Prima era solo il fratello più giovane di Ben Affleck.
Prima i suoi ruoli erano sempre di secondo piano.
Ora è arrivato il suo momento. Casey Affleck, tra
gli uomini dell’anno della rivista GQ statunitense,
attore, scrittore e modello per una collezione di John Varvatos, è
finalmente emerso dall’ombra.
Quasi
nessuno sa chi sia, eppure, grazie a film di successo come la saga di Ocean’s
Eleven, Ocean’s Twelve e Ocean’s Thirteen
il suo volto è diventato conosciuto.
Finalmente quest’anno, con il suo primo film da protagonista
accanto a Brad Pitt,
è quasi una star.
Quasi perché nel film L’assassinio di
Jesse James da parte del codardo Robert Ford, Casey
interpreta un personaggio scomodo, anche se complesso e sfaccettato.
Una scelta controcorrente, come tutte le altre che gli hanno permesso
di costruirsi una carriera rispettabile composta da ruoli di
nicchia.
Volete sapere perché ha voluto a tutti i costi interpretare
Robert Ford? Semplice: era il nuovo progetto del regista Andrew
Dominik, australiano, autore di Chopper, film che racconta la biografia
di un altro criminale.
“La prima cosa che ho saputo era che l’uomo che
aveva girato Chopper stava facendo un altro film – ha
spiegato Casey Affleck in un’intervista – Quindi ho
detto ‘voglio essere in quel fottuto film’.
Ho letto il libro e ho pensato che fosse bello e poi la sceneggiatura
era ancora meglio del libro perché decostruiva tutti i
luoghi comuni del western: il ragazzo buono e quello cattivo. Andrew
è bravissimo in questo”.
Non è stato facile prepararsi al ruolo, perché su
Robert Ford non c’è molto.
“Ci sono pochissime informazioni disponibili su
Robert Ford – racconta l’attore - eccetto
una foto famosa, che è stata molto utile perché
la sua faccia è veramente espressiva. La postura rigida, il
modo in cui stringe la pistola, sta posando per questa foto ma
è come se si fosse appena svegliato.
Sembra confuso, ma si sforza di essere orgoglioso. Oltre a questo non
c’è quasi niente. Ho cercato di parlare con i suoi
parenti, ma non sono riuscito a capire chi lo fosse davvero oppure chi
stesse mentendo”.
Casey
Affleck è un attore difficile da catalogare. I
suoi ruoli passano da spalla in film come Da morire
e American Pie, a progetti al limite della
sperimentazione come Gerry di Gus Van Sant, scritto a quattro mani con
l’amico Matt Damon.
In mezzo, troviamo Hamlet, Lonesome Jim e The last kiss
(la versione americana del film di Muccino).
Una carriera completamente diversa da quella di Ben, con cui
però ha lavorato diverse volte e con cui ha un rapporto di
grande sincerità, soprattutto per quanto riguarda i progetti
cinematografici. I due hanno lavorato insieme in Will Hunting,
poi in Chasing Amy, 200 cigarettes e ora in Gone bay gone,
primo film da regista del fratello.
Nel film, scritto da Ben è tratto da un romanzo, Casey
interpreta il detective Patrick Kenzie che investiga sul rapimento di
una ragazza.
Un thriller che vedremo a marzo in Italia e che
consacra definitivamente Casey come attore di primo piano e non
più solo come caratterista.
Della
scelta del fratello pensa solo il meglio: “Ho sempre saputo
che Ben è un tipo intelligente e con doti da leader. Ha
girato migliaia di film e ha imparato qualcosa. Mi sono sempre chiesto
quando avrebbe iniziato a dirigere” ha detto
l’attore.
Vegetariano, serio, sorriso dolcissimo e disarmante Casey
Affelck è sposato con Summer Phoenix, sorella del
celebre River Phoenix e ha un figlio.
Non ama la notorietà e quando può si
defila, lasciando spazio a chi ha più faccia tosta
di lui.
A Venezia, ha lasciato parlare il collega Brad Pitt nonostante la
performance più applaudita (e ingiustamente sottovalutata)
sia stata la sua.
Una grande mimica e due occhi verdi irresistibili.
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