sicuro più piccola della vasca da bagno di Paris, figuriamoci quanto sarà stata piccola rispetto al suo bagno e, ancor peggio, rispetto alla sua solita camera da letto. Era bastato un attimo per far montare uno strano piacere in tante persone qua e là nel mondo. Anche i fan forse, con un po' di malizia repressa, avevano fatto un sorrisetto all'idea di Paris rinchiusa in galera. Perché queste star ne fanno di tutti i colori ma alla fine in galera non ci vanno mai: pagano la cauzione e via, al massimo arresti domiciliari in case grandi quanto tutto il nostro quartiere. Comunque le avevano riservato un trattamento accurato, quella era una cella a 5 cinque stelle, forse anche extralusso. Guardando le foto, sembrava anche confortevole.
Poi Paris ha cominciato a fare i capricci... Lacrimoni a go go e sciopero della fame. Si rifiutava persino di andare al bagno o, per meglio dire, al water, visto che è tutto nella stessa stanza. La liberano. Lo sceriffo di Los Angeles le concede gli arresti domiciliari, ma per poco. Paris torna in carcere. La questione crea un sottile atmosfera di ilarità. Tornata in carcere Paris continua a fare tante storie sulla questione toilette: la sua stanza è chiusa da una porta a vetro per motivi di sicurezza, lei ha paura che la poliziotta addetta alla sorveglianza possa scattarle delle foto compromettenti mentre espleta i suoi bisogni corporali.
"Sembra depressa e affranta" secondo alcune voci. Vorrebbe a tutti i costi tenere lontani i media, ma a questo punto le risulta un po' difficile... In compenso, Paris ha dichiarato che questa esperienza le sta facendo imparare molte cose: "Negli ultimi giorni ho avuto molto tempo per pensare e credo che questa esperienza mi stia aiutando. [...] Spero di essere esempio per altri ragazzi". Prega molto ed è addirittura arrivata a dire che si è comportata in maniera stupida negli ultimi anni e che adesso Dio le sta dando una nuova occasione di riflessione e cambiamento. Sarà vero? Lo scopriremo tra 20 giorni.
Paris non è l'unica ad avere problemi con la giustizia: il premio di bad guy va al rapper afro-americano Akon (che in questi giorni duetta con Gwen Stefani
in "The Sweet Escape"). Il cantante è stato accusato di abusi sessuali contro una minore, fatta salire sul palco durante un concerto e coinvolta nelle danze piuttosto spinte che piacciono tanto alla star. La conseguenza è stata più economica che legale: la Verizon, compagnia telefonica americana, ha deciso di interrompere la sponsorizzazione del "The Sweet Escape Tour" di Gwen Stefani perché ogni concerto della cantante è, per contratto, preceduto da un'ora di esibizione di Akon.
Al secondo posto c'è la rapper Eve, anche lei arrestata per guida in stato di ebbrezza. Al terzo posto, sembra incredibile ma c'è Sting. Pronto per il grande ritorno dei Police (in concerto il 2 ottobre a Torino), Sting dovrà pagare i danni alla sua ex cuoca, la quale è stata licenziata perché incinta, dopo otto anni di prestazioni lavorative in casa Sting, accusando la moglie di averla costretta a lavorare anche per 14 ore al giorno. Ovviamente il tribunale le ha dato ragione... Aah... Quante ne combinano queste star...
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galera a parigi
è giusto che si faccia la galera perchè cosi la prossima volta ci pensa e nn crede che a lei tutto è permesso...