L'incidente stradale e il risveglio nel 1973 sono ottime invenzioni narrative, che ci permettono semplicemente di riscoprire il nostro passato, rappresentato nel modo più realistico e del tutto privo di quella patina di mito che circonda gli anni Settanta. Non viene data una spiegazione certa di come mai Tyler sia tornato nel passato. Nella sigla si pone esplicitamente la domanda: "sono pazzo, sono in coma e sto sognando tutto oppure ho viaggiato nel tempo?". Si convince ben presto però di essere lì per un preciso motivo. Quale sia, però, deve ancora capirlo.
Il titolo fa riferimento alla canzone omonima di David Bowie, uno dei tanti brani dell'epoca d'oro della musica. Ottima l'intera colonna sonora della serie, che attinge a piene mani tra i grandi classici del pop-rock dei '70.
Bravi gli attori, ovviamente tutti inglesi e completamente sconosciuti per il pubblico italiano:
John Simm nella parte di Tyler
Philip Glenister nella parte del detective co-protagonista Gene Hunt
Ray Carling (Dean Andrews) è il capo ispettore indolente e sessista, tipico agente corrotto degli anni 70 ( antitesi di tutto ciò che Sam rappresenta)
Liz White nella parte della poliziotta Annie Cartwright
"
Life on Mars" è composto per ora di otto episodi di un'ora. Ha avuto buon successo tanto che è già in preparazione la seconda stagione, prevista per il 2007. Grazie al riscontro di ascolti, la serie creata da Matthew Graham, Tony Jordan e Ashley Pharoah, è stata recentemente acquisita dal produttore americano David Kelley ("Ally McBeal") che ha comprato i diritti per farne una versione Usa nell'autunno 2007 per il canale televisivo ABC.
Lo vedremo presto anche in Italia? Viste le premesse positive, ci auguriamo di sì!
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