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Maradona "El Pibe de Oro"

Diego Armando Maradona continuerà a far sognare i suoi tanti estimatori sui grandi schermi delle sale cinematografiche. Sia Emir Kusturica che l'Italiano Marco Risi stanno realizzando dei docu-film sulla vita e le gesta del campione argentino


La vita e la carriera del calciatore sono al centro di "Maradona El Pibe de Oro" un documentario diretto da Emir Kusturica, da sempre ammiratore del campione argentino tanto da averlo citato in una sequenza del suo "Gatto nero, gatto bianco". Immagini di repertorio e lo stesso Maradona a reinterpretare alcune vicende della sua vita tormentata, dovrebbero essere il piatto forte di un progetto ambizioso e forse non proprio originale, visto che da tempo anche Marco Risi aveva in mente di realizzare una pellicola simile. Nel film di quest'ultimo l'attore Marco Leonardi sarà il Maradona adulto, dai vent'anni a oggi. Girato tra Buenos Aires e Napoli, il film dispone di un budget di 18 milioni di dollari e racconterà i difficili esordi, i Mondiali vinti in Messico nel 1986, il grande amore con Napoli e il devastante incontro con la droga.

Diego Armando Maradona story:

Maradona nasce il 30 ottobre 1960 nel quartiere disagiato di Villa Fiorito, nella periferia di Buenos Aires. Come tutti i ragazzini poveri della sua città passa gran parte del tempo per strada giocando a pallone e da subito gli viene appioppato il soprannome di "El pibe de oro" (il ragazzo d'oro), che gli rimarrà anche quando diverrà una celebrità. Preso atto del suo talento tenta la strada del calcio professionistico: la sua carriera inizia nell' "Argentinos Juniors", per poi proseguire nel "Boca Juniors", sempre in Argentina. A soli sedici anni è già nel giro della nazionale Argentina, bruciando in maniera fulmineamente tutte le tappe. Cesar Menotti, commissario tecnico argentino d'allora, non lo convoca per i mondiali del 1978 ritenendolo troppo giovane per un'esperienza forte e importante come quella. Il Pibe de Oro si rivale vincendo i campionati mondiali under 19.

Da quel momento la sua ascesa è inarrestabile. Ai mondiali di Spagna 1982 segna due gol, anche se nei momenti chiave delle partite con Brasile e Italia, non riesce a brillare come dovrebbe, facendosi pure espellere. Dopo i mondiali approda in Europa: l'ingaggio-record con il quale il Barcellona lo convince a lasciare il Boca Juniors è di sette miliardi di lire dell'epoca. Purtroppo con la squadra spagnola gioca solamente trentasei partite in due anni, a causa di un bruttissimo infortunio, il piú grave della sua carriera. Andoni Goicoechea, difensore dell'Athletic Bilbao, gli rompe un legamento, facendogli perdere per sempre il 30% della mobilità della caviglia sinistra. Maradona non gli perdonerà il gesto e tornato in campo dopo svariati mesi di convalescenza lo aggredirà volontariamente, innescando una mega-rissa tra le due squadre in campo.

Dopo numerose trattative approda al Napoli. Il sacrificio della società fu notevole e pieno di astuti soterfugi. Il Napoli sborsò una cifra colossale per l'epoca, tredici miliardi di lire, ma sarà uno sforzo ben ripagato da Diego. Con la casacca azzurra vincerà due Scudetti, una Coppa Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana (5 a 1 in finale sulla Juventus!) Maradona tocca l'apice della carriera ai mondiali di Messico 1986. Trascina l'Argentina alla conquista della Coppa del Mondo, segna complessivamente cinque reti (e fornisce cinque assist), e sarà premiato quale miglior giocatore dei mondiali. In più: nei quarti di finale con l'Inghilterra realizza la rete passata alla storia come quella della "mano di Dio", un gesto che ancora oggi il calcio non gli ha perdonato (Maradona segnò palesemente con la mano). Nella stessa partita realizza anche un gol-capolavoro: un dribbling ubriacante che lo vide partire da centrocampo, umiliare mezza squadra avversaria (compreso il portiere), sino a depositare la palla in rete. Questo gol è stato votato da una giuria di esperti come il più bello della storia del calcio. Infine guida praticamente da solo l'Argentina fino al trionfo contro la Germania Ovest per 3-2 nella finale mondiale.

Poi venne Italia '90 e, quasi in contemporanea, il declino del campione. L'Argentina in quel mondiale arriva in finale, ma perde contro la Germania per un rigore di Brehme. Maradona scoppia in lacrime, denunciando fantasiosi complotti ai suoi danni. Sono solo i primi segnali di un'instabilità emotiva e di una fragilità che nessuno sospetterebbe da un uomo come lui, abituato a rimanere sempre al centro dei riflettori. Un anno più tardi (è il marzo 1991) viene scoperto positivo a un controllo antidoping, con la conseguenza che viene squalificato per quindici mesi. Lo scandalo lo travolge, il declino sembra inarrestabile e si presenta un problema dietro l'altro. Non basta il doping, entra in scena anche il "demone bianco", la cocaina, di cui Diego sembra un assiduo consumatore. Infine emergono gravi problemi con il fisco, a cui si affianca la spiacevole storia di un figlio, Diego jr. riconosciuto ma mai amato e accettato.

Quando la storia del campione sembra avviarsi a una triste conclusione, ecco l'ultimo colpo di scena: la convocazione per Usa '94, in cui segna uno strepitoso gol alla Grecia. A seguito di un controllo antidoping viene nuovamente fermato per uso di efedrina, sostanza proibita dalla Fifa. L'Argentina è sotto choc, la squadra perde motivazione e grinta e viene eliminata. Maradona, incapace di difendersi, grida a un ennesimo complotto contro di lui. Tenta la carriera da allenatore, prima di tornare a giocare per il Boca Juniors. I tifosi organizzano una grande e indimenticabile festa allo stadio della Bombonera per il suo ritorno. Rimane al Boca fino al 1997 quando, nel mese di agosto, viene trovato nuovamente positivo ad un controllo antidoping. Nel giorno del suo trentasettesimo compleanno, el Pibe de oro annuncia il suo ritiro dal calcio.

Cosa ne pensate di Maradona? grande nel calcio e piccolo nella vita?

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Commenti dal 1 al 1
(1)

Gianluca venerdì, 7 luglio 2006

Semplicemente Grandissimo!

Ciao pipe de oro... ciao nino de oro... es un campeones o come diavolo si dice... ciao! ;-)

n° 1
simone venerdì, 30 marzo 2007

Re: Smamma mia

ciao diego io sono argentino e sono fiero di esserlo buona fortuna mavo diego

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