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Meglio "Non pensarci" ai problemi

Intervista a Valerio Mastandrea, protagonista della commedia italiana ironica, dolce e a tratti dissacrante che ha fatto innamorare l'Italia

Il lavoro stenta a decollare? La tua ragazza ti tradisce con un chitarrista che oltre tutto apprezzi pure? La tua famiglia è piena di problemi e tu non sai come far fronte a tutto questo? “Non pensarci” è l’ironica risposta cinematografica di Gianni Zanasi, regista sui generis che torna a girare un film dopo quasi dieci anni (l’ultimo risale al 1999), anche per colpa di quella che definisce “una fase buia che casualmente è concisa con il governo Berlusconi”. A parlarci del suo modo di lavorare, a metà fra stress e divertimento, il protagonista della sua ultima, e osannata dalla critica, commedia, nonché suo fan d’eccezione: lo scanzonato e irresistibile Valerio Mastandrea.

non pensarci 1Com’è nata la collaborazione con il regista Zanasi?
Anni fa andai a vedere “Nella Mischia”, eravamo in tre in sala, ma mi piacque moltissimo. Allora Zanasi stava diventando una leggenda, per via del suo quasi anonimato da una parte e dell’intenso lavoro che fa con gli attori, passando prima sul proprio cadavere, dall’altra. Per molti aspetti questo è stato il mio primo film: ho trovato un modo di lavorare anomalo e speciale. Lui logora i suoi attori perché, logorando prima se stesso, deve usare al massimo gli strumenti che gli servono. E noi siamo stati i suoi strumenti logorati tutti e con il sorriso.
E’ un film pieno di dialetti diversi…
Sì, tanto per cambiare io sono quello che parla romano! Scherzi a parte, sono il primo ad aver fatto caso alla diversità dei dialetti. E’ che Gianni ci ha voluto di provenienze varie, ricopriamo tutto lo Stivale insieme, da Roma alla Sardegna. E’ stato pensato come simbolo per rappresentare tutta l’Italia.
Davvero?
Mah, voi pensatelo come vero!

non pensarci 2Cosa l’ha convinta a partecipare a questo film?
Il suo modo, originalissimo secondo me, di raccontare la provincia italiana e la famiglia. L’una non è solo quella degli psicopatici, ma anche quella sana, di piccola imprenditoria e modeste imprese ecc. L’altra nel film è sinonimo di confronto. Ora che la famiglia sta sempre più cambiando, sono importanti i ruoli, non c’è bisogno di essere figli di separati per capirlo.
Ci descrivi come hai vissuto il tuo ruolo, ovvero quello di un ragazzo che torna al suo paese natio pensando di ritrovare il calore di una famiglia tutto sommato serena e invece si ritrova a dover tentare di risolvere una marea di problemi?
Lo dirò con una metafora: è come camminare in un campo minato senza far esplodere le mine.
Come hai costruito il tuo personaggio?
Ma non è vero che si costruisce tanto il personaggio, quanto la storia, le sfumature. Comunque appena ho letto la sceneggiatura il personaggio mi si è tatuato dentro, il provino era una formalità perché me lo sentivo perfetto addosso.

non pensarci 3Colpisce la tua naturalezza nel recitare. Ultimamente ti abbiamo visto al cinema anche nei panni dell’instancabile sindacalista del film di Virzì “Tutta la vita davanti”, ancora prima in quelli dell’ingenuo conducente d’autobus in “Notturno bus” di Marengo e ogni volta si nota la tua grande spontaneità nell’interpretare ruoli anche molto diversi.
Può anche essere un limite sembrare sempre me stesso. Essere naturali per un attore non basta, bisogna avere una grande consapevolezza: dietro la spontaneità che vedete c’è un grosso lavoro. Ma non che sia una mia qualità particolare, è un lavoro di regia molto profondo…
Ti occupi molto del problema delle morti bianche, penso al tuo cortometraggio “Trevirgolaottantasette”, allo spettacolo “Col ferro e col fuoco” per gli operai della Thyssen…
Spero di non essere l’unico, tutti dovremmo essere sensibili al problema delle morti sul lavoro. Certo quando si fa un mestiere come il mio si è più visibili e allora ci si mette al servizio di cose importanti, magari. 

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Commenti dal 1 al 1
(1)

Yu lunedì, 5 maggio 2008

grande

ho visto il film e Valerio Mastandrea è veramente bravo.

n° 1
Luna venerdì, 9 maggio 2008

Re: grande

> ho visto il film e Valerio Mastandrea è veramente
> bravo.
>

Concordo

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