Nel
mondo del cinema il filone vampiresco ha ormai esplorato
molteplici direzioni, dalle più classiche come in “Nosferatu”
di Murnau e “Dracula” di
Coppola, a quelle più grottesche e fantasiose come in “Dal
tramonto all’alba” e “Blade”.
Questa volta però è
l’ambientazione geografica a dare un tocco di
originalità al nuovo film sulle creature della
notte, ovvero “30 giorni di buio”.
Il film è infatti ambientato a Barrow, il paese
più a nord dell’Alaska, dove ogni anno,
il sole resta sotto l’orizzonte per poi riapparire un mese
dopo. Il luogo ideale quindi per una banda di vampiri assetati di
sangue che possono muoversi liberamente, senza l’insidia
mortale del sole che sorge.
I
famosi mostri succhia-sangue arrivano in città guidati dal
loro capo, Marlow (Danny Huston),
dando subito inizio alla mattanza: uccidono cani, sabotano i mezzi di
comunicazione e infine iniziano a scagliarsi sugli ignari cittadini che
vengono presto decimati.
Tra i superstiti c’è lo sceriffo Eben
Oleson, interpretato da Josh Hartnett
(“Slevin – Patto Criminale”,
“Black Dalia”), la moglie (Melissa George)
e suo fratello Jake (Mark Rendall).
La loro unica via di scampo sarà una soffitta dove
inizierà una estenuante lotta per la sopravvivenza,
in attesa della fine dei 30 giorni e del sorgere del sole.
Questa
volta però i vampiri sono più tosti che
mai e appaiono come delle creature quasi invincibili, insensibili ai
colpi d’arma da fuoco e ben organizzati. Tra gli attori non
protagonisti c’è anche Ben Foster
(“Alpha Dog”, “Quel treno per
Yuma”) che interpreta magistralmente il ruolo dello straniero
che preannuncia l’arrivo dei vampiri.
“30 giorni di buio” è
l’ennesima trasposizione cinematografica di un noto fumetto
americano, ovvero “30 days of night”, una
miniserie realizzata da Steve Nilés e Ben Templesmith. Come
in “Sin City” la carta vincente è
l’atmosfera cupa, data in questo caso dalla quasi totale
mancanza di colori, eccezion fatta per il rosso del sangue, presente in
maniera ossessiva nelle fauci dei vampiri e nei corpi delle loro
vittime.
Il regista è David Slade, noto
soprattutto per i suoi spot pubblicitari e per il lungometraggio “Hard
Candy”, mai distribuito in Italia. Al suo secondo
lavoro riesce a confezionare un film di tutto rispetto, grazie anche
all’ausilio del produttore: l’arcinoto
Sam Raimi, un vero specialista nel genere sempre
più inflazionato del cinema horror.
L’intenzione
del regista è trasmettere per tutto il film la
sensazione di cupo smarrimento dei protagonisti, facendo in
modo che lo spettatore si immedesimi nella loro paura, un obbiettivo
raggiunto pienamente. Nonostante la trama originale, il film presenta
però alcuni difetti a livello di montaggio:
distogliendo per un po’ gli occhi da scontri e inseguimenti
furibondi, si nota che la neve è palesemente finta
(il film è girato agli Henderson Valley Studios di Auckland,
Nuova Zelanda); inoltre la coerenza logica viene totalmente a
mancare in alcune scene, come in quella in cui un vampiro
precedentemente ucciso ricompare in una delle sequenze successive, un
errore di regia clamoroso.
A supplire a queste carenze è la solita abbondanza
di effetti speciali, realizzati dai tecnici di Weta Workshop,
il gruppo neozelandese, diventato famoso per Il Signore degli anelli. A
parte qualche pecca, il film è senz’altro un must
per i fanatici dei film horror legati al mondo dei vampiri, che in
questo film trovano un’interpretazione originale e ricca di
suspense.
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Non andatelo a vedere
Fidatevi la trama sembra prometetre bene ,ma il film in se fa schifo,inquadrature scene effetti speciali dialoghi svoglimento,non c'è un solo secondo di tensione,le scene sono scontate e i dialoghi fanno schifo
Re: Non andatelo a vedere
> Fidatevi la trama sembra prometetre bene ,ma il
> film in se fa schifo,inquadrature scene effetti
> speciali dialoghi svoglimento,non c'è un solo
> secondo di tensione,le scene sono scontate e i
> dialoghi fanno schifo
quoto
sono andata a vederlo...è una delusione vera e propria...