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Il ritorno del grande Shrek al cinema

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con la saga più popolare della Dreamworks: Shrek, l'orco verde che ha spopolato nei cinema di tutto il mondo, è pronto a tornare con un nuovo, esilarante, spumeggiante episodio

Shrek non smette mai di stupirci.
L’orco verde che ha fatto innamorare bambini e adulti di tutto il mondo torna sul grande schermo con un nuovo episodio che lo vede cimentarsi nell’impresa più dura: diventare papà.
Incombono ansie e nervosismi del momento, accompagnati da problemi pratici, primo fra tutti trovare il nuovo re di Molto Molto Lontano, adesso che il sovrano Ranocchio sta spengendosi pian piano.

Gli appassionati della saga ritroveranno tutti gli elementi fondamentali: un’animazione strepitosa, che si avvale di tecnologie ed esperti sempre migliori, ironia straripante e storie quotidiane affrontate con la magia di una fiaba genuina che sa mettere d’accordo grandi e piccini.
Puntuali i protagonisti di sempre, Fiona e Shrek, accompagnati dagli immancabili Ciuchino (stavolta alle prese con gli irresistibili figlioletti e la scomoda compagna draghessa) e il Gatto dagli occhioni dolci (qui in veste di latin lover).
Antonio Banderas, che ha prestato la voce a questo personaggio, subentrato lo scorso anno ma già accolto benevolmente da orde di fans, ha dichiarato: “La cosa più importante, per questo nuovo episodio, è che il team non si sia rilassato dopo il successo dei precedenti. Tutt’altro: sono stati più ambiziosi sia a livello di tecnologia che di creatività. Il mio personaggio è ancora una grande anima in un piccolo corpo, come gli altri condivide la dicotomia fra una forte creatività e altrettanto umorismo. A livello culturale “Shrek” è un film degno di nota, per questo è stato omaggiato anche a Cannes. E per questo accettai di farne parte anch’io: dare la voce è parte del processo creativo, si arriva anche ad intervenire sulla sceneggiatura”.

Come new entries nel cast troviamo un Mago Merlino svampito e new age, per il quale la magia è il risultato di pratiche di rilassamento e melodie naturalistiche, che se la deve vedere con un Arthie (alias re Artù) particolarmente imbranato, classico ragazzino sfigato che si sente diverso e non riesce ad accettarsi.
Insieme a Shrek apprenderà presto che l’omologazione è il vero male e che si può essere re soltanto dopo aver imparato a governare se stessi e le proprie fragilità.
Ecco come ce lo spiega Justin Timberlake, che ha doppiato questo nuovo e interessante personaggio: “Ho cercato di rendere un adolescente reale, preso in una tempesta ormonale, ma che, nello stesso tempo, si sta preparando a diventare adulto. Mi sono molto emozionato, poi io, che sono molto vanitoso e amo vedermi in più specchi, quando mi sono riguardato in “Shrek 3” mi sono detto “oddio, anche io in Shrek!”. Per me è il livello massimo dell’animazione”.

E non possiamo che concordare con Timberlake, considerando come la Dreamworks in questi anni abbia realizzato una vera e propria rivoluzione nell’ambito del cinema d’animazione, arrivando con la saga di “Shrek” a sfiorare le vette massime, grazie ad un connubio intelligente di divertimento e analisi sofisticata dei personaggi, tutti colorati, irriverenti, parodistici, satirici, ma al tempo stesso genuini e quotidiani.
Basti pensare alla tipologia di donna rappresentata fin dall’inizio da Fiona, lontana mille miglia dal classico prototipo della principessa che aspetta di essere salvata: “Fiona ce la fa da sola. Con Shrek ha trovato la felicità e il vero amore, credo sia un esempio valido per tutti gli spettatori: bisogna credere nell’amore, ma agire in prima persona per essere felici”.
Così Cameron Diaz, da cui Fiona prende in prestito occhi e voce da anni, spiega l’insistenza, in questo terzo episodio, dell’autonomia e dell’intraprendenza delle principesse (da Biancaneve a Cenerentola, fino a quella narcolettica tontolona della Bella Addormentata), che in una delle sequenze più esilaranti del film si ingegnano per salvare i nostri eroi imprigionati.
Riprendere in mano la propria vita, essere padroni del proprio destino, credere nei sentimenti importanti come l’amore e l’amicizia: e dire che c’è chi continua a sostenere che Shrek non sia un film istruttivo…

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