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Trasmissioni tv: le più cool del mese

Boris, Betty la cozza, Niente di personale e Soprano


Boris

Che la fiction italiana sia un prodotto dozzinale nella maggior parte dei casi priva di contenuti è una conclusione alla quale siamo arrivati già in tanti. Sicuramente però non ha smesso di dirci tutto quello doveva. Così dopo aver svaligiato le biografie di papi, santi, poliziotti, eroi, banditi, finalmente ci dice qualcosa di interessante, parlandoci di se stessa, attraverso Boris. La serie, tutta italiana, prodotta da Fox Channels Italy ci porta all'interno nel frenetico e pazzo mondo delle serie televisive raccontandoci, con irresistibile ironia, freschezza e un pizzico di crudeltà, la travagliata vita di una troupe televisiva di tecnici e attori impegnati nella realizzazione della seconda stagione di una fiction non proprio di successo, sullo stile di quelle prodotte da Rai e Mediaset. L'intento è quello di immettere lo spettatore, con un'incursione satirico-graffiante, nel mondo della fiction italiana, con un'interessante dose di metanarratività e backstage.

Della serie sono state girate 14 puntate da 30 minuti ciascuna e la programmazione è prevista sul canale più series-oriented del bouquet base di Sky , il canale 110, per gli amici FOX . Di cosa si parla in Boris? Arrivata alla seconda stagione dopo un esordio tutt'altro che brillante, la serie Gli occhi del cuore potrebbe avere le carte giuste per ritagliarsi un posto nei palinsesti televisivi e conquistare il pubblico di telespettatori. Un'attrice bella e ambiziosa, un divo affascinante e un complicatissimo intreccio sentimentale dovrebbero essere sufficienti per vincere la dura e spietata battaglia dello share. In realtà della produzione in sé per sé durante il corso delle puntate si scoprirà molto poco. Sentiremo qualche improbabile dialogo e vedremo qualche fotogramma dal monitor di regia sul quale il regista tiene il piccolo acquario a bolla in cui vive Boris, un pesce rosso portafortuna, sempre presente sul set. L'attenzione sarà focalizzata soprattutto sulla troupe, un gruppo di professionisti dell'arte di arrangiarsi, rassegnati al brutto televisivo, ma che in fondo sogna ancora di fare qualcosa di diverso e migliore e che avremo modo di conoscere attraverso lo sguardo di Alessandro, un giovane stagista, alla sua prima esperienza su un set. Di questo mondo, Alessandro sa ancora pochissimo e da questo mondo rischierà di essere, se non schiacciato, sicuramente molto cambiato. Infatti tutto il suo iniziale entusiasmo si smorzerà man mano, quando imparerà che sul set il suo spirito d'iniziativa e la sua competenza vengono viste più come un intralcio che come un pregio.

Nel cast Pietro Sermonti, Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi e non mancano piccoli cammei di guest star come Giorgio Tirabassi, Margot Sikabonyi e Valerio Mastandrea. La sigla è cantata da Elio e Le Storie Tese , che hanno adattato un brano inedito sostituendo il testo originale con uno scritto ad hoc e ispirato alla trama de Gli Occhi del Cuore. L'augurio da farsi è che lo spettatore con a disposizione il decoder, rinunci a vedere quattro dialoghi improbabili e arrangiati fra due medici, e si concentri più su qualcosa di originale e che ha da dire veramente molto.

Betty la Fea

Prodotta in Colombia e diffusa già nel 1999, la telenovela Betty la Fea , ossia Betty la cozza, ha avuto un successo straordinario in tutta l'America del Sud riuscendo ad imporsi anche negli Stati Uniti (Betty the Ugly) dove è vista da una media di circa 13 milioni di spettatori a episodio, trovando anche il tempo per vincere due Golden Globe. Né parliamo perché presto sarà sui nostri schermi, in onda su Italia 1, anche se l'idea di partenza era quella di produrre una serie nuova adattata alla realtà italiana, interpretata da Paola Cortellesi. Le voci sono state smentite, non si sa se per un rifiuto della stessa Cortellesi.

Il successo della telenovela si deve, secondo i critici sudamericani, "al ribaltamento degli stereotipi classici del genere, prediligendo le risate alle lacrime e basandosi su dialoghi arguti ed intelligenti". In realtà, malgrado in America Latina sia autentico fenomeno di costume, la trama è pressochè semplice e risultando già vista.

Betty è una ragazza brillante e laureata, ma ha un problema: è molto brutta. Per una serie di coincidenze viene assunta come segretaria presso una casa di moda, e ben presto Armando Mendoza, presidente della società, ne comprende le qualità. Betty si innamora segretamente di lui, che però è in procinto di sposarsi con Marcella, una splendida giovane dell'alta società. Non bisogna aspettare certo di vederla tutta per sapere come andrà a finire. Riuscirà Betty la cozza a conquistare anche gli spettatori con la sua semplicità alla fine premiata? Lo scopriremo presto.

Niente di personale

Se c'è un talk show in Italia che merita davvero di essere visto, è sicuramente Niente di personale , in onda su La 7 ogni domenica sera. Il programma condotto da Antonello Piroso (direttore del Tg di LA 7 e conduttore del programma Omnibus ), dura tre ore e accompagna lo spettatore tra la prima e la seconda serata della domenica sera, quando la televisione francamente pecca di mancanza di contenuti. La formula innovativa è data dal fatto che oltre all'alternarsi dei temi all'interno di ogni puntata, il clima viene alleggerito con gradevoli monologhi recitati da un attore e tratti da celebri film, ed un brano musicale di un grande cantante italiano, reinterpretato e riarrangiato da altri cantanti italiani. Ogni tema viene trattato oltre che direttamente, anche con "mini-talk" su argomenti correlati ad esso: ciascun mini-talk Piroso ospita personaggi diversi e si avvala di contributi filmati e rubriche fisse. Il linguaggio è veloce, semplice ma non banale e il conduttore dimostra un'eleganza nelle sue interviste con un lessico non invadente ma che riesce a mettere a proprio agio gli ospiti. E' difficile stabilire quali siano i momenti migliori in questo programma, ma dovendone scegliere crediamo che sia il "faccia a faccia" con due ospiti importanti: due interviste in cui il percorso viene tracciato dallo stesso intervistato scegliendo di volta in volta tutte le nove fotografie che compaiono sul videowall dello studio. Per chi fosse ancora incerto su che vedere la domenica sera, la risposta c'è e se ve lo diciamo non c' è Niente di personale .

Soprano

Rifacendoci ad un articolo di Gabriele Romagnoli apparso su Repubblica, troviamo il modo per parlare della chiusura di quello che molti considerano la serie tv cult della nostra generazione: i Soprano ci salutano. La sesta serie, che mette definitivamente la parola fine a tutta la saga, in realtà si divide in due parti: la prima mandata in onda negli States da marzo a giugno 2006, l'altra, composta da episodi "bonus" è in onda dall'8 aprile sul network americano HBO, che ne è anche il produttore. Il telefilm che nel corso degli anni non ha mai smesso di ricevere critiche a causa della stereotipizzazione dell'italo-americano, desta polemiche anche nella sua fase conclusiva, visto che durante le riprese delle ultime scene del telefilm, la cittadina del New Jersey in cui si svolgono le riprese, Bloomfield , ha negato, dopo un iniziale consenso, il permesso di filmare. Il sindaco, la cui moglie è italiana e il consiglio cittadino si sono dichiarati contrari alla rappresentazione negativa dell'italo-americano "mafioso", quella che appunto ha dato fino ad ora a parer loro la serie tv. Nonostante le contestazioni, I Soprano hanno un ottimo seguito anche in Italia: lo dimostra il fatto che Mediaset ha utilizzato gli episodi delle ultime stagioni da mostrare in pay-per-view con la possibilità (pagando) di godere in anticipo rispetto all'analogico delle puntate inedite. Per assistere all'epilogo delle vicende della famiglia italo-americana più famosa d'America, il pubblico italiano dovrà aspettare però, il prossimo autunno

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