamo.it/controindymedia
Indymedia infatti si basa nell'inventare fatti che gettano odio verso gli oppositori politici e cercano di fargli fuori creando una sorte di pensiero comune che opprime il nemico e lo porta alla distruzione....
Indymedia Italia è stato chiuso per fortuna...
Nel caso il lettore non conoscesse cosa è un sito Indymedia, risponderemo semplicemente:
Indymedia Italia era un sito - fortunatamente chiuso - che incitava alla perversione sessuale, alla blasfemia religiosa, all'antifascismo e al comunismo di massa, di quello che intende massificare le menti e instaurare un regime di conformismo asservito ai poteri forti rossi.
Ebbene questo sito è stato chiuso, è vero, ma sono proliferati vari Indymedia regionali, provinciali e cittadini che stanno tentando di riorganizzando a livello nazionale.
DUNQUE LA PROPOSTA E' CHIARA: METTERLI FUORILEGGE IN MODO CHE NON CREINO ULTERIORI DANNI AGLI INTERNAUTI.
Firma anche tu per evitare la massificazione mentale nazionale!
www.tpsitalia.blogspot.com
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ELEZIONI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE
Elezioni politiche
Il rivolgimento generale degli schieramenti causato dalla nascita di PD e PDL ha creato un fortissimo processo di inglobamento e ha alla scomparsa dal parlamento della sinistra radicale social-comunista e di altre formazioni. La Destra, che aveva usufruito di una copertura mediatica senza precedenti, esce anch’essa dal parlamento.
Forza Nuova, nonostante abbia riscontrato fortissime simpatie e numerosissime adesioni per la coerenza delle posizioni, si ferma allo 0,3% (corretto a 0,5% per la mancata presenza in un terzo dei collegi elettorali territoriali).
Forza Nuova sfiora l’1% in alcune province: Piacenza, Lodi, Ancona, Chieti e arriva allo 0,7% nella provincia di Roma. Il sud e le isole rimangono al palo.
Il risultato costituisce una base di partenza importante soprattutto se visto nella contingenza della fortissima caratterizzazione bipolare.
Elezioni amministrative
Nei contesti locali Forza Nuova ottiene risultati più importanti e convincenti.
In Lombardia, il vice segretario del Movimento, Gianmario Invernizzi, ottiene un consigliere ed il 20, 7% a Cavenago d’Adda (LO), a Seveso (MZ) lo 0,8%. a Bulgarograsso (CO) il 2, 5%. Buono il risultato su Brescia dove Forza Nuova ottiene lo 0,8%.
Ma forse più convincenti i risultati in Centro Italia.
IL coordinatore marchigiano, Marco Gladi, ottiene a Falconara quasi 900 voti, pari al 4, 8% mancando per un soffio il seggio.
Giuseppe Onorato ottiene 600 voti, 3,1% a Cerveteri (RM) ed in fase di ballottaggio probabilmente un seggio.
Alla provincia di Roma prosegue la tendenza positiva di FN nella capitale ed il candidato, Gianguido Saletnich, ottiene con 16 000 voti lo 0,7% raddoppiando il voto del 2003. Punte altissime ad Affile 14% e alte a Torre Angela 3%.
Nel sud alle provinciali di Benevento e Foggia i candidati Longo e Niglio raccolgono per FN rispettivamente lo 0,6% e 0,5% (Foggia città 1,1%).
Dove quindi gli italiani sono più liberi da paure e sofismi riguardanti il cosiddetto, voto utile Forza Nuova raddoppia i consensi.
Considerazioni politiche
Gli italiani hanno dato un mandato ampio a Berlusconi e alla Lega sulla base di valori e analisi che Forza Nuova ha prefigurato già nel 1997:
lotta all’ immigrazione, protezione dell’ economia nazionale e aiuti alle famiglie sono i pilastri della politica forzanovista.
Il ruolo di Forza Nuova sarà quello di sentinella del popolo in una fase gravissima della storia nazionale. Saremo il punto di riferimento agile e combattivo nella difesa degli italiani e, tra di loro, dei più deboli: bambini, anziani, poveri, famiglie numerose.
Il Movimento deve continuare ed accentuare il radicamento nel territorio e accorpare i migliori uomini e donne del popolo per spostare l’ asse politico verso una ulteriore e sano posizionamento: nazionale,tradizionalista e sociale.
> ELEZIONI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE
>
> Elezioni politiche
> Il rivolgimento generale degli schieramenti causato
> dalla nascita di PD e PDL ha creato un fortissimo
> processo di inglobamento e ha alla scomparsa dal
> parlamento della sinistra radicale social-comunista
> e di altre formazioni. La Destra, che aveva
> usufruito di una copertura mediatica senza
> precedenti, esce anch’essa dal parlamento.
> Forza Nuova, nonostante abbia riscontrato
> fortissime simpatie e numerosissime adesioni per la
> coerenza delle posizioni, si ferma allo 0,3%
> (corretto a 0,5% per la mancata presenza in un
> terzo dei collegi elettorali territoriali).
> Forza Nuova sfiora l’1% in alcune province:
> Piacenza, Lodi, Ancona, Chieti e arriva allo 0,7%
> nella provincia di Roma. Il sud e le isole
> rimangono al palo.
> Il risultato costituisce una base di partenza
> importante soprattutto se visto nella contingenza
> della fortissima caratterizzazione bipolare.
>
> Elezioni amministrative
> Nei contesti locali Forza Nuova ottiene risultati
> più importanti e convincenti.
> In Lombardia, il vice segretario del Movimento,
> Gianmario Invernizzi, ottiene un consigliere ed il
> 20, 7% a Cavenago d’Adda (LO), a Seveso (MZ) lo
> 0,8%. a Bulgarograsso (CO) il 2, 5%. Buono il
> risultato su Brescia dove Forza Nuova ottiene lo
> 0,8%.
> Ma forse più convincenti i risultati in Centro
> Italia.
> IL coordinatore marchigiano, Marco Gladi, ottiene a
> Falconara quasi 900 voti, pari al 4, 8% mancando
> per un soffio il seggio.
> Giuseppe Onorato ottiene 600 voti, 3,1% a Cerveteri
> (RM) ed in fase di ballottaggio probabilmente un
> seggio.
> Alla provincia di Roma prosegue la tendenza
> positiva di FN nella capitale ed il candidato,
> Gianguido Saletnich, ottiene con 16 000 voti lo
> 0,7% raddoppiando il voto del 2003. Punte altissime
> ad Affile 14% e alte a Torre Angela 3%.
> Nel sud alle provinciali di Benevento e Foggia i
> candidati Longo e Niglio raccolgono per FN
> rispettivamente lo 0,6% e 0,5% (Foggia città 1,1%).
> Dove quindi gli italiani sono più liberi da paure e
> sofismi riguardanti il cosiddetto, voto utile Forza
> Nuova raddoppia i consensi.
>
> Considerazioni politiche
> Gli italiani hanno dato un mandato ampio a
> Berlusconi e alla Lega sulla base di valori e
> analisi che Forza Nuova ha prefigurato già nel 1997:
> lotta all’ immigrazione, protezione dell’ economia
> nazionale e aiuti alle famiglie sono i pilastri
> della politica forzanovista.
> Il ruolo di Forza Nuova sarà quello di sentinella
> del popolo in una fase gravissima della storia
> nazionale. Saremo il punto di riferimento agile e
> combattivo nella difesa degli italiani e, tra di
> loro, dei più deboli: bambini, anziani, poveri,
> famiglie numerose.
> Il Movimento deve continuare ed accentuare il
> radicamento nel territorio e accorpare i migliori
> uomini e donne del popolo per spostare l’ asse
> politico verso una ulteriore e sano posizionamento:
> nazionale,tradizionalista e sociale.
>
FN fra lo 0,2% e lo 0,3% cioè dalle 11 alle 16 volte meno di SA
io ho votato per la minchia nel pugno XD
la politica è l'arte dell'impossibile
la verità è una sola: anche se fosse salito qualcun'altro al potere le cose sarebbero cambiate ben poco... ormai il paese è allo sctafascio e TUTTI I POLITICI NESSUNO ESCLUSO fanno i cazzi loro, lo dimostrano ogni volta che si alzano lo stipendio e non abrogano i loro privilegi. faccio solamente un piccolo esempio: un parlamentare prende la pensione dopo 2 anni e un giorno di legislatura... vostro padre e vostra madre quanto deve lavorare prima di prendere una pensione che sarà la metà di quella di un parlamentare??????? ecco questi sono gli sprechi dello stato non tutte quelle minchiate che raccontano da destra a sinistra.... la soluzione di questo quadro è grigia: o ci sarà un crak che porterà il paese in ginocchio o qualcuno si romperà e sfoceremo in una dittatura. credo che solo da un passaggio così drastico e duro riusciremo e ripartitre, è una prospettiva triste ma è così. non attacchiamoci solo al berlusca, questa è una realtà e una eredità di anni anni e anni di mal governo sia di destra che di sinistra. la politica e la giustizia sono malate, se non agonizzanti... grazie politici!!!!!
Comunisti a casa... siete falliti come ideale, siete falliti come nazione e ora siete falliti anche in parlamento perchè non avete neanche un seggio... Hasta la vostra muerte siempre!!!!!!!!!!
W LA LEGA NORD... CON BOSSI AL GOVERNO IL NORD RITORNA LIBERO DA ROMA LADRONA..
> Comunisti a casa... siete falliti come ideale,
> siete falliti come nazione e ora siete falliti
> anche in parlamento perchè non avete neanche un
> seggio... Hasta la vostra muerte siempre!!!!!!!!!!
>
> W LA LEGA NORD... CON BOSSI AL GOVERNO IL NORD
> RITORNA LIBERO DA ROMA LADRONA..
Certo come no!Tanto il federalismo nn lo vedrete mai!Ricordi il referendum?eheheheh
>> Comunisti a casa... siete falliti come ideale,
>> siete falliti come nazione e ora siete falliti
>> anche in parlamento perchè non avete neanche un
>> seggio... Hasta la vostra muerte siempre!!!!!!!!!!
>>
>> W LA LEGA NORD... CON BOSSI AL GOVERNO IL NORD
>> RITORNA LIBERO DA ROMA LADRONA..
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>Certo come no!Tanto il federalismo nn lo vedrete
>mai!Ricordi il referendum?eheheheh
infatti il federalismo che tanto ci decantano a noi veneti è un'utopia, è solo uno specchietto per le allodole per farci votare lega. Per fare il federalismo occore un processo gravoso e bisogna cambiare la costituzione, è da più di dieci anni che devono farlo stò cazzo di federalismo. Perchè invece eliminiamo stè cazzo di provincie e regioni autonome e paghiamo tutti le tasse in egual modo?perchè devono esserci regioni di serie a e regioni di serie b? basta guardare nelle montagne del trentino alto adige qui vicino, basta che uno abbia in giardino 2 pecore e riceve delle sovvenzioni dallo stato, lì hanno saputo sopravivvivere e valorizzare la montagna (anche troppo) qui da noi nei lessini la gente è costretta a lasciare le montagne perchè lo stato non fornisce adeguati aiuti, (un esempio tangibile un comune montano veneto ha a disposizione 15 euro circa per abitante mentre a pochi chilometri nel trentino il comune ha a disposizione per ogni abitante 180 euro circa) e dopo si chiedono perchè la nostra montagna si stà spopolando.