Domenica
sera. Multisala in provincia di Ravenna. La scelta del film ricade su
un invitante manifesto con Eva Longoria,
la bellissima “casalinga disperata” già
testimonial di parecchie campagne pubblicitarie internazionali (ndr
Magnum, L’Oréal, ecc...).
Anche la trama sui dépliant che si trovano
all’entrata del cinema, non sembra essere male. “La
sposa fantasma” è la storia di una
coppia in procinto di sposarsi, divisa dalla morte accidentale di Kate
(Eva Longoria) durante i suoi nevrotici preparativi, poche ore prima
del matrimonio. Ma con la morte, non finisce l’isterismo
della donna: dopo un anno, il suo fantasma torna ad
influenzare la vita del fidanzato Henry (Paul Rudd), nel
momento in cui questo decide di rifarsi una vita assieme alla medium
(Lake Bell) inizialmente conosciuta con lo scopo di contattare la
stessa Kate. Aggiudicato. Si entra in sala.
A distanza dipochi giorni dall’uscita del film nelle sale, ci
si ritrova in sei spettatori. Lo sguardo vicendevole lascia intravedere
la consapevolezza che probabilmente il film non
vincerà molte statuette durante la Notte degli Oscar.
Ore 22,40: si spengono le luci e inizia la proiezione.
Oggettivamente il film è carino, non mancano i momenti
divertenti e nemmeno quelli toccanti (che purtroppo però non
riescono mai a commuovere).
Il tema
dell’amore diviso dall’aldilà, in
passato è già stato trattato diverse volte al
cinema - un esempio per tutti è “Ghost”
– ma “La sposa fantasma” ha il
merito di non far mai pensare ad un plagio e di ridipingere lo stesso
concetto in modo fresco, divertente e ironico. Nente da dire
sulla fotografia: è quella canonica della commedia brillante
americana. Valida ma senza picchi la regia di Jeff Lowell, il cui
maggiore demerito è quello di lasciare solo intravedere
molti spunti sia comici che drammatici, senza però
svilupparli fino in fondo. Peccato.
Una maggiore profondità avrebbe permesso di trasformare un
film carino in un bel film ma purtroppo questo non avviene e la
mancanza delle emozioni si sente.
Il neo principale del film è dato probabilmente dal suo carattere
anonimo sia per i contenuti, sia per il cast (ad eccezione
della protagonista) e sia per i personaggi che risultano abbozzati ma
mai svelati in modo profondo.
Eva Longoria – forse anche per motivi commerciali -
non esce dal cliché di Gabrielle Solis e veste ancora una
volta i panni (rigorosamente fashion!) della signorina bella,
sofisticata, determinata e che è meglio non fare arrabbiare.
Il problema è che, al di là del
pubblico di Desperate Housewives,
nemmeno la Longoria gode ancora di sufficiente celebrità e
credibilità agli occhi del pubblico cinematografico.
Inoltre,
non bisogna dimenticare la diffidenza del pubblico italiano verso chi
passa da un prodotto televisivo al cinema. Eppure la Longoria
è un fortunato esempio di attrice brava, oltre che
bella, sicuramente non responsabile del flop del film. Quello
che le serve è un copione di spessore - brillante o
drammatico che sia - e un regista in grado di valorizzare le sue doti
interpretative, già dimostrate in molti momenti di
“Desperate Housewives” e di “La sposa
fantasma” ma mai portate in primo piano ed espresse
fino in fondo.
Una bella scoperta è stata Lake Bell,
l’attrice che interpreta la parte della medium innamorata del
mancato sposo inconsolabile. Interessante sia per le qualità
recitative che per un viso dal fascino non convenzionale e un
po’ retro, potrebbe far parlare di sé nei prossimi
anni.
All’uscita della sala, si ha l’impressione di non
aver visto nulla di che ma, nonostante il sapore scontato, il
retrogusto è comunque gradevole. Quindi, se per il prossimo
week-end programmate una serata al cinema, in piena
tranquillità, senza pretese, né la
preoccupazione che il vicino di poltrona vi guardi male per come
masticate i popcorn o per il volume della vostra voce durante il film,
“La sposa fantasma” è il film che fa per
voi!
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