Si
è spento ieri, a 54 anni, Anthony Minghella. Il
regista, che si trovava al Charing Cross Hospital di Londra,
è deceduto in seguito ad un’emorragia celebrale.
Ad annunciare la tragica notizia è stata la sua agente
Leslee Dart, spiegando che Minghella è morto per le
complicazioni seguite ad un intervento della scorsa settimana per un
tumore al collo e alle tonsille.
"L'operazione era andata bene ed i medici erano molto ottimisti", ha
riferito. "Ma la scorsa notte ha sviluppato un'emorragia che
non sono stati in grado di fermare". Il regista era sposato
con Carolyn Choa, una coreografa di Hong Kong, e aveva due figli, Max e
Hannah. Entrambi lavorano nel cinema, il primo come attore, la seconda
come assistente di produzione.
Anthony
Minghella era nato il 6 gennaio 1954 sull’Isola di
Whight, da padre italiano (originario della provincia di
Frosinone) e madre inglese.
Dopo essersi laureato in letteratura all'Università di Hull
(North Yorkshire), Minghella lascia gli studi per il teatro. Inizia a
lavorarvi nel 1975, ma è negli anni Ottanta che ottiene
visibilità: nel 1984 i critici di Londra gli assegnano il
riconoscimento di “drammaturgo più
promettente” e nel 1986 viene premiato per la
“migliore opera” con Made In Bangkok.
Esordisce nel cinema solo nel 1991, con il film Il
fantasma innamorato; due anni dopo dirige Matt Dillon in Mister
Wonderful. Ma il grande successo arriva nel 1996 con Il
paziente inglese, pellicola che gli frutta 9 premi Oscar (su
10 nomination), tra cui quello per la Miglior regia, un Golden Globe e
numerosi altri riconoscimenti in Usa e Gran Bretagna.
Nel 1999
realizza Il Talento di Mr. Ripley, tratto dal
romanzo di Patricia Highsmith. Per la pellicola scrittura tre giovani
star come Jude Law, Matt Damon e Gwyneth Paltrow.
Nel film, ambientato in un’Italia anni Cinquanta da
cartolina, Minghella fa debuttare sul grande schermo Fiorello, in una
scena in cui lo showman siciliano canta Tù vuò
fà l'americano insieme ai due attori protagonisti.
“Un bravo attore con molte chance. Mi è
rimasto subito simpatico: è un giovane strano ma
bello”, aveva detto di lui Minghella.
Informato nel corso del suo programma radiofonico della scomparsa del
regista, Fiorello ha detto commosso: “Ho appena saputo che
è morto Minghella. Sono rimasto senza parole.
Sono stato con lui tutti i giorni per due mesi, quindi eravamo
diventati abbastanza amici anche fuori dal set, io sono andato a casa
sua, lui è venuto a casa mia, un rapporto che durava anche
oggi. Mi arrivavano sempre i saluti da qualche parte del mondo: 'Oh,
sai chi ti saluta? Anthony Minghella'. Per quella piccola cosa che ho
fatto con lui ne Il Talento di Mr. Ripley... Mi dispiace veramente
tantissimo”.
Un
altro successo firmato da Minghella è stato Ritorno
a Cold Mountain, western sentimentale con Jude Law, Nicole Kidman e
Renée Zellweger.
Nel 2004 la pellicola ottenne 7 nomination all’Oscar, ma
vinse solo quella di Miglior film.
Alla domanda se si fosse sentito un escluso dagli Oscar, rispose: "Vi
dirò la sincera verità: a casa, nel mio studio,
ho una vetrina in cui tengo i vari premi che ho ricevuto. Accanto a
questa vetrina c'è una cyclette per fare ginnastica: beh non
so quale dei due oggetti detesti di più. Entrambi
però hanno un elemento in comune: sono un chiaro
ricordo che non ci si può adagiare sugli allori:
per mantenersi a buoni livelli bisogna lavorare e impegnarsi. Il
successo è una grande opportunità
perché ti consente di fare un altro di film e di lavorare
con grandi artisti. Questo è un regalo fantastico".
Nel 2006 lavora per la terza volta con Jude Law nel dramma
Complicità e sospetti. Il suo ultimo film (girato
per la BBC) è The No. 1 Ladies' Detective Agency,
una commedia tratta dal libro di Alexander McCall Smith, che racconta
la storia della prima donna che ha aperto un'agenzia investigativa in
Botswana.
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