“Una fiaba epica, tutt’altro che low budget. Ma soprattutto una favola crepuscolare, molto alla Borges”. Così, Francis Ford Coppola, il “Padrino” dei cineasti, ha definito la sua ultima creatura, un affresco poetico, personalissimo e delirante di una visione di giovinezza decisamente particolare e sempre mutevole. Attraverso un (ab)uso di simbolismi (le rose, le svastiche, i colpi di fulmine…), si racconta una storia d’amore e, insieme, la riscoperta di un’altra dimensione di giovinezza, vista sotto una serie di prospettive diverse, non ultima come dono estremo all’amato/a di turno.
Si presenta con estrema simpatia e spontaneità al pubblico romano, accorso per conoscerlo di persona, in stile casual, camicia e pantaloni senza impegno. Stiamo parlando di uno dei maestri del cinema mondiale, colui che ha diretto i vari “Il Padrino”, “Apocalypse now”, “Dracula di Bram Stoker”, “L’uomo della pioggia”, che si è concesso alle curiosità di stampa e spettatori, rispondendo con cortesia e disponibilità (doti rare, soprattutto nel suo ambiente) alle molteplici domande che gli sono state poste.
- Com’è nata l’idea di questo film così particolare?
- Ho sempre voluto essere un cineasta autonomo, quand’ero giovane non pensavo di arrivare fin qui, fino a questo successo così inaspettato. Ebbene, siccome allora non potevo permettermi un film del genere, lo faccio adesso, questa è la mia seconda giovinezza, così come quella del protagonista, un uomo vecchio che capisce che la sua vita non è ancora finita.
- Perché un cineasta come lei sceglie di tornare dietro la macchina da presa dopo dieci anni?
- Beh io non voglio essere ricordato come un regista d’intrattenimento, ho deciso di intraprendere un percorso più personale. Uno dei grandi vantaggi di essere cineasti già da giovani è essere ignoranti, vedi “Apocalypse now”. Quest’ultimo, invece, è un film molto mio, è l’espressione della mia vita e dei miei sentimenti, con collegamenti fra le varie fasi della mia esperienza biologica e professionale insieme. Le prime persone che hanno visto questo film sono stati i miei amici e colleghi, nel meraviglioso cinema di George Lucas. Penso che quando si arriva all’apice della propria carriera, tutti intendono realizzare progetti che non sono solo commerciali, ma realizzare invece un contributo alla letteratura cinematografica del proprio paese.
- Il suo film è pieno di simboli e metafore, può spiegarcene il motivo?
- Ho sempre pensato che il cinema si leghi di più alla poesia che alla fiction narrativa e poi credo molto nell’uso del linguaggio figurativo. Rende bene la complessità del rapporto fra tempo e consapevolezza: il primo è più difficile, è arduo mostrare cosa si pensa e qual è la progressione temporale: per me il tempo è consapevolezza.
- Ha girato in Romania, paese attualmente al centro di dibattiti infuocati, come mai?
- Perché si tratta di un grande paese culturale, con altrettanto grandi talenti, addirittura 50 parti del film sono state interpretate da attori rumeni, soprattutto provenienti dal teatro. La Romania sta vivendo un periodo bellissimo dopo una forte oscurità, ci sono giovani davvero innamorati del cinema, come il vincitore della Palma d’oro a Cannes di quest’anno. E poi fanno un ottimo vino: il vino è parte stessa della vita!
- Per finire, può svelarci qual è la sua personale concezione di cinema?
- Secondo me fare un film è come fare una domanda, quando hai finito di girare il film hai la risposta in mano. La fortuna dei miei film, finora, è stata poter essere visti sempre, di sicuro più di una volta. E certo, quando si fa un film nuovo, inusuale come “Youth without youth” ci vuole tempo prima che il pubblico capisca se può piacere oppure no. Molti capolavori d’arte mondiale hanno bisogno di tempo, di maturazione: non bisogna essere prigionieri del successo immediato.
Commenti dal 1 al 1
(1)
Aggiorna i commenti
Feed RSS dei commenti
da ripetere 2aparte
film di grande prova della nostra esistenza reale, di viverla secondo le opportunità di cui la vita ci offre e le varie fasi di essa;2a parte da ripetere. ciao a tutti carmela