Home » Cellulare » News » Anche l'iPhone tra le prede degli hacker

Anche l'iPhone tra le prede degli hacker

Sbloccato lo smartphone di casa Apple

Non colpisce il fatto che un hacker sia riuscito a sbloccare l’iPhone, ultimo prodotto di punta di casa Apple.
Non colpisce più di tanto neanche l’età dell’hacker: 17 anni (è quella, o giù di lì, l’età media degli hacker più ingegnosi).
Quanto il tempo impiegato per risolvere il tutto: dopo un’attenta analisi durata alcune notti insonni, gli sono bastate 2 ore e con un saldatore ha reso funzionanti tutte le SIM di altri gestori telefonici.
George Hotz, "geohot", come si fa chiamare il ragazzo in rete, è riuscito a violare il gadget attualmente più ambito in 10 passaggi.
Sul suo blog, George spiega come è riuscito ad usare il suo iPhone sulla rete della T-Mobile e non sulla sola At&t, che ha l'esclusiva del prodotto.
E se non fosse sufficiente, un video su You Tube, aggiunge altre spiegazioni.

Il metodo messo a punto da giovane fresco del diploma di maturità e in attesa di cominciare il suo primo anno di college consente di utilizzare il telefono anche con la rete di T-Mobile, principale concorrente di At&t, o al di fuori degli Stati Uniti, come un qualsiasi telefono su rete Gsm.
L’iPhone per il momento viene commercializzato esclusivamente sul mercato statunitense.
Il teenager ha dedicato tutte le sue vacanze per capire come sostituire la scheda SIM in dotazione al telefono con una scheda di T-Mobile, l’unico altro operatore in grado di supportare le funzionalità dell’iPhone.
In una intervista all’emittente Msnbc ha ammesso di avere passato molte notti in bianco nel tentativo di risolvere l’enigma dell’iPhone.
Il colpaccio gli è riuscito con l'aiuto di altri quattro hacker conosciuti online, due dei quali abitano in Russia.
"Non c'è nulla di illegale - sostiene George in un intervista a Msnb - le leggi americane consentono di fare la modifica in maniera legittima, se si è in grado di farlo".

La procedura adottata da Hotz tuttavia non sarebbe priva di rischi, il giovane ammette di aver dovuto gettare un altro iPhone in quanto si tratta di una modifica non solo software, ma anche hardware.
Se in molti non adotteranno il metodo Hotz perchè rischioso, sono in arrivo altre procedure. Ci sarebbero altri stratagemmi.
Invece del saldatore, ci si può armare di pazienza e attendere la prossima settimana quando lo stesso gruppo di George dovrebbe illustrare un metodo per sbloccare il telefono senza complicate e pericolose saldature.
Oppure si può tentare con il software messo a disposizione dal sito iPhoneSimFree. Il programma consentirebbe di cambiare semplicemente i parametri della sim-card.
Un altro metodo simile dovrebbe essere lanciato a breve dal sito www.iphoneunlocking.com: il programma è recensito dal sito internet specializzato Engadget e consentirebbe di cambiare semplicemente i parametri della Sim-card per utilizzare il telefono con provider Gsm diversi da At&t, negli Stati Uniti e all’estero. 

Intanto George Hotz ha già messo in vendita online uno dei due telefoni che è riuscito a 'sbloccare': il suo iPhone è stato già valutato circa 2000 dollari, quattro volte il prezzo della versione base in commercio a 499 dollari.
Ora non resta che attendere le contromosse da Cupertino.
Apple potrebbe studiare le contromisure per rendere invulnerabili i telefoni di nuova produzione e rovinare la festa agli hacker.
Almeno fino al prossimo annuncio dell’hacker di turno.
Il problema per le aziende di ICT di questi tempi è che sempre di più le persone in giro per il Mondo, soprattutto i giovanissimi, hanno mezzi e know how necessari ad infrangere blocchi e limitazioni.
Ce la faranno le multinazionali a difendersi dagli attacchi dei pirati informatici?

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

Commenti dal 1 al 2
(2)

wder giovedì, 11 ottobre 2007

me sa de no....

ciao......a tutti gli utenti del sito......

io credo essendo uno stdente che sta studiando inormatica....quindi sono abastnza dentro il campo...credoche il problema degli aker non so se si potrà mai abbattere...
anche perchè come la apple studierà una difesa piu' inattaccabile(come lei tante altre azienda), gli aker studieranno un attacco più complicato....
ciao....

n° 2
redw sabato, 12 gennaio 2008

Re: me sa de no....

> ciao......a tutti gli utenti del sito......
>
> io credo essendo uno stdente che sta studiando
> inormatica....quindi sono abastnza dentro il
> campo...credoche il problema degli aker non so se
> si potrà mai abbattere...
> anche perchè come la apple studierà una difesa piu'
> inattaccabile(come lei tante altre azienda), gli
> aker studieranno un attacco più complicato....
> ciao....

Scusa, posso chiederti che voti hai in Informatica? Perché se sono gli stessi che avevi in Italiano in elementari e medie, non è ti si possa considerare proprio una fonte attendibile!

Giorgio Tedesco sabato, 22 settembre 2007

Assolutamente mai...

Le multinazionali non possono far altro che aumentare il regime di sicurezza, ma è tutto vulnerabile. Se si ha il tempo e le conoscenze è tutto accessibile, volendo anche questo sito... :D

n° 1
Chiudi
Aggiungi un commento a Anche l'iPhone tra le prede degli hacker...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori