Si
esulta per il vincitore di turno e si teme per la notte degli Oscar.
Questa la prima, naturale, reazione che consegue la premiazione
dell’Hollywood Foreign Press Association, alias Golden
Globe.
A marcare una profonda differenza rispetto agli anni passati,
quest’anno è stata l’assenza
totale di ogni cerimonia. Nessun red carpet, né
sfilata di divi o maratona televisiva di tre ore che tenga: lo sciopero
degli sceneggiatori, sostenuto dal sindacato degli attori
affinché fosse più forte e visibile, ha colpito
ancora.
“E’ un momento tremendo per gli sceneggiatori ad
Hollywood, questo. Ma un po’ per tutti, anche per gli
attrezzisti, gli addetti ai guardaroba…” ha
dichiarato amareggiato Akiva Goldsman, premio Oscar
per “A beautiful mind”, nel corso della conferenza
stampa di “I am a legend” (di
cui è co-sceneggiatore e co-produttore), aggiungendo:
“Da soli, lo sciopero degli sceneggiatori non conta nulla: a
nessuno interessa se uno di noi non si presenta, il film si fa lo
stesso. Ora, invece, grazie all’aiuto degli attori,
stiamo ottenendo più visibilità”.
E le
preoccupazioni cadono sulla prestigiosa notte degli Oscar,
che quest’anno, per la prima volta nella storia, rischia
seriamente di saltare, se è vero che i Golden
Globe ne rappresentano l’anticamera.
Come spesso accade, alcuni premi, oltre ad essere perfettamente
prevedibili, erano anche da tempo pre-annunciati.
E’ il caso di “Espiazione”
(“Atonement”), dato per favorito da mesi e infine
incoronato miglior film drammatico, là
dove miglior commedia (musicale) è stata
decretata quella firmata dal genio visionario di Tim Burton, ovvero “Sweeney
Todd”.
Il protagonista, un Johnny Depp nei
panni del barbiere sanguinario dalla chioma bicolore, ha ritirato il
premio come miglior attore, insieme al collega Daniel Day-Lewis,
applaudito interprete di “Il petroliere”
(“There will be blood”) di Paul Thomas Anderson.
Impossibile non partecipare alla standing ovation per la regina Cate Blanchett,
sosia impressionante di Bob Dylan in “Io non sono
qui” (“I’m not there”) e
premiata come miglior attrice non protagonista.
Nel
gineceo di riconoscimenti femminili, spicca quello per Julie
Christie, in “Away from her”, in buona
compagnia con la splendida Marion Cotillard,
protagonista di “La vie en rose”, biopic commovente
sulla cantante Edith Piaf.
Julian Slaben vince, meritatamente, il premio
alla regia per il toccante “Lo scafandro e la
farfalla”, che racconta, con poesia e ironia al tempo stesso,
il dramma (vero) di un giornalista condannato alla paralisi di tutto il
corpo, eccetto una palpebra, per via della patologia da locked-in.
I geniali fratelli Cohen si accontentano di aver
creato la miglior sceneggiatura originale per
“No Country for old men”, che porta a casa anche il
premio per miglior attore non-protagonista
a Javier Bardem.
Miglior film d’animazione risulta essere
il grandioso e imperdibile “Ratatouille”,
il topo-chef che ha fatto impazzire spettatori di mezzo mondo,
intenerendo con la sua ostinazione ad inseguire un sogno (im)possibile,
senza dimenticarsi di aiutare chi ne avesse, all’occorrenza,
bisogno.
Se trionfa “Guaranteed”, la canzone portante
dell’intenso film di Sean Penn
“Into the wild”, spicca come vera sorpresa
dell’edizione di quest’anno il premio
all’italiano Dario Marianelli, 44 anni,
di Pisa ma residente a Londra, autore della miglior colonna
sonora per “Espiazione”.
Collaborare
con Joe Wright, regista di quest’ultimo, deve evidentemente
portargli fortuna, visto che già l’anno scorso era
candidato all’Oscar per le musiche del suo
“Orgoglio e pregiudizio” e che attualmente sta
lavorando per il nuovo film “Il solista”.
E infatti è stato proprio Wright a chiamarlo in piena notte,
alle tre circa, per comunicargli la notizia dell’inattesa
vittoria.
Dario, partito per l’Inghilterra all’età
di 26 anni, appartiene alla folta schiera di talenti nostrani
costretti a tentar fortuna all’estero, in quella
fuga di cervelli e creatività che sempre più si
rivela un’opportunità concreta per molti giovani
italiani, frustrati dalle vergognose condizioni lavorative in cui versa
gran parte del nostro paese.
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