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Marina Spada e Come l'ombra

Il film della regista e insegnante milanese continua a vincere premi in giro per il mondo. Lei intanto sta scrivendo il soggetto del terzo film: "Spero di aver dato un esempio di democratizzazione del cinema"

“Questo film è un miracolo”. Occhi grandi e sguardo duro, Marina Spada, regista, insegnante di tecniche della ripresa cinematografica, non usa mezze misure.
Il suo secondo film Come l’ombra è un esempio di “Democratizzazione del cinema” intesa come la possibilità di scrivere, girare e distribuire in modo decente un film, senza per forza dover ricorrere alle strade consuete.
Uscito ormai lo scorso anno in Italia, il film continua a ricevere premi in giro per il mondo. L’ultimo, quello per la migliore regia al Mar del Plata Film festival, ha permesso a Come l’ombra di essere attualmente in programmazione in Paraguay, Brasile e nel resto dell’America del Sud.
come l'ombra“Stiamo trattando anche per distribuirlo in Francia – spiega la regista – mentre in Italia è uscito con l’Istituto Luce. Davvero, io credo che sia un miracolo”.

Agosto: siamo in una Milano afosa e deserta, che ricorda terribilmente i film di Antonioni. Claudia, milanese che lavora in un’agenzia di viaggi, accetta di ospitare per qualche giorno Anita, russa, venuta in Italia per cercare fortuna. Dopo una settimana in casa di Claudia, Anita scompare nel nulla senza lasciare traccia, lasciando tutto a casa sua, compresi soldi e documenti. Claudia rinuncia alle sue vacanze per cercarla, ma non la troverà.
La regista Marina Spada ne parla con orgoglio, soprattutto ora che il suo progetto completamente senza speranza le ha dato ragione. “Volevo fare questo film a tutti i costi – dice - Sono andata in banca e ho preso un mutuo. Io sono figlia di uno che guidava il tram e vorrei che fosse chiaro, ma non importa. Io faccio quello che mi pare e ho sempre fatto i film che volevo io, quando e come volevo. Non sempre va così ed è anche giusto, quando si hanno dei soldi pubblici. Questo è stato il più grande azzardo della mia vita e per questo parlo di miracolo”.
Autrice di video ritratti celebri, come quello di Gabriele Basilico e sperimentatrice da sempre, la Spada non ha paura di mettersi in gioco.

marina spadaLa sua esperienza, come spiega, potrebbe servire a tanti altri autori che non riescono a farsi vedere. “Se non hai fatto mai niente, non ti fanno girare. E come fa uno a iniziare a lavorare nel cinema?” domanda provocatoriamente. “La mia speranza è che questo film faccia prendere coraggio a chi vorrebbe fare film, ma non ha i soldi del Ministero. Anche io li ho chiesti e quando me li hanno rifiutati, invece di deprimermi, ho scelto di fare da sola”.
Non solo: ce l’ha con la “casta”, come la chiama lei, dei produttori romani, che scelgono chi e come fare lavorare. “Io e Davide Maggioni, facciamo film in modo politico. Abbiamo dimostrato che con pochi soldi si può andare sulla stampa nazionale e fare il giro dei festival. Magari qualche ragazzo ci vede e in 100 fanno dei film, anche in digitale. Su 100, almeno dieci sono buoni ed ecco che abbiamo dieci nuovi autori, fuori dai giochi romani e dalla casta”.

È stato Davide Maggioni, direttore della scuola dove la Spada Insegna, a scrivere il soggetto di Come l’ombra, regalandolo alla regista per il suo compleanno. “Appena l’ho letto, ho deciso che l’avremmo girato” insiste, con la sicurezza di chi si mette in gioco da sempre e sa di cosa parla.
Lei e Maggioni stanno scrivendo insieme il soggetto per il terzo film della regista e hanno intenzione di seguire lo stesso metodo: pochi compromessi e molta libertà, a costo di prodursi da soli.
“Il mio primo lungometraggio Forza Cani – spiega Marina Spada - è stato prodotto lanciando una sottoscrizione in internet. Se sarà necessario, lo faremo anche per il prossimo”.

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Commenti dal 1 al 1
(1)

angievera domenica, 2 maggio 2010

Come l'ombra

Marina Spada con questo film dipinge dei personaggi comuni, quelli che ci passano davanti tutti i giorni nella Milano spesso anonima e frettolosa, gente di cui non conosciamo nè vogliamo conoscere le storie...ed ecco il miracolo, un incontro non voluto si trasforma velocemente in ricerca e commuove fino alle lacrime.

n° 1
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