Non capita di certo tutti i giorni di essere ingaggiati per recitare in un film di Spike Lee.
Non è quindi esagerato né casuale (visto il titolo) che Valentina Cervi parli di “miracolo”, riferendosi alla parte ottenuta nel prossimo lavoro del regista statunitense. Per Miracolo a Sant’Anna infatti, Lee ha reclutato numerosi attori italiani: oltre alla Cervi, vi compariranno anche Pierfrancesco Favino, Omero Antonutti, Lydia Biondi e Sergio Albelli.
Il cast sarà composto anche da attori americani e tedeschi, i cui nomi però non sono ancora stati resi noti.
La Cervi ha spiegato: "Spike è bravissimo a raccontare le donne, è molto sensibile e vero. Il mio personaggio è una donna del '44 che ha molti aspetti e caratteristiche di oggi: è modernissima".
Anche Pierfrancesco Favino, che reciterà nella parte di un partigiano che si oppone ai nazisti, non nasconde il suo entusiasmo: "Ancora non mi pare vero. Da piccolo giocavo con gli amici a immaginarmi i registi con cui avrei potuto lavorare e io sparavo dei nomi che ritenevo impossibili. Tra questi c'era Spike Lee. Oggi – ha raccontato – quando lo incontro per parlare delle riprese non sono nella pelle e, appena ci lasciamo, telefono ai miei amici, gli stessi con cui giocavo, e dico: sono stato a pranzo con Spike Lee..."
Miracolo a Sant’Anna, tratto dall'omonimo romanzo di James McBride, sarà ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e racconterà la storia di alcuni soldati di colore impegnati sulla Linea Gotica, le cui vicende si intrecciano con quelle della popolazione del luogo e con l'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema (avvenuto il 12 agosto 1944).
"Mi chiedevano sempre di girare un film in Italia – ha dichiarato Spike Lee –, ma solo per questa storia si sono verificate certe condizioni. Intanto è una storia epica e poi ci sono temi forti come il fascismo e il razzismo, anche quello nei confronti dei soldati afroamericani della Divisione Buffalo Soldiers, tutta composta di neri e considerata allora di 'seconda classe', e poi ci sono gli italiani e il modo di relazionarsi con tutte queste realtà".
Il regista di Inside man ha fatto capire di tenere molto a questo film: "Voglio raccontare un episodio dell'ultima guerra giusta fatta dagli americani. In seguito abbiamo combattuto tante guerre sbagliate, dal Vietnam alla Corea fino alla Guerra del Golfo e l'immagine del nostro Paese è cambiata e oggi nessuno associa più i nostri soldati agli eroici salvatori della Seconda Guerra Mondiale".
Per prepararsi alle riprese, Lee ha rivelato di aver riguardato numerosi classici: "Ho visto tutti i capolavori del neorealismo, da Roma città aperta a La ciociara. Poi ho visto film americani e tedeschi, da quelli meno noti fino a Salvate il soldato Ryan".
Il film, le cui riprese inizieranno il prossimo 15 ottobre, sarà girato nell’arco di otto settimane interamente in Italia, tra Roma e la Toscana.
I nostri attori, che reciteranno come il resto del cast nella loro lingua madre, hanno sorpreso Lee per la loro serietà: "Sono rimasto molto colpito dalla professionalità degli attori italiani rispetto a quelli americani. Qui tutti avevano studiato il copione a memoria, mentre negli Stati Uniti molti si presentano ai provini senza neppure aver dato uno sguardo alla sceneggiatura".
Per le riprese Spike Lee e i suoi assistenti hanno visionato centinaia di provini, oltre a quattromila solo per i due ruoli di bambino previsti.
La pellicola costerà 45 milioni di dollari e sarà coprodotta dalla Rai Cinema, che va ad affiancare On My Own di Cicutto e Musini, la 40 Acres e la Mule Filmworks (dello stesso regista).
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