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Wi-Max, il futuro che non ti aspetti

Liberalizzate le frequenze, ora internet può volare ovunque


Era il mese di maggio quando, per chi ha buona memoria, l'onorevole Franco Grillini e il senatore a vita Francesco Cossiga avevano presentato al ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni un'interrogazione parlamentare per liberalizzare le frequenza del Wi-Max . Proprio in questi giorni è stato dato l'annuncio del raggiunto accordo tra il ministro della difesa e il ministro delle comunicazioni, che da giugno 2007 renderà disponibile lotti di frequenze Wi-Max.

Perché il ministro della difesa? Le frequenze wi-max, che permettono di raggiungere elevate velocità di connessione ad Internet senza fili, permettendo di portare la banda larga anche in zone difficilmente cablabili ( zone di montagna, ma non solo ), erano di proprietà del Ministero della Difesa che da parecchi anni non le utilizzava più. L'accordo rappresenta la prima fase di un progetto che mira nel quinquennio successivo (2007-2011) a triplicare l'assegnazione delle frequenze Wi-Max.

Note tecniche e vantaggi

Wi-Max (Worldwide interoperability for Microwave access), è a tecnologia standardizzata come IEEE 802.16. La portata della nuova tecnologia è sensibilmente superiore alla sorella minore wi-fi: fino a 50 chilometri a fronte dei pochi centinaia di metri del wi-fi. Anche l'ampiezza di banda sembra essere rivoluzionaria: fornisce il trasferimento dati a 70Mbps (megabit al secondo)  e può sostenere più di 60 aziende con connessione T1 e centinaia di utenti home. "Il servizio Wi-Max potrà così essere avviato per un più rapido sviluppo della diffusione della banda larga sul territorio, soprattutto nelle aree ove è più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture", spiega una nota. La nuova tecnologia si pone anche come soluzione definitiva per coprire il famoso problema dell' "ultimo miglio", che consiste nel calo di risorse che si ha in una rete nella parte finale di attacco all'utente, e che fino ad oggi si era tentata di risolvere prima con la fibra ottica, poi con la tecnologia wi-fi e l'Umts. La promessa è connettere molti dispositivi di comunicazioni rendendo il Internet disponibile in tutto il territorio. La nuova tecnologia  potrebbe trasformare il modo in cui noi comunichiamo ma anche il modo in cui noi paghiamo per un servizio. Alcuni analisti pensano che l'odierno modello di telefoni cellulari che richiedono un elevato numero di ripetitori installati possa diventare obsoleta in pochi anni visto che il Wi-MAX permetterà ai dispositivi di comunicare tra di loro realizzando una rete libera da infrastrutture. Questo scenario rende di fatto inutile la tecnologia UMTS e le sue sorelle, per le cui licenze molte compagnie telefoniche hanno sborsato cifre da capogiro (oltre 50 miliardi di euro in Germania, 34 nel Regno Unito, 14 in Italia).

Le società di telefonia mobile , per questo motivo non hanno fatto nulla per agevolare Wi-Fi e Wi-Max. Il miglior modo per sfruttare la nuova tecnologia si prevede sia una contaminazione tra l'esistente rete wi-fi implementata dalla rete wi-max. Gli analisti prevedono sia l'ottimale soluzione al digital divide che affligge oltre che delle zone del nostro paese anche numerose aree del mondo. Il digital divide è stato una conseguenza dei costi delle infrastrutture da realizzare fisicamente nelle zone da cablare, e dalla conformazione fisica di alcune zone particolarmente isolate dai centri abitati che non hanno permesso di estendere la rete x dsl in modo capillare aumentando il divario di informatizzazione tra le zone cablate e quelle non cablate. Quindi, con buona pace delle compagnie telefoniche, la tecnologia "wireless combinata" è il futuro di tutti gli apparecchi hi-tech, dai computer ai cellulari, dai lettori mp3 ai televisori.

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