E' considerato il padre del trash hollywoodiano.
Quentin Tarantino lo adora, i suoi film spaventano le case di produzione, i grandi nomi di Hollywood farebbero follie per lavorare in uno dei suoi psichedelici film. Eppure lui ha un nome che a molti non dice niente, così come i titoli dei suoi capolavori: perchè Waters è capace di brillare di eccessi restando nell'ombra di una nicchia per pochi appassionati, come solo una vera icona gay del XX secolo sa fare.
Nasce il 22 aprile 1946 a Baltimora, negli USA; cresciuto in seno a una tipica famiglia americana, dopo aver lavorato come burattinaio negli spettacoli per bambini, decide con un gruppo di amici di creare una piccola comunità di cinefili. Dopo gli anni del rockabilly e quelli della beat generation, arrivano gli anni Sessanta: nasce il gruppo dei The Dreamland Players che sotto la guida di John inizia ad operare con le cineprese da 8mm. Già da questi esordi si intuisce l'anima nera di Waters: storie dissacranti, che vogliono mettere a nudo gli aspetti più squallidi e umilianti della società americana contemporanea.
Pian piano i Dreamland Players si allargano fino a diventare una minuscola casa di produzione, la Dreamland Repertory Company che riesce a mettere sul circuito underground l'esordio ufficiale più shockante del regista, The Pink Flamingo, che sarà causa di numerosi successi ma anche di grossi guai con la legge. Sono gli anni Settanta, anni complessi, di grandi cambiamenti. Allen Ginsberg, uno dei sovrani superstiti del movimento beat, resta folgorato dalle opere di Waters e lo definisce appunto il "padre del trash". E' l'inizio di un' ascesa nel mondo del cinema, quel mondo che non lo accetterà mai completamente. Alla fine degli anni Sessanta, Waters aveva già accumulato varie produzioni, tutte molto amate nel panorama del cinema underground americano; era stato espulso dall'Università di New York perchè trovato a fumare marijuana e considerato affetto da problemi psicologici; aveva superato la fase beatnik, quella dell'anarchia, quella della sperimentazione delle droghe. Passa da una relazione all'altra, molte di queste nate sul set dei propri film; uomini, donne, trans, per John Waters la sessualità è esattamente quella che vediamo nelle sue pellicole. Un trionfo di sentimenti esasperati, abnormi, un insieme di dettagli e situazioni che trascendono la realtà per finire in una dimensione talmente sconslusionata, illogica e stupefacente da risultare orribilmente vera. Il cattivo gusto di John Waters oggi spaventa più di ieri, anche se i tempi dei fasti sono ormai lontani. I tempi in cui, circondato dai suoi dreamlanders, rubava, si drogava, metteva sulla pellicola le sue visioni più geniali, ispirato dai grandi nomi dell'underground del passato, da Andy Warhol a William Castler, da Federico Fellini ai fratelli Kuchar. Le sue sono visioni estreme, nate dall' analisi di avvenimenti di vita quotidiana: parodie tragicomiche della vita americana, della società perbenista e repressiva che ha sempre spinto le persone come Waters ai margini.
In queste sue visioni, perfetto, sublime, inquietantemente giusto furono l'incontro e il sodalizio con Divine.
John e Divine
Glenn Harry Milstead è una drag queen, conosciuta nell' ambiente transgender con il nome di Divine. E' anche lei, come Waters, una personalità eccessiva e geniale, capace di mettersi in gioco e di puntare il dito contro l'ambiente gay americano, prendendolo in giro per quegli stessi stereotipi della società benpensante americana che ufficialmente rifiuta.
Divine appare per la prima volta in una pellicola del 1966, Roman Candles e sarà la star indiscussa della pellicola shock per eccellenza, The Pink Flamingos. Amica, confidente, spalla, protagonista della carriera e della vita di Waters, Divine incarna tutto ciò che il regista ama.
Il contrario, l'eccesso, il cattivo gusto, l'essere superstite di una società immonda pregna di ideali sbagliati e oppressivi. Quella reietta di Divine asurge al ruolo di icona del cinema clamp, dei b-movies, del trash più spinto che Waters è in grado di mettere in scena. Fortunatissime tutte le pellicole in cui la mastodontica drag appare come protagonista, fino alla sua tragica morte. Sono appena finite le riprese di Hairspray la pellicola che in Italia avrà successo con il titolo di Grasso è Bello; è il 1988 e Divine muore nel sonno per complicazioni legate alla sua obesità. Waters resta dolorosamente spiazzato da questa mancanza. Non avere più Divine accanto è come non essere più collegati a quel periodo di glitter, musica e trasgressioni che fino ad allora li hanno resi così grandiosi, così popolari, così amati e repulsi.
La sua seguente produzione, sebbene sempre di alto livello, sembra perdere un po' di smalto, ancora illogica e mai lucida ma priva di quell'ingrediente fantastico in più che era stato Divine.
Tutte le allucinazioni di Waters
1964 - Hag In A Black Leather Jacket - primo lavoro di 17 minuti in bianco e nero, girato con cinepresa 8mm. Questo lavoro verrà rubato da Mona Montgomery, amica, attrice ed ex fidanzata di Waters; racconta la storia di una ragazza bianca che, in una cerimonia officiata da un capo del Ku Klux Klan, sposa un uomo di colore. La produzione all' epoca costò 30 dollari.
1966 - Roman Candles - esordio di Divine dietro alla cinepresa. Mona Montgomery è ancora una delle attrici di Waters. Girato a Baltimora in 8mm è uno short film di 40 minuti che non verrà commercializzato, dedicato alla figura di Andy Warhol e il cui cast è interamente composto dai dreamlanders di Waters. E' pensato come tre "visioni" in una: un prete che beve una birra, una donna aggredita e una drag che guida una moto. Su tutte le scene, l' immagine di Divine che suona la chitarra. E' possibile reperire il film solo con i documentari e le monografie video dedicate al regista.
1967 - Eat Your Make-Up - Divine è la protagonista di questa visionaria pellicola in 16mm; uno dei Dreamlanders, Maelcom Soul, presente nelle altre due produzioni, morirà due settimane dopo la fine delle riprese. E' la storia con inserti atroci e una ironia massacrante, della morte di J.F.K. rivista da Divine che interpreta Jackie Kennedy. Introvabile.
1969 - Mondo Trasho - Costato circa duemila dollari, questo è il primo lungometraggio di Waters. La particolarità è l’assenza di dialoghi, in favore di una colonna sonora di puro rock’n roll. La protagonista è, anche qui, Divine.
1970 – Multiple Maniacs – 90 minuti in bianco e nero bastano a Waters per rendere questa pellicola un pugno nello stomaco. Interpretato da Divine, è la storia di una donna che subisce violenze, di un mondo reale ma anche surreale come quello dei freaks. Nato come pura provocazione verso l’artificiale e rigurgitante di sentimentalismo mondo degli hippie, il film ebbe comunque un discreto successo.
1972 – Pink Flamingos – Controverso, introvabile, scorretto e dissacrante. Uno dei film (e il primo che non sia lungometraggio) più riusciti di Waters, che ancora oggi riesce a far gridare allo scandalo. Destinato ad un pubblico di soli adulti in grado di andare oltre le apparenze volutamente trash, è la storia di Babs, interpretata dalla grande Divine. Babs detiene il titolo di Persona Più Disgustosa Del Mondo e ne va assolutamente fiera. Ma due perversi cugini, gelosi di questo riconoscimento, vogliono fare in modo di ottenere il titolo. Con la complicità di un domestico tuttofare, rapiscono giovani donne, le incantenano, le torturano e violentano fino a metterle incinta, per poi rivendere i bambini a danarose coppie gay. I proventi servono per ingrandire la catena di pornoshop avviata dai cugini, che decidono di intraprendere anche la strada dello spaccio di droga vendendo eroina nelle scuole elementari. Pieno di citazioni, dialoghi veloci e acuti, scene fortissime che vanno dalla zoofila alla coprofagia al cannibalismo, il film all’interno del circuito underground è considerato la Pellicola per eccellenza, un cult sempre e comunque avanti nei tempi.
1974 – Female Trouble – Ormai dedicatosi alla creazione di film, Waters lascia da parte i lungometraggi. Da questo momento i suoi lavori inizieranno a passare anche in televisione, rendendo il suo cinema leggermente più commerciale e conosciuto a un pubblico non più di nicchia. In questa commedia, Divine è una donna che deve arrangiarsi per sopravvivere nel mondo degli spettacoli di serie Z. Una starlette alle prese con la gelosia maniacale delle colleghe, la fissazione per i capelli e il glamour più eccessivo. Anche questo film ottenne un discreto apprezzamento di pubblico.
1977 – Desperate Living - E’ la storia di due donne che dopo un omicidio si rifugiano a Mortville, una cittadina abitata solo da pazzi criminali dove la vita è regolata da leggi ben precise. Sebbene in questa pellicola non compaia Divine, sono presenti attori perfettamente adatti ai personaggi eccessivi di Waters, poiché eccessivi anche nella realtà, come la bellissima star del burlesque Liz Renay.
1981 – Polyester – L’ uscita nelle sale di questo film fu accompagnata da una trovata pubblicitaria davvero curiosa: gli odorama. Venivano distribuiti al pubblico dei cartoncini da grattare che emanavano degli odori particolari in relazione a determinate scene del film. Odori gradevoli ma anche nauseabondi, perché nel cinema di Waters “non c’è il bello senza lo schifo”. In questa pellicola, Divine interpreta il ruolo di una casalinga obesa, torturata da un marito violento e alcolizzato, due figli nevrotici e una madre con il mito della Barbie. Il sogno di trovare l’amore vero e un principe azzurro si realizza quando incontra un uomo misterioso e affascinante….
1988 – Hairspray – Uscito in Italia con il titolo “Grasso è bello”, questo film fu uno dei successi più inaspettati di Waters. Una commedia brillante sui temi delicati e amari dell’ obesità, del rifiuto dei diversi, del razzismo. La storia di una ragazza cicciona che riesce a entrare nello spettacolo televisivo di culto, diventando in poco tempo l’idolo di tutte le casalinghe e donne che non possono esibire il fisico perfetto delle gelosissime colleghe della ragazza. Ma il successo sembra vacillare quando Tracy si schiera in difesa del ragazzo di colore di una amica. Di recente da questa pellicola è stato tratto un musical per il teatro, interpretato da John Travolta e destinato ad un grande successo di pubblico e critica.
1990 – Cry Baby – Dopo il successo di Polyester e Hairspray, Waters è ormai un regista conosciuto e richiesto. Il pubblico aspetta i suoi film, la critica non vede l’ora di omaggiare o denigrare il genio del regista. Cry Baby non delude nessuno, grazie anche all’ottima interpretazione di un giovanissimo e spregiudicato Johnny Depp. Ambientato negli anni ’50, è la storia d’amore tra un fascinoso teppista in giacca di pelle e una ragazza di buona famiglia; sullo sfondo si muovono le bande di motociclisti e il mondo presentato nel musical Grease, preso in giro da Waters che regala una colonna sonora diversa e assolutamente di tutto rispetto.
1994 – Serial Mom – Uscito in Italia con il titolo “La Signora Ammazzatutti” è la storia di Beverly, magistralmente interpretata da Kathleen Turner , casalinga dalla doppia personalità. Madre e moglie perfetta, qualcosa scatta in lei nei momenti di crisi, rendendola una sanguinaria e lucidissima assassina, a suo agio più nei panni della killer che in quelli di casalinga modello.
1998 – Pecker – Dopo un giovanissimo Johnny Depp, è il momento della star in ascesa Christina Ricci di entrare a far parte della crew di Waters. Il film ruota intorno alla figura di Pecker, giovane fotografo amatoriale di Baltimora che si diletta nel ritrarre la sua surreale famiglia e il suo gruppo di amici fuori di testa. Scoperto da una mercante d’arte senza scrupoli, Pecker scopre in breve la celebrità che rischierà però di minare la sua tranquilla esistenza.
2000 – Cecil B. Demented – Un film considerato autobiografico, distribuito in Italia con l’eloquente titolo “A Morte Hollywood”. Una commedia demenziale e provocatoria nel primo stile Waters, che condanna il cinema lussuoso e commerciale di Hollywood in favore del cinema indipendente. Una star internazionale viene rapita da un gruppo di fanatici del cinema underground che vogliono farle interpretare il loro film. A poco a poco, la star interpretata da Melanie Griffith, subirà un radicale cambiamento, finendo col prendere parte alla causa del folle gruppo e interpretando il suo ultimo e grandioso ruolo davanti all’ inneggiante pubblico di un drive-in.
2004 – A Dirty Shame – Waters ritorna alla provocazione sessuale seppur con toni più contenuti rispetto ai precedenti lavori. Non mancano comunque gli affondi che vanno a segno, colpendo il pubblico di affezionati del regista che non resta deluso nemmeno da questa storia. Omosessualità, sesso perverso, violenza, humor nero, cattivo gusto e un’immancabile colonna sonora contribuiscono a confezionare l’ ultimo (al momento) film di Waters, lasciandoci in una pregustante attesa del suo prossimo, geniale parto cinematografico.
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Commento alla recensione su John Waters e sulla su
Il testo che avete presentato è valido solo per il fatto di poter offrire al lettore informazioni interessanti (forse poco attendibili e che risultano un mix di dati presi da altri siti internet e mal sviluppati) sull'argomento; per il resto la recensione che avete scritto è spazzatura nel vero senso della parola: vi sono numerosi errori di scrittura dei termini specifici (si scrive "cinema camp" e non "cinema clemp"!!!!!!!!; si scrive "Pink Flamingos" l'omonimo film di Waters e non The Pink Flamingo"!!!!!!!!!!!!!!!!!, e molti altri).
Vi consiglio di cancellarla e di rifarla meglio. Non proponetela a nessuno. Io la vostra recensione la voto con un 2!