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"Amore Criminale" per Camila Raznovich

Tutti i sabati su Rai Tre, il nuovo programma che racconta l'altra faccia dell'amore


Dopo "Love Line", programma di Mtv ormai collaudato e di grande successo, Camila Raznovich è entrata nell'immaginario degli italiani come la presentatrice che sa parlare di amore e di sesso senza tante formalità, riuscendo sempre a modulare la giusta dose di professionalità e di malizia. Probabilmente per questo è stata scelta per la conduzione di "Amore Criminale", in onda da sabato scorso su Rai Tre, alle 23 e 35. L 'orario è un po' scomodo, come sono scomodi gli orari di tutti i programmi che parlano di cronaca nera, gialli irrisolti, infatti il programma prende il posto che fino ad ora era stato occupato da "Un Giorno in Pretura" e "Ombre sul Giallo".

"Amore Criminale", il titolo dice già tutto sul contenuto del programma: sei puntate focalizzate su episodi di cronaca nera degli ultimi anni, che vedono come vittime delle donne e come carnefici degli uomini che aveva dichiarato amore eterno alla stessa donna, solo poco prima. Uomini comuni che diventano carnefici accecati dalla gelosia, oppure in seguito ad un rifiuto, alla rottura di un rapporto. "In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo. E quasi sempre quell'uomo diceva di amarla" racconta Matilde D'Errico, ideatrice del programma, "Quando abbiamo letto quella statistica Istat, infatti, ci è venuta spontanea una domanda. Che cosa rende questi casi tanto simili fra loro? Non la comunanza culturale o sociale, quanto tre elementi precisi. L'uomo è sempre affetto da gelosia morbosa e sentimento di possesso; quasi mai la vittima ha denunciato, prima del gesto fatale, le violenze che l'avevano annunciato; sempre rei confessi, gli assassini finiscono spesso anche suicidi".

Le sei puntate metteranno sotto i riflettori due storie per volta: un caso italiano, in cui la vittima è una donna comune, e un caso internazionale in cui la vittima e magari anche il carnefice provengono dal "mondo della fama", sia questo l'ambiente musicale, cinematografico, sportivo o della moda. Nella prima puntata si è parlato della vicenda della giornalista Maria Rosa Sessa, assassinata a Cosenza nel 2005 per mano di un fidanzato geloso, che non riusciva ad accettare l'idea che la donna andasse a lavorare all'estero. Dopo mesi di ricerche l'uomo fu trovato morto suicida in una casa delle vacanze, disabitata nel periodo invernale, in cui era entrato subito dopo aver commesso il delitto. Per quanto riguarda il caso "famoso", la storia della scorsa puntata era incentrata sul delitto passionale che ha visto come vittima Nicole Brown, ex moglie della famosissima star del football americana OJ Simpson. L'uomo, primo imputato dell'omicidio, è riuscito ad essere assolto nel 1995 nonostante il grande numero di prove schiaccianti che lo indicavano come colpevole.

La voce profonda e suadente della conduttrice accompagna il percorso investigativo attraverso interviste, ricostruzioni degli eventi e filmati di archivio, sottolineando la grande valenza drammatica e inquietante dei delitti passionali. "Avete mai pensato che la persona che vi sta accanto, con la quale condivide tutto, che vi ha dichiarato il suo amore tante volte, possa farvi del male, un giorno? Di sicuro non lo avete mai fatto", queste sono il genere di domande che Camila lascia trapassare dello schermo televisivo, con lo sguardo dritto nella camera. La conduttrice crea un'atmosfera suggestiva con grande abilità, riuscendo a sollevare i punti chiave di una riflessione molto complessa: quando un amore diventa un amore malato? Quando un amore diventa rabbia? Quando un amore, invece di creare benessere, produce distruzione? L'effetto di sincope emotiva viene amplificato da una regia che utilizza il primo piano e il primissimo piano come mezzi di una sintassi interrotta, saltando da un punto a l'altro del volto di Camila, mentre questa ci parla, andando al margine del soggetto inquadrato, sottolineando la difficoltà a incastrare gli eventi in una "logica umana". Un inquadratura che va per tentativi, senza mai trovare la giusta prospettiva.

Il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini già parla di una probabile seconda stagione di "Amore Criminale", visti gli ottimi ascolti che ha registrato con la prima puntata. Un'altro successo per Camila Raznovich, che ancora una volta dimostra di conoscere il modo giusto per dire le cose.

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Commenti dal 1 al 2
(2)

Antonella.A martedì, 4 marzo 2008

non se ne parla mai abbastanza

non se ne parla mai abbastanza perchè prima di riconoscersi come vittime di soprusi inaccettabili,ci si colpevolizza alla ricerca di cosa si è fatto per "meritare"tutto ciò che annovera lo stolking.Esperienza tristissima che vivo ogni giorno mentre il mio persecutore nostante otto denuncie continua nella sua opera distruttiva nei mie confronti e niente e nessuno sembra poterlo fermare.Sono ormai tre anni e non so più a chi rivolgermi,se c'è qualcuno in grado di aiutarmi e con me tante e tante altre donne...faccia sentire la sua voce

n° 2
annamaria domenica, 25 maggio 2008

Re: non se ne parla mai abbastanza

sono nove anni che subisco l'attacco distruttivo e persecutorio di un uomo, anch'io come Antonella dico che nonostante le denunce nonostante un dossier aperto in questura niente e nessuno pare voglia fermarlo.
Se c'è qualcuno in grado di aiutarci e di trovare una soluzione legale che possa mettere la parola fine e che individui e punisca questa attività criminale.
Grazie

Tarassaco venerdì, 30 marzo 2007

Foto

... per l'argomento trattato mi pare una foto di pessimo gusto... soprattutto perchè non rispecchia affatto il tenore della narrazione di Camila.
una donna.

n° 1
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