Home » Cinematv » Cinema » Intervista ad Andrea D'Ambrosio

Intervista ad Andrea D'Ambrosio

Uno degli autori del documentario scandalo sull'inquinamento in Campania parla della nascita del progetto e di altri scandali

biutiful cauntriPecore agonizzanti per la presenza di diossina, interi campi inquinati da rifiuti tossici, cave non a norma e indignazione.
Tanta indignazione, di chi quella terra e soprattutto questo paese lo sente suo e non vuole vederlo morire. Parliamo di Biùtiful cauntri, il documentario scandalo di Andrea D’Ambrosio, Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero che ha vinto una menzione speciale all’ultimo Torino film festival e che sta passando in tv da mesi.
Il tema è quello dell’emergenza rifiuti, la terra è la provincia di Napoli e il problema sono i ricatti e la collusione tra camorra e politica. Ovvero, l’assenza dello Stato in una terra, in particolare quella di Acerra, che dal territorio più florido della Campania è diventata la cloaca delle fabbriche di Nord e Sud Italia.
Gli autori sono ‘tre moschettieri della denuncia’: una montatrice, un documentarista e un giornalista. Esmeralda Calabria, vincitrice del Nastro D’argento e del David di Donatello per il montaggio di Romanzo criminale, Andrea D’Ambrosio, regista di documentari e Peppe Ruggiero, giornalista professionista, che cura l’ufficio stampa di Libera e il rapporto annuale Ecomafie di Legambiente dal 1997.

Abbiamo intervistato Andrea D’Ambrosio, che ci ha raccontato la nascita di Biùtiful cauntri: “Il progetto è nato nel gennaio 2007 – spiega – dopo che io ed Esmeralda ci siamo conosciuti sul set del progetto collettivo CheCosaManca. Tra 18 registi ha scelto me e ancora le chiedo come mai” scherza D’Ambrosio.
Andrea D'AmbrosioIn seguito nel progetto è stato coinvolto anche il giornalista di Legambiente Peppe Ruggiero, che sapeva già come muoversi per parlare dell’allarme diossina.
“Le riprese sono iniziate quasi subito, –dice ancora Andrea D’Ambrosio - abbiamo contattato quasi tutte le persone tramite Peppe Ruggiero. Raffaele De Giudice, l’educatore ambientale che lavora per Legambiente, passa la sua vita a combattere le discariche abusive. All’inizio non sapeva se fidarsi o meno di noi, pensava che lo stessimo prendendo in giro che volessimo fare una specie di reality su di lui”.
La parte più difficile è stata raccontare senza retorica la vita e le sofferenze delle persone direttamente coinvolte nello scandalo della diossina campana. Pastori, contadini e operai che non hanno più un lavoro e rischiano la vita ogni giorno.

Una delle cose più belle è stato vivere a contatto con le persone che racconti. Non è facile entrare nel privato delle persone e una volta entrati è ancora più difficile raccontare, perché vedi da vicino le difficoltà e soprattutto quella ‘disperata vitalità’, come la chiamava Pasolini che li fa tirare avanti nonostante tutto”.
Il documentario si concentra soprattutto su una famiglia di pastori e un paio di contadini, che gli autori hanno conosciuto bene.
Alla fine delle riprese si sono ritrovati con 130 ore di girato. “C’è stato un duro lavoro di montaggio per ricavare dalle 130 ore soltanto 83 minuti. Il montaggio è stato fatto soprattutto da Esmeralda, mentre io ho rifiuti nel Vesuviolavorato molto sul campo e Peppe in fase di creazione. Per fortuna sapevamo già cosa volevamo da questo documentario. La nostra intenzione era sottolineare le emozioni di queste persone, il fatto di averli conosciuti” continua Andrea.

Per quanto riguarda lo stile, si sono trovati subito d’accordo: “Non volevamo che somigliasse ad un reportage televisivo. Per questo non c’è la voce off e parlano soprattutto le persone” conclude Andrea. Ci sono cose che nel documentario non si vedono, ma che gli autori conoscono bene: “Se si va al cimitero di Acerra è pieno di ragazzi di venti anni morti di tumore per la diossina – dice – senza contare i feti malformati delle donne napoletane”.
Progetti futuri? “Sto curando due documentari. Il primo riguarda lo scrittore e insegnante Franco Arminio che fa il paesologo, cioè colui che va in giro a conoscere i paesi, mentre l’altro è sulle nuove povertà: immigrati, contadini e precari che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese”.

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Commenti
(0)

Chiudi
Aggiungi un commento a Intervista ad Andrea D'Ambrosio...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori